
PRESENTATA L’AGENDA 2026 DI TEATRI DI BARI
IL RACCONTO DI DAVIDE SGAMMA VINCE IL CONTEST LETTERARIO
2026 BATTUTE PER UN ANNO DI TEATRO CON L’INCIPIT DI GIANNI FORTE
La programmazione teatrale negli spazi e le tournée degli spettacoli di Teatri di Bari, gli appuntamenti formativi, le iniziative solidali focalizzate soprattutto sulle nuove generazioni e le progettualità premiate a livello nazionale. Tutto raccontato in una pubblicazione tascabile da portare sempre con sé: è l’Agenda 2026 di Teatri di Bari, l’unico tra i Teatri delle Città di rilevante interesse culturale del Mezzogiorno, che dal 2023 ha anche assunto lo status di Società Benefit.
Non solo calendario, ma anche spazio di approfondimento delle attività di Teatri di Bari, a partire dai quattro spazi che costituiscono l’epicentro delle iniziative nell’Area metropolitana: il Teatro Kismet, già Stabile d’innovazione, che ha dedicato gran parte della propria attività produttiva, di formazione e programmazione alle giovani generazioni, il Teatro Radar, gioiello culturale e architettonico di proprietà del Comune di Monopoli, che sin dalla sua riapertura nel 2018 ha affidato a Teatri di Bari la programmazione teatrale, La Cittadella degli artisti, il laboratorio urbano di Molfetta dove si incontrano teatro, musica, cinema e danza, forte quest’anno di una nuova collaborazione pubblico-privata con la Cooperativa Kismet e l’amministrazione comunale, e la Sala Prove, spazio teatrale diretto da Lello Tedeschi da oltre 25 anni all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, da cui è nata anche una compagnia con giovani detenuti attori.
Il vincitore del contest letterario/drammaturgico
Anche per il 2026 l’Agenda si conferma così uno spazio di divulgazione culturale, contenitore di idee e vetrina di espressione artistica per i giovani: da 15 anni ad aprire l’Agenda sono le parole di un talento della scrittura under 35, selezionato attraverso il contest letterario/drammaturgico 2026 battute per un anno di teatro. I partecipanti si sono lasciati ispirare dall’incipit a firma dell’autore, drammaturgo, traduttore e attore di fama internazionale Gianni Forte, che da quest’anno con Teresa Ludovico condivide la direzione artistica delle stagioni teatrali di Teatri di Bari, intitolate Rinascenza. Tra le tante proposte arrivate da tutta Italia, è stato selezionato il testo del 29enne Davide Sgamma, nato a Barletta. “Sono molto contento di aver vinto questo contest -commenta il primo classificato – perché la scrittura mi appassiona molto, ma anche perché considero il Teatro Kismet un po’ la mia prima casa teatrale, poiché prima di diplomarmi all’Accademia dell’Inda di Siracusa ho condiviso un lungo percorso con questo teatro, grazie alla collaborazione con il regista Lello Tedeschi, partecipando a svariati laboratori teatrali e facendo parte della Compagnia della Sala Prove all’interno dell’IPM di Bari”. Al vincitore andranno due abbonamenti per le stagioni del Teatro Kismet di Bari, del Teatro Radar di Monopoli e della Cittadella degli artisti di Molfetta. Secondo classificato Cristian Benedetto, originario di Bari, terza classificata la barese Lucia Avitto.
Prezioso il consueto contributo dei sostenitori della cooperativa Teatri di Bari, che in occasione del Natale scelgono di sostenere questo progetto: Planetek Italia, Progeva, Serveco e SudSistemi, Mecenati che hanno scelto la donazione attraverso l’Art Bonus; le aziende Centro ottico Ruggiero Lavermicocca, AG office, Tecnoacciai, Just It, Dastech Impianti, Imago hotel, Pubblicità e stampa, Idacaffè, Cartolibreria Futura, Lucidiscena, Pasquale Romito Cataldo, Puglia Working Service, Sismeco – società di ingegneria, Netium Fitness & Wellness club, Marcotrigiano Costruzioni, Esse Ingegneria; i partner Confcooperative Bari-Bat, Colloqui di Martina Franca, Archithesis e l’Associazione Amiki del Kismet.
2026 battute per un anno di teatro
Incipit di Gianni Forte
Rinascenza. Il suono stesso della parola è un vento lieve che mi solleva e mi sospinge altrove, fino a Billund, quieta cittadina del nord che il mondo conosce come Legoland. Là, in una sala dal profumo d’infanzia e dal respiro rarefatto dell’eternità, si spalanca davanti a me un piccolo Eden di plastica e luce. Un labirinto trasparente, composto da centinaia di contenitori colmi di mattoncini colorati — minuscoli frammenti d’infinito, note perfette in attesa di un canto — sembra custodire il segreto della creazione. È un luogo dove il tempo si inchina all’immaginazione, che qui esiste senza spiegazioni. Nessuna forma è definitiva: un gesto apre possibilità inattese, una costruzione contiene intere galassie ancora da inventare.
