
| · La produzione di olio d’oliva sta diventando sempre più costosa, il clima è meno prevedibile e i mercati internazionali chiedono sempre più trasparenza. Il settore ha un problema di competitività e la tecnologia è la sua risposta più immediata. L’Olive Oil World Congress (OOWC) riunirà cinque dei massimi esperti mondiali nella digitalizzazione dell’olio d’oliva il 2 e 3 luglio a Lisbona per dimostrare che la trasformazione digitale del settore è una necessità · Miguel Córdoba, Chiara Corbo, Dolores Pérez, Antonio López e Julián Ferrer concordano sulla stessa certezza: l’olio d’oliva che sappiamo sta per essere prodotto in modo radicalmente diverso. I cinque si incontreranno a questo importante evento per spiegare esattamente com’è Madrid, 29 giugno 2026.- L’uliveto è sempre stato paziente. Per secoli, i suoi cicli furono caratterizzati dal clima, dalla mano del contadino e dall’intuizione ereditata dalle generazioni. Ma qualcosa sta cambiando, e sta cambiando rapidamente. Al Congresso Mondiale dell’Olio d’Oliva (OOWC), che si terrà il 2 e 3 luglio al Centro Culturale di Belém a Lisbona, cinque esperti di fama internazionale presenteranno le tecnologie che stanno riscrivendo le regole del settore dell’olivo: dal momento in cui un drone sorvola le cime degli ulivoli, fino a quando l’olio lascia il mulino confezionato. Un Congresso che, questa volta, non parla solo di produzione o qualità, ma anche della rivoluzione digitale, che sta già trasformando uno dei settori più strategici dell’economia mediterranea.Il punto di partenza è la campagna. Miguel Córdoba, di xFarm Technologies, illustrerà il nuovo panorama dell’agricoltura ‘intelligente’ applicata agli uliveti: sensori sulla terraferma, immagini aeree elaborate con intelligenza artificiale, modelli predittivi che anticipano lo stato fitosanitario della coltura o stimano il raccolto con settimane di anticipo. Una tecnologia già operativa che sta trasformando la redditività e la sostenibilità di migliaia di aziende agricole in tutto il mondo. Il contadino, che un tempo prendeva decisioni basate sull’esperienza e sull’osservazione diretta, ha già un sistema nervoso digitale che gli parla in tempo reale da ogni angolo della sua fattoria. Sapere prima, comportarsi meglio, sprecare meno: questa è la promessa che la tecnologia sta iniziando a mantenere nell’uliveto. Ma la trasformazione non si ferma alla porta del mulino a petrolio. Chiara Corbo del Politecnico di Milano affronterà un argomento spesso trascurato nel dibattito tecnologico: cosa accade alla digitalizzazione lungo tutta la catena del valore, dalla produzione al marketing. Una presentazione che parlerà dell’importanza di come la tecnologia senza una strategia generi più burocrazia che valore, e di come le aziende del settore – specialmente quelle piccole e medie – abbiano bisogno di una mappa chiara affinché gli investimenti digitali si traducano in margini reali, non in complessità aggiuntiva. E infine c’è il mulino a olio. Il cuore industriale del settore, oggi sotto doppia pressione: produrre di più e meglio con meno risorse, oltre a farlo entro i limiti dell’economia circolare. Dolores Pérez, dell’Università di Cordoba, insieme ad Antonio López, del Gruppo GEA, leader mondiale nell’ingegneria dei processi industriali, e Julián Ferrer, del Gruppo De Prado, presenteranno sul tavolo le risposte già fornite: linee di produzione automatizzate e connesse, analisi online della qualità del petrolio, consumo energetico dei sottoprodotti, sistemi che non solo producono, ma imparano e ottimizzano da soli, ecc. Il tavolo rotondo riunirà nello stesso forum la voce della ricerca scientifica, dell’industria meccanica e della società di produzione, progettando insieme il profilo del mulino a olio del XXI secolo: non una struttura più grande o più costosa, ma una che ‘pensa’. |
| Ciò che unisce queste tre conversazioni – il verde uliveto intelligente, la catena digitalizzata, il mulino autonomo – è la stessa convinzione che l’OOWC 2026 metterà sul tavolo senza mezzi termini: la tecnologia non è più un’opzione per il settore dell’olio d’oliva. In un contesto di crescente volatilità climatica, regolamenti europei di sostenibilità sempre più esigenti e mercati internazionali che richiedono tracciabilità e trasparenza, la digitalizzazione è già una condizione per la sopravvivenza competitiva. L’olio d’oliva è sui tavoli del mondo da millenni. Ciò che si dibatte a Lisbona è se ci sarà ancora tra 50 anni, e in quali condizioni. La tecnologia applicata, come spiegato dagli esperti riuniti a questo Congresso, è una parte essenziale di questa risposta. Tutte le persone, aziende o istituzioni pubbliche o private del settore dell’olio d’oliva interessate a partecipare a questo Congresso possono formalizzare la loro registrazione tramite il seguente link: https://www.oliveoilworldcongress.com/inscription Il Congresso ha già il sostegno istituzionale del Consiglio Internazionale dell’Olivo (CIO), del CIHEAM Saragozza e della Fondazione Dieta Mediterranea, insieme a enti pubblici come il Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Marittimi del Portogallo, la Junta de Castilla-La Mancha (‘Campo y Alma’), la Generalitat de Catalunya e IMIDRA.Nel settore privato, oltre a Olivum, enti come AgroBank, l’Interprofessional of Spanish Olive Oil, GEA Group, Novonesis, APOAC (Associação para a Promoção do Olival e Azeite de Aire e Candeeiros) con il marchio commerciale ‘Olivedos do Carso’, Adsaica (Associação de Desenvolvimento das Serras de Aire e Candeeiros), sostengono questa seconda edizione. Fiera di Saragozza (ENOMAQ), Kubota, Dazeite e Siliker. Oltre a OlivoGestão come sponsor del concorso di poster scientifici. Dall’OOWC invitiamo tutti a partecipare a questo progetto internazionale collaborativo, esortandoli a esplorare le modalità di cooperazione e sponsorizzazione, e mettendo a disposizione tutte le informazioni di cui hanno bisogno tramite la Segreteria Tecnica dell’OOWC, chiamando il 91 721 79 29 o inviando una e-mail all’indirizzo info@oliveoilwc.com. |

