Porto di Bari: circa 40 mila presenze in due giorni per i grandi eventi di Bari.

Un esperimento che conferma l’efficacia di un nuovo modello di porto, quale parte integrante della città, sempre più aperto al servizio del territorio.  

Si è appena conclusa, nella sala Comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), una partecipata conferenza stampa, nel corso della quale il presidente, Francesco Mastro, ha tracciato il bilancio dei due grandi eventi che, a distanza di pochi giorni, si sono susseguiti nel porto di Bari e che hanno condotto nel capoluogo di Regione decine di migliaia di persone, provenienti da tutta Italia. Erano presenti il segretario generale dell’Ente, Francesco Di Leverano, il direttore del Dipartimento Tecnico, Paolo Iusco; il comandante in 2° della Capitaneria di porto di Bari, Contrammiraglio Marcello Luigi Notaro.

Nello specifico, lo scorso 4 settembre, il porto ha ospitato l’evento organizzato per festeggiare il Governo più longevo della storia della Repubblica.

L’iniziativa, che ha portato nel porto circa 10.000 persone, ha visto la presenza della premier, Giorgia Meloni, di numerosi ministri e di esponenti politici nazionali e locali.

L’AdSPMAM ha garantito pieno supporto, logistico e operativo alle Forze dell’Ordine e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno allestito un imponente dispositivo di sicurezza. 

In quella stessa giornata, sul piano operativo portuale, l’Ente ha gestito 6 unità navali (4 Ro-Pax, 1 nave da crociera e 1 Ro-Ro): 3.455 passeggeri in arrivo; 1.041 auto, 117 camion; 36 rimorchi; l’imbarco di 980 passeggeri, 331 auto, 5 autobus, 178 camion, 105 rimorchi; il transito di 984 crocieristi.

A distanza di pochi giorni, lo scorso 8 settembre, il porto di Bari ha affrontato una seconda e altrettanto importante prova: nell’ansa di Marisabella si è svolto il concerto di Jovanotti, nell’ambito del JOVATOUR 2026; un evento che ha richiamato oltre 30.000 persone, arrivate da diverse regioni italiane.

Anche in questa occasione, nonostante il numero imponente di presenze, l’Autorità di Sistema Portuale ha lavorato in stretto raccordo con le Forze dell’Ordine, le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione, assicurando le condizioni di sicurezza e di accoglienza necessarie e, al tempo stesso, la piena continuità delle attività operative dello scalo.

Contestualmente, infatti, l’Ente portuale ha gestito 8 unità navali operative (4 Ro-Pax, 4 Ro-Ro): lo sbarco di 2.358, 704 auto, 228 camion, 311 rimorchi; l’imbarco di 752 passeggeri, 233 auto, 8 autobus, 130 camion e 219 rimorchi.

Due appuntamenti profondamente diversi per caratteristiche, pubblico e finalità, ma accomunati da un elemento: la capacità del porto di accogliere e di gestire in sicurezza migliaia di persone e di mettere a disposizione della città i propri spazi, mantenendo contemporaneamente operative le funzioni proprie dello scalo.

“Questi due eventi ci hanno consegnato una certezza: il porto può aprirsi alla città senza perdere nulla della propria efficienza e della propria funzione strategica-dichiara il presidente Mastro –ora vogliamo fare un passo in più: trasformare questa esperienza in un modello per tutti i porti del nostro Sistema.Quello che è accaduto in questi giorni ci ha dimostrato, infatti, che il porto può essere pienamente operativo e, nello stesso tempo, avere un rapporto più diretto con la comunità e con il territorio. Nel rigoroso rispetto delle regole di security e senza interferire con l’operatività– continua Mastro-gli spazi portuali possono essere,come avvenuto, location ideali per i grandi eventi che notoriamente rappresentano una straordinaria vetrina per la città e per l’intero territorio.Proprio per questo,ciò che abbiamo sperimentato a Bari può diventare progressivamente una modalità di lavoro in tutto il nostro Sistema applicandolo, quindi, anche a Brindisi, Barletta, Monopoli, Manfredonia e Termoli. Ogni porto troverà il proprio modo di dialogare con la città e con il territorio, valorizzando le proprie caratteristiche e le proprie potenzialità. Perché un porto-conclude il Presidente-non è soltanto il luogo in cui arrivano e partono merci e passeggeri: è una porta sul territorio. E quella porta vogliamo tenerla sempre più aperta”.

Tale impostazione riflette la natura sempre più polifunzionale del porto: non uno spazio separato dalla città, ma un’infrastruttura capace di integrare traffici commerciali e passeggeri, servizi, accoglienza, cultura e grandi eventi. Una vocazione che le nuove pianificazioni amplieranno e renderanno strutturale, organizzando il rapporto tra porto e città nel rispetto delle esigenze operative, delle condizioni di sicurezza e delle specificità di ciascuno scalo del Sistema.