
Dall’Alta Murgia arriva una nuova frontiera dell’alimentazione vegetale, un prodotto ottenuto interamente da latte di mandorla che reinterpreta in chiave plant-based, uno dei simboli più antichi della tradizione casearia, un’alternativa innovativa che unisce gusto, ricerca e sostenibilità, dimostrando come dall’agricoltura possano nascere risposte concrete alle nuove esigenze alimentari. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in occasione della ventesima edizione della finale nazionale dell’Oscar Green a Roma, dove in finale nazionale è arrivato Gabriele Latrofa, giovane imprenditore agricolo di Quasano, frazione di Toritto, in provincia di Bari.
Dietro questo progetto c’è proprio Latrofa, alla guida della Fattoria della Mandorla, azienda che da oltre vent’anni coltiva in regime biologico più di 30mila alberi di mandorlo. Una realtà agricola che ha scelto di innovare partendo dalla terra, trasformando una coltura identitaria del Mediterraneo in un laboratorio di sperimentazione alimentare, dotato di celle di stagionatura.
L’obiettivo è offrire un’alternativa alle proteine animali, intercettando la crescente domanda di prodotti vegetali e sostenibili senza perdere il legame con le lavorazioni artigianali e con la cultura gastronomica del territorio. Il progetto si inserisce in una visione più ampia che mette al centro agricoltura biologica, economia circolare ed energie rinnovabili. Anche gli scarti diventano risorsa – spiega Coldiretti Puglia – con i gusci delle mandorle che vengono recuperati e utilizzati come combustibile naturale, riducendo l’impatto ambientale e chiudendo il ciclo produttivo.
Nel cuore dell’Alta Murgia, territorio riconosciuto come geoparco dell’UNESCO, questa esperienza dimostra – insiste Coldiretti Puglia – come la tradizione agricola possa evolversi attraverso ricerca e innovazione, aprendo nuove strade per un’alimentazione più sostenibile e consapevole, dove territorio, agricoltura e innovazione si incontrano per costruire il cibo del futuro.
Otto aziende agricole su dieci sono pronte a investire in innovazione – aggiunge Coldiretti Puglia – un segnale chiaro della voglia di cambiare che attraversa il settore primario, ma anche della necessità di strumenti pubblici più semplici, accessibili ed efficaci, capaci di accompagnare concretamente le imprese agricole nel percorso di modernizzazione.
In questo scenario la Puglia si conferma un territorio particolarmente dinamico, secondo i dati ISTAT, con la a regione che ospita circa il 16,2% delle aziende agricole italiane e rappresenta il 10,6% della Superficie Agricola Utilizzata nazionale, confermandosi uno dei pilastri dell’agricoltura del Paese. Un peso che negli ultimi anni si è accompagnato a un progressivo processo di riorganizzazione produttiva: nell’arco di un decennio la dimensione media delle aziende è passata da 7,9 a 11 ettari per impresa, favorendo modelli gestionali più strutturati e pronti ad accogliere l’innovazione.
A livello nazionale il 28,5% delle aziende utilizza strumenti di agricoltura di precisione, una tendenza che trova riscontro anche in Puglia, in particolare nei comparti olivicolo, vitivinicolo e ortofrutticolo, dove sensori, sistemi di monitoraggio e gestione digitale delle colture stanno diventando sempre più diffusi.
Pur restando fortemente legata al modello familiare, con oltre il 90% delle imprese a conduzione diretta, l’agricoltura pugliese mostra – conclude Coldiretti Puglia – una crescente apertura verso digitalizzazione, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi, elementi ormai indispensabili per affrontare le sfide del mercato e del cambiamento climatico.

