Lunedì sera, sul palco dell’Arena del Sole a Bologna. La 47ª edizione dei Premi Ubu ha chiuso con questo riconoscimento inaugurale per l’adattamento del testo di Pier Vittorio Tondelli – uno spettacolo che da mesi gira i teatri italiani raccogliendo applausi e dibattiti. Un debutto storico per una categoria che premia chi sa far respirare i testi del passato nel nostro presente.  |
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| I Premi Ubu sono il riconoscimento più prestigioso del teatro contemporaneo italiano. Votati da una comunità di teatranti, critici, operatori e appassionati, premiano ogni anno i lavori che hanno innovato, rischiato, colpito nel segno. La categoria Miglior testo non originale va a chi prende un’opera del passato – letteraria, storica, filosofica – e la trasforma in qualcosa di vivo, urgente, contemporaneo. Licia ha selezionato le parole di Tondelli, scritte nel 1980, e le ha portate dritte nel nostro 2025. Province dimenticate, corpi ai margini, desideri senza filtri. Un ponte tra due epoche che non potrebbe essere più attuale. |
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| “Altri libertini” è un ritratto senza compromessi di vite che non stanno al passo con il mondo. Giovani queer, precari, devoti e ribelli allo stesso tempo. Desideri crudi, dipendenze che consumano, slanci che finiscono in cadute dure. Sul palco prendono forma personaggi notturni, erranti tra Emilia, province soffocanti e sogni di fuga. La lingua di Licia mescola poesia nuda, quasi sussurrata, con un parlato sporco, diretto, che graffia. Lo spettacolo è in tournée da mesi, cambia pelle a ogni replica, incontra pubblici diversi e respira in modo nuovo ogni volta. È un lavoro che non si ferma, che continua a interrogare chi siamo oggi. Dal palco della premiazione, Licia ha detto una cosa che resta appiccicata addosso: il teatro è il luogo dei morti. E i morti parlano ancora. Le parole di Tondelli, quarantacinque anni fa, arrivano qui nel 2025 e fanno rumore. Non sono reliquie museali, ma voci vive che vociferano con noi. Ogni sera in scena, vivi e morti si incontrano, dialogano, si sfidano. È questo il cuore del lavoro: tenere aperta quella conversazione tra passato e presente. |
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| Pier Vittorio Tondelli (1955-1991). Scrittore emiliano che negli anni ’80 ha raccontato l’Italia sotterranea, quella che la letteratura ufficiale evitava. Province come prigioni dorate, notti emiliane cariche di eccessi, fughe disperate, omosessualità senza censure, controculture giovanili che cercavano aria. “Altri libertini”, pubblicato nel 1980, è il suo esordio esplosivo: una raccolta di racconti brevi che compongono un mosaico di esistenze marginali, notturne, ribelli. Fece scandalo immediato – processi per oltraggio al pudore, sequestri – e rappresenta ancora oggi un classico di culto, simbolo di un’Italia che pulsa sotto la retorica ufficiale. |