
In uno stato di grande preoccupazione per le sorti dei finanziamenti regionali allo spettacolo dal vivo, prende il via la XXVII edizione di Experimenta, o meglio la sua costola baricentrica che, da qualche anno, si cela sotto l’acronimo OBS. In apertura, metonimicamente, quasi come un’epigrafe, a rappresentare i non eludibili tempi di guerra che viviamo, campeggia il titolo di un bellissimo testo di Claudia Surico, giovane studiosa pugliese: “Il sentimento della fine e la fine del sentire: come l’uomo contemporaneo anestetizza la catastrofe”.

Tempi ineludibili anche perché il programma dei concerti prevede la presenza di due artisti iraniani, il primo dei quali in apertura di cartellone. Infatti, sabato 2 maggio allo Spazio Murat, è in programma la performance di Saba Alizadeh, compositore con sede a Teheran e virtuoso del kamancheh (il violino persiano), a cui ha dato nuova vita in chiave contemporanea, attualizzandolo attraverso l’elettronica e sonorità ambient, ricche di spunti tutt’altro che banali. Sullo sfondo, un sentimento forte per ciò che accade nel suo Paese, sintetizzato dal titolo del lavoro che porta in scena: “The Temple of Hope” (“Il tempio della speranza”).

Nella stessa serata ci sarà una di quelle performance molto rare da vedere normalmente nei palinsesti delle rassegne locali: il duo taiwanese Scattered Purgatory. L’Estremo Oriente ormai riserva novità importanti anche nel campo della musica. Con un nome attinto da un antico rituale taoista, Lu Li-Yang e Lu Jiachi sono tra i principali artefici dell’“Asiatic Wave”. Un mix molto originale di sonorità world e un groviglio di suoni occidentali, impastati di krautrock, droni e musica ambient, per dar vita a una sorta di psichedelia spaziale, il tutto immerso in paesaggi ritualizzati e meditativi.
La seconda serata, venerdì 8 maggio, come consuetudine negli ultimi anni approderà, al Centro culturale Resilienza a Bitonto, in questo raffinato fortino che da anni resiste coraggiosamente alle mode, promuovendo qualità e piccoli gioielli di musica, arte e poesia che lo hanno reso un punto di riferimento culturale per l’intera area metropolitana barese. E sarà, per l’appunto, un piccolo gioiello esploso all’ombra del Vesuvio il concerto d’apertura della serata: Long Stay Ultra Girls, con il progetto “Due streghe e la loro rana che fanno musica”. Testi e suoni surreali (conversazioni sui frullatori, frigoriferi che spiano, porte che piangono quando si va via) danno vita a qualcosa di veramente fuori dagli schemi abituali del cantautorato made in Italy. Due musiciste e due musicisti, sfrontati e coraggiosi, per una band di cui a stretto giro sentiremo molto parlare. A chiudere i The Cannanes, gruppo indie pop australiano di Sydney, fondato nel 1984.
Tour in tutto il mondo, un’infinità di album, alcuni dei quali ormai preziose rarità reperibili solo in rete a prezzi esorbitanti. Amati da Kurt Cobain, questi stravaganti australiani vantano tanta musica, ma anche un’autobiografia e incursioni importanti nel mondo della moda internazionale.

Centrale nel programma di ObS 2026 è il dittico del venerdì 15 e sabato 16 allo Spazio Murat. Nella prima serata, infatti, ci sarà l’esibizione di uno degli esponenti di punta dell’area neoclassica americana: il pianista e compositore Michael A.Muller. Texano (Austin), fondatore del gruppo avant-garde Balmorhea, compositore di colonne sonore, piano liminale, partiture dilatate e contemplative che abitano lo spazio ed il tempo con l’ambizione di agire sulle coscienze. Artista di rilievo internazionale ha tutti i suoi primi lavori targati Deutsche Grammophon, la più antica etichetta del mondo, e vedono la collaborazione di Víkingur Ólafsson, Hania Rani, Alva Noto, The Album Leaf e Douglas McCombs dei Tortoise.

Il giorno dopo, ad aprire un’altra artista di origine australiana: Penelope Trappes. Da tempo un cult internazionale, nel suo background jazz, opera e musica sacra, influenze molto presenti in A Requiem il suo ultimo lavoro. Una sorta di esplorazione musicale del confine tra la vita e la morte. Evocazioni profonde che richiamano una bellezza triste e severa. Un live contemplativo e profondo, che accompagna il pubblico in un’atmosfera sacrale e metafisica. A chiudere questa due giorni, il progetto ZÖJ della vocalist e polistrumentista iraniana Gelareh Pour e del percussionista australiano Brian O’Dwwyer. Un suono antico e, allo stesso tempo, moderno dove si avverte distintamente l’eco delle vicende dei tempi in cui viviamo. Un impianto a tratti onirico su cui si adagia la suadente voce di Gelareh. Di lei Nick Cave ha scritto: “Gelareh Pour è un genio squisitamente puro di cui noi non siamo degni”.

Domenica 17 maggio, si ritorna al Resilienza di Bitonto dove Giorgio Cuscito, il compositore fondatore dei Violent Scenes, presenterà in anteprima il suo primo album di canzoni in italiano “L’amore da vicino”. A seguire l’atteso ritorno in Puglia di Andrea Chimenti. In occasione dei 40 anni di carriera, torna con il primo capitolo del suo nuovo progetto intitolato “Del mio cuore in fondo”: una raccolta tra i suoi brani migliori, completamente risuonati in una nuova versione emozionante e raffinata, con ospiti e rarità̀ al seguito. Un viaggio musicale dalle origini con i mitici Moda, fino alle produzioni più recenti.
ObS 2026 si chiude, domenica 22 maggio, all’Officina degli Esordi con due concerti. Il ritorno dei Violent Scenes, forse il più internazionale dei gruppi pugliesi, che ritorno dopo un lungo tempo di assenza a Bari. Il gruppo capitanato da Giorgio Cuscito presenterà in anteprima Il nuovo EP “Angels are mathematical”. In chiusura la performance multistrato dei portoghesi con base a Londra Beautify Junkyards. Una singolare intersezione di suoni naturali e post-produzione, è il sound di questa formazione di rock da camera. Gli alberi, il vento, gli uccelli, l’acqua e tutti gli altri elementi tra folk, jazz, tropicalismo e kraut-rock per una formazione divenuta un fenomeno internazionale che le ha consentito di sbarcare con successo a Londra dove tra le tante illustri collaborazioni guadagnate va segnalata la presenza di Paul Weller come voce in tre brani di “Nova” il loro ultimo album. (biglietti su mailticket, info: www.herostrato.it, herostrato.coop@gmail.com)

