
- L’alfabetizzazione mediatica e l’apprendimento digitale dovrebbero essere insegnati a tutti i livelli educativi e per tutta la vita per consentire una partecipazione democratica più informata
- È necessario un approccio comune dell’UE all’alfabetizzazione mediatica e all’apprendimento digitale, con adeguati finanziamenti UE
- Le persone, in particolare i minorenni, hanno bisogno di una maggiore protezione sulle piattaforme di condivisione video; etichettatura chiara dei contenuti generati dall’IA e un codice di condotta per gli influencer
I deputati europei vogliono che la Commissione e i paesi dell’UE concordino un approccio comune all’alfabetizzazione mediatica e all’apprendimento digitale, riconoscendo questi come competenze di base per tutti i cittadini.
In un rapporto adottato mercoledì dalla Commissione per la Cultura e l’Istruzione, i deputati europei sottolineano che, sebbene le politiche educative siano una competenza nazionale, l’ambiente digitale ha una natura globale e transfrontaliera. Considerando che le diverse atteggiamenti degli Stati membri verso l’alfabetizzazione mediatica e l’apprendimento digitale indeboliscono un approccio collettivo, i deputati europei desiderano che i paesi UE lavorino verso uno sforzo comune, coinvolgendo insegnanti e formatori, genitori, giornalisti e società civile.
L’alfabetizzazione mediatica e l’apprendimento digitale dovrebbero essere presenti durante tutto il ciclo educativo e sul posto di lavoro, con l’obiettivo di dare potere ai cittadini di tutte le età con capacità di pensiero critico. I deputati europei vogliono che la Commissione riconosca l’alfabetizzazione mediatica come una competenza fondamentale per tutti i cittadini e che garantisca finanziamenti per un’iniziativa di alfabetizzazione mediatica nell’ambito del prossimo programma AgoraEU.
Questo porterebbe a decisioni più informate all’interno di un ambiente informativo in evoluzione, caratterizzato dalla proliferazione della disinformazione, dal calo della fiducia dei media e dall’impatto delle piattaforme online e dei nuovi attori mediatici, come influencer e creatori di contenuti.
Inoltre, i deputati europei chiedono alla Commissione e ai paesi dell’UE di istituire un sistema per monitorare e valutare le azioni nazionali di alfabetizzazione mediatica, inclusi lo sviluppo del pensiero critico, la resilienza alla disinformazione, la valutazione di approcci adeguati all’età e i programmi di supporto ai genitori.
Un ecosistema mediatico moderno: protezione dei minori, dei contenuti generati dall’IA e degli influencer
Il testo chiede alla Commissione di migliorare la sicurezza online proponendo “un chiaro approccio comune dell’UE riguardo all’accesso adeguato all’età alle piattaforme online”, in particolare i social media. La Commissione dovrebbe ulteriormente aumentare la protezione per i minori che utilizzano piattaforme di video-sharing nell’ambito della valutazione della Direttiva sui Servizi Media Audiovisivi (AVMSD).
I deputati europei vogliono inoltre un’etichettatura efficace dei contenuti generati dall’IA, manipolati dall’IA e sponsorizzati commercialmente, e chiedono ai paesi UE di aggiungere contenuti di alfabetizzazione AI ai loro programmi di apprendimento digitale e ai programmi di formazione per educatori. I deputati europei affermano che influencer e creatori di contenuti dovrebbero essere vincolati dalle regole sui contenuti mediatici, inclusi codici di condotta e linee guida chiare, a causa del “loro ruolo significativo nel plasmare i modelli di consumo delle informazioni, in particolare tra i giovani”.
Infine, gli eurodeputati vogliono che la Commissione e gli enti regolatori nazionali avviino campagne di sensibilizzazione pubblica su come gli ambienti digitali influenzino il comportamento online e il supporto alla salute mentale, tra gli altri argomenti.
Il rapporto è stato adottato con 18 voti favorevoli, 2 contrari e 5 astensioni.
Contesto
Secondo la Commissione Europea, il 97% dei giovani nell’UE utilizza internet quotidianamente e le piattaforme social stanno diventando la principale fonte di informazioni per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Esistono differenze significative tra gli approcci dei paesi UE all’alfabetizzazione mediatica e all’apprendimento digitale, per quanto riguarda l’integrazione nei programmi scolastici, il livello di supporto finanziario alle azioni e le autorità o gli enti competenti coinvolti.

