
Si chiude con un bilancio di grande rilievo la 29.ma edizione del VivaVerdi Multikulti, la storica rassegna che da quasi tre decenni rappresenta il fiore all’occhiello delle attività di Arterìa. Il sodalizio materano, Ente del Terzo Settore attivo dal 1990 e fondato da artisti di ogni ambito espressivo, ha confermato anche nel 2025 la sua vocazione di cantiere culturale permanente, trasformando Matera in un laboratorio di sperimentazione dal vivo che ha visto artisti muoversi in direzioni internazionali, con collaborazioni attive in Francia, Croazia e Germania e nuovi protocolli d’intesa con Svizzera, Olanda e Finlandia.
Da luglio a dicembre, il festival ha messo in campo una programmazione imponente: ben quaranta appuntamenti multiculturali che hanno saputo intercettare un pubblico sempre in crescita. Il cartellone è stato un vero mosaico di linguaggi, spaziando dal teatro in musica alla prosa contemporanea, dai concerti di musica classica alle sonorità moderne, fino a talk e momenti di ascolto guidato. Un successo coronato, nell’ultima settimana, dalle novecento presenze al Teatro Comunale “Gerardo Guerrieri” per la riproposizione, dopo la première dello scorso luglio, della produzione “Signor Buio”, diretta da Giovanna Staffieri, regista e socia di Arterìa.
La rassegna ha abbracciato l’intera città con spettacoli, asterclass, laboratori e residenze artistiche, coinvolgendo oltre cinquanta artisti. Dai vertici dell’alto camerismo con artisti quali Alessandro Moccia e Alessandro Deljavan tra i protagonisti, fino a recital solistici e in duo, quartetti e sestetti di assoluto valore, fino alle serate jazz con nomi altisonanti come quelli Rita Marcotulli e Vincenzo Abbracciante, presentando anche momenti dedicati alla ricerca etnica e alle produzioni legate al territorio: ogni tassello ha composto un programma di rara varietà e qualità.
A tracciare una sintesi dell’edizione n.29 del VivaVerdi è Loredana Paolicelli, direttrice artistica della rassegna nonché pianista, compositrice e docente del Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, la cui dichiarazione mette in luce tanto l’eccellenza artistica quanto le criticità strutturali del settore associazionistico materano:
«Siamo profondamente soddisfatti del successo di pubblico e, soprattutto, dell’apporto dei giovani – evidenzia Paolicelli –. Innanzitutto tanti artisti under 35 hanno calcato i nostri palchi in progetti di incredibile ricerca, dalla musica Barocca all’omaggio a Luciano Berio, fino al collettivo di 20 artisti della residenza Opera Mediterraneo. Arterìa è oggi una “macchina da guerra” mossa da uno staff di giovani e meno giovani capace di un’accoglienza speciale nei confronti degli artisti ospiti. Tuttavia, dopo oltre trenta anni di associazionismo, sentiamo il peso di un processo infinito che richiede fatica e tutele: il nostro vero desiderio è che l’Amministrazione civica, come pure quelle provinciale e regionale, si prendano cura delle infrastrutture culturali, assegnando finalmente una sede propria ad attività longeva come lo è la nostra e come altre attive sul territorio in altri ambiti artistico-culturali. Nonostante la fiducia, viviamo un momento di crisi: ad oggi il festival conta sul sostegno del Ministero della Cultura e degli sponsor, ma attendiamo ancora le delibere di Regione e Comune. È necessario che gli Enti territoriali diano alle associazioni la possibilità reale di andare avanti».
Il filo conduttore della edizione 2025 del festival ViaVerdi è stato il concetto di “Intersecazioni”, una visione che ha guidato la selezione di ogni singolo evento indagando il rapporto tra opposti: giovani e anziani, antico e nuovo, futuro e passato. La direttrice artistica Paolicelli ha evidenziato come Matera sia oggi un crocevia di etnie e un mosaico di progettualità all’avanguardia. La rassegna ha saputo interpretare questa identità contemporanea, agendo in quel punto di contatto tra la «staticità della pietra» millenaria e il «fluire costante di immagini, eventi e persone».
Uno dei tratti distintivi del consuntivo 2025 è stato l’uso sapiente di luoghi storici quali gli ambienti della Fondazione Le Monacelle e la dimora storica di Palazzo Berardini, luoghi testimoni della memoria cittadina diventati palcoscenici dove i sogni e le visioni artistiche hanno trovato accoglienza.
In questo contesto, il festival ha dimostrato che Matera non è più soltanto un «museo a cielo aperto», ma uno spazio vivo dove il contrasto tra il luogo e il sublime dell’arte genera nuove prospettive sociali. VivaVerdi Multikulti 2025 va così in archivio come un successo di contenuti, in attesa che il 2026, anno del trentennale, possa portare la stabilità strutturale necessaria a garantire il futuro di questa storica e prestigiosa istituzione culturale materana.

