
La ventiseiesima edizione deI Concerti del Chiostro, il festival diretto da Luigi Fracasso che dal 1998 porta la grande musica nel Salento tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, ha regalato ieri sera al pubblico del Teatro Cavallino Bianco di Galatina uno degli appuntamenti più intensi e coinvolgenti di questa stagione.




























photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net
Sul palco, Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite hanno presentato“L’anno che verrà – Canzoni di Lucio Dalla”, un omaggio raffinato e profondamente rispettoso al cantautore bolognese, capace come pochi di trasformare il quotidiano in poesia e di intercettare il sentire collettivo con una scrittura visionaria e popolare.
Peppe Servillo ha guidato il pubblico in un viaggio emozionante attraverso il repertorio di Dalla, reinterpretato con la sua inconfondibile teatralità. Ogni gesto, ogni inflessione, ogni pausa è diventata parte integrante della narrazione, trasformando le canzoni in piccoli monologhi scenici, vivi e pulsanti. La sua voce, duttile e sempre controllata, ha saputo restituire la profondità dei testi senza mai imitarne l’autore: un Dalla filtrato attraverso la sensibilità di un interprete che conosce l’arte del racconto e la mette al servizio della musica.
Accanto a Servillo, Javier Girotto ha intrecciato linee melodiche di rara eleganza con il suo sax soprano e baritono. Le sue improvvisazioni hanno aperto spazi nuovi dentro canzoni conosciute, trasportando il pubblico in atmosfere sospese, quasi cinematografiche.
Natalio Mangalavite, al piano e alle tastiere, ha completato il trio con un tocco preciso e luminoso, capace di dare forma e colore alle armonie di Dalla senza mai appesantirle. La sua presenza vocale, discreta ma incisiva, ha aggiunto ulteriore profondità all’insieme.
Il titolo scelto,“L’anno che verrà”, non è solo un omaggio a uno dei brani più iconici di Dalla, ma anche una dichiarazione d’intenti. Le canzoni, “antiche come la terra ma con dentro un motore rivolto al domani”, come le definiscono gli stessi musicisti, sono diventate un ponte tra passato e futuro, tra memoria e desiderio. Dalla sapeva indagare il domani con la leggerezza dei profeti, e il trio ha saputo restituire questa capacità con un rispetto profondo e una creatività mai invadente.
«L’anno che verrà ci sembrava il titolo più indicato, visto l’anno che abbiamo passato e ci auguriamo davvero che… sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno!» hanno ricordato i musicisti, strappando un sorriso complice al pubblico.
La platea del Cavallino Bianco ha seguito il concerto con attenzione e calore, lasciandosi attraversare da un repertorio che appartiene alla storia della musica italiana e che, nelle mani di Servillo, Girotto e Mangalavite, ritrova nuova vita. Applausi convinti hanno scandito l’intera serata, confermando ancora una volta la qualità della proposta culturale del festival.


