
Giovedì il PE ha approvato modifiche alla deroga alle norme UE sulla privacy che consentirebbe ai fornitori di servizi online l’individuazione volontaria degli abusi sessuali sui minori.
I deputati hanno adottato emendamenti alla posizione del Consiglio sulla deroga alle norme ePrivacy ai fini dell’individuazione degli abusi sessuali sui minori online nei quali chiedono di escludere dall’ambito di applicazione della normativa le “comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end”.
La posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga scaduta, consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private sui propri servizi, nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale.
La posizione emendata del Parlamento sarà ora trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo.
Nella seconda lettura della procedura legislativa non c’è voto finale. Per respingere la posizione del Consiglio era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati, attualmente pari a 360 voti. La prima proposta di respingimento ha ottenuto 314 voti a favore, 276 contrari e 17 astensioni, mentre la seconda 276 voti a favore, 286 contrari e 30 astensioni. Il Parlamento conclude quindi la seconda lettura modificando la posizione del Consiglio.
Contesto
Dopo che la Commissione aveva proposto una seconda proroga della deroga oltre la scadenza originariamente prevista, i deputati avevano adottato la loro posizione che includeva delle misure per limitarne l’ambito di applicazione e subordinare le attività di rilevamento all’autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Erano quindi iniziati i negoziati con il Consiglio, senza tuttavia giungere a un accordo.
Il 26 marzo il Parlamento ha respinto la proposta della Commissione di prorogare la deroga, concludendo la prima lettura e determinando la scadenza della normativa transitoria il 3 aprile 2026. Con il voto odierno si conclude la seconda lettura del Parlamento, dopo il rigetto in prima lettura e la successiva decisione del Consiglio di rinviare la proposta al Parlamento.
La deroga avrebbe carattere temporaneo ed è intesa a colmare un vuoto giuridico mentre proseguono i negoziati su un regime permanente per la lotta agli abusi sessuali online sui minori. La maggior parte degli elementi della futura normativa permanente è stata già concordata durante la presidenza cipriota del Consiglio nel primo semestre del 2026, mentre alcuni aspetti restano ancora da definire.
Parallelamente, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo anche sull’aggiornamento di una direttiva sulle sanzioni penali volte a contrastare gli abusi sessuali sui minori.

