
Omaggio all’Atleta di Taranto
Sal Velluto fa rivivere nella sua illustrazione la storia dell’eroe di Taranto
Falzone: “Nuovi studi e nuove analisi su questo unicum mondiale”
Sala Incontri MArTA, sabato 6 dicembre, ore 10.00


Un cold case (caso irrisolto) della storia antica riaffiora grazie ad un disegnatore di fumetti famoso nel mondo.
Il mistero è quello della morte di un giovane atleta vissuto a Taranto intorno al 480 a.C..
L’artista è, invece, un tarantino della storia moderna, Sal Velluto, classe 1956, che oggi dagli USA, disegna per le più importanti case editrici del fumetto americano (Marvel, DC, Valiant) e diverse case editrici in Italia, Scandinavia ed Australia.
Così quello scheletro custodito, insieme alla sua monumentale sepoltura nella sala VII del Museo archeologico nazionale di Taranto, forse rampollo dell’aristocrazia tarantina, eroe dei Giochi Panatenaici, oggi rivive in un’illustrazione, realizzata nel 2024, che Sal Velluto ha deciso di cedere, insieme al suo copyright, alla città attraverso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
L’atleta di Taranto, nell’immaginario riprodotto da Sal Velluto, è raffigurato all’acme della sua gloria. Muscoli potenti e forti cosparsi del sacro olio di Athena che alle sue spalle consacra “La Vittoria” (titolo dell’opera); le anfore rinvenute intere e in frammenti alla scoperta della sua tomba (Taranto – Via Genova, 9 – 9 dicembre 1959) che rappresentano trofei preziosi che certificano l’eccellenza atletica dell’uomo in alcune categorie dei giochi: la corsa con le quadrighe, il pugilato, il pentathlon, il salto in lungo e il lancio del disco.
Non mancano altri elementi, anch’essi tratti dalle anfore e dalla storia, come Nike la dea alata della vittoria, e le colonne doriche sormontate da galli, antichi simboli del trionfo e attuali simboli di riconoscibilità della ceramica d’uso degli artigiani grottagliesi.
“C’è grande fermento di studi attorno ad uno dei reperti più identitari del Museo archeologico nazionale di Taranto. Un mistero sulla morte, probabilmente in giovane età, di questo atleta che rappresenta la base di una serie di approfondimenti anche genetici su questo unicum mondiale dell’archeologia: il corpo di un atleta arrivato fino a noi con un bagaglio così potente di informazioni sullo stile di vita e il modello culturale di riferimento di un campione delle gare panatenatiche – dice la direttrice del MArTA, Stella Falzone – Ecco perché l’omaggio di Sal Velluto è più che mai appropriato alla nuova stagione di indagini che questo reperto sta vivendo, e che contiamo di presentare al pubblico in occasione dei prossimi Giochi del Mediterraneo”
“Nel 2008, una riproduzione fedelissima dello scheletro dell’atleta, insieme al suo corredo funerario originale, furono ospiti delle olimpiadi di Pechino, come testimonianza unica e preziosissima dell’atletismo universale.
Nel 2026, l’Atleta di Taranto, quello vero, insieme ai suoi trofei e alla sua storia sarà faro e punto di riferimento per gli atleti dei Giochi del Mediterraneo e tutti gli ospiti che visiteranno il capoluogo jonico ed il suo fiore all’occhiello, il Museo Archeologico Nazionale MArTA.
A visualizzare l’immagine dell’atleta, in tutta la sua gloria ed esultanza per il trionfo, sarà questa mia illustrazione che spero troverà un posto nell’immaginario di chi la vede.”
– Sal Velluto, artista

