
Università del Salento – Aula 2, Edificio 6 – Studium 2000
Venerdì 13 febbraio 2026 – ore 15.00-19.00
Un numero crescente di studi dimostra come il gioco oggi non sia più una mera forma di
intrattenimento, quanto piuttosto un terreno fertile di sperimentazione culturale, educativa e
organizzativa. Superando i confini del semplice svago o divertimento, esso si configura come un vero
e proprio motore di innovazione sociale. L’evento scientifico “Oltre il gioco. Il gaming tra cultura e
innovazione”, promosso dal prof. Andrea Scardicchio dell’Università del Salento, direttore del
Master in Game design, nasce proprio dalla volontà di esplorare questa dimensione inedita del
fenomeno ludico, interrogandosi su come la gamification stia ridisegnando le pratiche contemporanee
nei campi più diversi: dall’educazione alla sanità, dall’organizzazione aziendale alla formazione
professionale.
In un’epoca in cui la partecipazione attiva e il coinvolgimento emotivo sono diventati elementi chiave
per il successo di qualsiasi iniziativa, la gamification emerge come strategia trasversale capace di
generare senso, stimolare l’engagement, favorire l’inclusione. Ma cosa significa davvero utilizzare il
gioco come dispositivo culturale? Quali sono le sue radici simboliche e narrative? E quali
implicazioni etiche e giuridiche si pongono quando meccaniche ludiche vengono integrate in contesti
che esulano dalla dimensione ricreativa?
Il seminario si propone di affrontare tali questioni con un approccio multidisciplinare, integrando
prospettive scientifiche e umanistiche. L’obiettivo è verificare fino a che punto la gamification possa
essere considerata non solo uno strumento operativo, ma un vero e proprio attivatore di best practices,
un metodo efficace per costruire esperienze significative e trasformative. Particolare attenzione sarà
dedicata alle dimensioni simboliche del gioco, alla sua capacità di veicolare narrazioni potenti e di
creare spazi di condivisione e di apprendimento collettivo.
Il valore aggiunto dell’incontro risiede nella capacità di coniugare riflessione teorica e applicazione
pratica. Accanto all’analisi critica delle fondamenta culturali della gamification, infatti, verranno
presentati casi studio di ambito clinico e aziendale. In questi contesti, le meccaniche ludiche non
rappresentano un mero accessorio, ma costituiscono il nucleo di una nuova metodologia di lavoro che
mette al centro la persona, la sua motivazione intrinseca e il suo desiderio di apprendere e di
partecipare. Gli esempi che verranno discussi dimostreranno come il gioco possa operare come
potente motore di engagement, capace di trasformare routine lavorative in esperienze coinvolgenti,
percorsi di cura in momenti di empowerment e percorsi formativi in avventure di scoperta. La
gamification, in questa prospettiva, diventa un linguaggio universale che parla a generazioni diverse,
abbatte barriere comunicative e rende accessibili contenuti complessi attraverso esperienze
immersive e partecipative.
Una delle sfide più affascinanti della gamification risiede nella sua capacità di ridefinire i confini
tradizionali tra sfere dell’esperienza umana che siamo abituati a considerare separate: il gioco e il
lavoro, la cura e l’educazione, il tempo libero e l’impegno professionale. Il seminario intende
interrogarsi proprio su questa porosità, verificando se e come l’integrazione di elementi ludici in
contesti extra-ricreativi possa generare nuove forme di socialità, nuovi modi di apprendere, perfino
nuove pratiche terapeutiche.
Non si tratta di banalizzare le mansioni lavorative e di supporto alla cura trasformandole in un gioco
fine a sé stesso, ma di riconoscere nel gioco una matrice antropologica profonda, un ecosistema
culturale che da sempre accompagna l’essere umano nei suoi processi di crescita, di relazione e di
costruzione di significato, ancor prima delle tecnologie contemporanee. Johan Huizinga, del resto,
nel suo Homo ludens (1938) lo aveva previsto e lo aveva chiaramente evidenziato, parlando del gioco
come una delle forme originarie attraverso cui la cultura e la civiltà prendono forma. Eric
Zimmerman, dal canto suo, nel Manifesto del secolo ludico (2008) ha interpretato il XXI secolo come
un’epoca destinata a essere ridefinita dai giochi non solo culturalmente, ma anche socialmente ed
economicamente. L’odierna società digitale, dunque, appare sempre più strutturata da dinamiche
ludiche che trasformano le attività quotidiane in esperienze di interazione: se il Novecento è stato il
secolo della comunicazione e dell’accesso all’informazione, l’attuale “secolo ludico” si caratterizza
per la possibilità di interagire pienamente con essa.
È in questa prospettiva che la gamification si rivela uno strumento critico e comunicativo della
contemporaneità, capace di interpretare i bisogni di una società sempre più complessa e interconnessa.
In un mondo in cui le tecnologie digitali stanno modificando le modalità di interazione e di
costruzione della conoscenza, comprendere il potenziale della gamification significa dotarsi di
strumenti interpretativi e operativi in grado di rendere più consapevole la sfida ingaggiata con i
mutamenti in atto.
Esperti provenienti da ambiti disciplinari differenti contribuiranno a costruire un quadro articolato e
sfaccettato della gamification, evidenziandone le potenzialità ma anche i limiti, le opportunità ma
anche le criticità. Dalla narrazione simbolica alle implicazioni etico-giuridiche, dalla progettazione
didattica alle strategie organizzative, il seminario offrirà una panoramica completa di un fenomeno
che sta trasformando radicalmente il nostro modo di pensare l’apprendimento, il lavoro e la cura. Un
appuntamento imperdibile, insomma, per chi guarda al futuro dell’educazione e dell’innovazione

