Mercoledì 25 gennaio – Verità e giustizia per Giulio Regeni a Lecce

MERCOLEDÌ 25 GENNAIO, IN OCCASIONE DEL SETTIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIULIO REGENI, ANCHE LECCE SI MOBILITA PER CHIEDERE VERITÀ E GIUSTIZIA PER IL GIOVANE RICERCATORE FRIULANO RAPITO, TORTURATO E UCCISO IN EGITTO. IL RADUNO ALLE 19:15 NEI PRESSI DELLA PANCHINA GIALLA IN VIALE DELL’UNIVERSITÀ.


Mercoledì 25 gennaio dalle 19:15suviale dell’Università, all’altezza della scalinata d’ingresso diPalazzo Codacci-Pisanelli, è previsto un raduno silenzioso per ricordareGiulio Regeni, il ricercatore friulanoassassinato sette anni fa in Egitto. Dal 29 aprile 2021, proprio di fronte alla storica sede dell’ateneo, anche Lecce ha infatti unapanchina gialladedicata “a Giulio Regeni, giovane ricercatore universitario  scomparso, torturato e ucciso nel 2016 a Il Cairo in Egitto e al suo sguardo aperto sul mondo”, come  si legge sulla targa commemorativa apposta daDiffondiamo Idee di Valore, Conversazioni sul futuroeLecce Città Pubblicacon la partecipazione diAmnesty International – Leccee in collaborazione con ilComune di Lecce.Con questo momento di raccoglimento che culmineràalle 19:41(orario in cui Giulio inviò il suo ultimo messaggio prima di sparire) con l’accensione dellecandele gialle, il capoluogo salentino, partecipa alle iniziative organizzate in tutta Italia per continuare a chiedere verità e giustizia per la violenta morte del ricercatore diFiumicello. I genitoriPaola DeffendieClaudio Regenie l’avvocataAlessandra Ballerinisono stati aLeccepiù volte ospiti  del festivalConversazioni sul futuroe dell’Università del Salento. “In ricordo di Giulio Regeni, ricercatore” è, infatti, intitolato anche il Corso di dottorato in “Human and Social Sciences” del Dipartimento di Scienze umane e sociali.

«La vicenda di Giulio non è solo la tragedia di un giovane studioso incappato in una brutta storia in un paese ostile alla libertà e al dissenso. Non siamo qui solo per ricordare la qualità del suo impegno, la genuinità dei suoi interessi, la bellezza dei suoi anni, brutalmente fermati», sottolinea il sindaco di LecceCarlo Salvemini. «Questa storia è anche di più, è una storia che interroga tutti noi come cittadini, interroga il nostro Paese e il suo governo sul tema dei diritti umani, della democrazia, delle garanzie di libertà che devono ispirare le determinazioni del nostro Paese, a partire dalle relazioni con i Paesi esteri. Ci interroga sulla nostra posizione nel mondo contemporaneo. Finché ci sarà impunità per i torturatori e assassini di Giulio, per noi sarà doveroso essere qui a tenere la luce accesa. Siamo in tanti, cittadini, enti, associazioni, organizzazioni, determinati a non tacere, a non dimenticare».

«Pochi giorni dopo la scomparsa di Giulio abbiamo aderito immediatamente alla campagna internazionale per ottenere verità e giustizia sulla sua morte», precisaStefano Cristante, sociologo e delegato alla Comunicazione dell’Università del Salento. «In seguito abbiamo deciso di dedicare il nostro dottorato in Human and Social Sciences alla memoria del giovane ricercatore, volendo in questo modo onorarne la breve vita spesa a studiare e comprendere le disuguaglianze e le ingiustizie sociali. Una stele con il suo nome è collocata da cinque anni all’ingresso del Dipartimento di Scienze umane e sociali, nel complesso di Studium 2000, e accoglie ogni giorno studenti e lavoratori del nostro ateneo». Mercoledì 25 si celebra il momento di passaggio d’anno del dottorato di ricerca che sarà concluso, prima del raduno nei pressi della panchina gialla, dalla lettura di alcuni brani tratti dal libro “Giulio fa cose” (Feltrinelli), scritto dai genitori Paola e Claudio insieme all’avvocata Alessandra Ballerini.