Mi lascio cadere sul pavimento in un abbraccio d’invisibile, al centro di quel caos ordinato. E sento che nulla mi impone di finire, né di cominciare davvero. Non c’è ansia di compimento, nessuna fretta nel dare un senso. Il tempo delle decisioni obbligate, del dovere, del mettere ogni pezzo al proprio posto, è ancora lontano.
Per ora lascio solo fluire le mani, seguendo il cuore. Posso fantasticare, sognare. E in quel sogno, silenzioso e puro, forse accade il miracolo: sto rinascendo anch’io.
Racconto vincitore
Mi chiamo Ahmed. Sono un bambino perbene, ho due genitori tranquilli e responsabili, lavorano da tutta la vita. Mio padre lavora in una ditta di costruzioni. Lo chiamo il papà bianco: torna sempre sporco da lavoro e prova sempre ad abbracciarmi per sporcare anche me. Mia madre, invece, ha un piccolo negozio. Vende qualsiasi cosa ed è molto conosciuta in paese. L’unica cosa che li fa arrabbiare tantissimo è quando gioco vicino al muro di cinta che da qualche settimana hanno costruito vicino casa. Non ho capito bene a cosa serva, i miei genitori mi dicono solo di non andare a giocare lì perché è pericoloso. Io ci vado comunque. In effetti da lontano sembra un brutto muro, ma da vicino è molto più bello. Non ne avevo mai visto uno così alto. Sapete cosa ho scoperto? È stato costruito con tanti mattoni, uno uguale all’altro. E infatti se guardo bene, quando sono lì vicino, riesco a vederli. La cosa triste è che sono tutti dello stesso colore. Così ho avuto un’idea geniale. L’altro giorno dopo essere uscito da scuola, sono passato dal negozio di mamma e le ho chiesto dei pennarelli e da allora tutti i giorni, prima che faccia sera, vado al muro e coloro tutti quei mattoncini di un colore diverso, così farò di quel muro la mia più grande opera d’arte. Colorata! L’unico problema è che da solo non lo finirò mai. Ho pensato di chiedere una mano a Jamal, mi sono detto: «Anche se ha un paio d’anni meno di me, saprà già colorare.» Ma ultimamente non viene più a scuola. Così ho pensato di chiedere ad Ali, mi sono detto: «Suo padre sarà contentissimo, ormai non vuole più uscire di casa e ha paura persino del mio cane quando abbaia.» Ma dice che non si fida di quel muro. Che fifone. Ma questo rifiuto non mi ha scoraggiato e giorno dopo giorno sono arrivato a colorare venti mattoni. Potrà servirmi anche tutta la vita, ma riuscirò a far rinascere questo muro. Ehm sì, la vita… Ieri, prima di sera, come al solito sono andato al muro. Ho portato i pennarelli. Avrei dovuto colorare cinque mattoni. Purtroppo qualcuno mi ha interrotto. Ho sentito un forte boato e alcuni dei mattoni si sono staccati e mi hanno colpito. Spero che i miei genitori non si arrabbino. Hanno sempre detto che sono un incosciente, ma io mi annoio con i giochi semplici, ho sempre avuto bisogno di fare giochi difficili. Chissà, magari ora che i mattoni in alto si sono staccati sarà più facile colorarli. I pennarelli tanto li ho già io, sono rimasti qui, accanto a me.
Davide Sgamma
«La presentazione dell’Agenda dei Teatri di Bari è un appuntamento diventato ormai tradizionale – commenta l’Assessore alla Cultura della Regione Puglia, Viviana Matrangola – Se per il TRIC questa occasione è utile per fare un bilancio dell’annualità che si chiude e per annunciare i primi progetti futuri, per Regione Puglia si tratta di un’opportunità per testimoniare la propria vicinanza nei confronti del progetto culturale portato avanti da questo presidio artistico e sociale fondamentale per la Città metropolitana e per tutta la Regione. Lo abbiamo detto tante volte e oggi lo ribadiamo: la crescita dei territori e delle comunità non si misura solo attraverso l’analisi degli indicatori economici, ma anche attraverso la qualità dell’offerta culturale del territorio. E, sotto questo profilo, i Teatri di Bari rappresentano un faro per la Puglia e per il Sud Italia».
«Voglio ringraziare i Teatri di Bari per quello che hanno fatto – aggiunge Vito Antonacci, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia – Quello dell’Agenda e del racconto vincitore di questa edizione del contest è una metafora importante: sfogliando l’Agenda ciascuno di noi trova una ragione per cui ancora vale la pena sperare che questi roboanti rumori che scuotono le nostre coscienze possano cessare. Come nel racconto, accanto a un muro dove i mattoni possono cadere, rimangono sempre i pennarelli, che ci aiutano a colorare il mondo. La cultura è proprio questo».
«L’Agenda di Teatri di Bari e la nuova rassegna di Nicola Lagioia al Teatro Kismet che sono state presentate oggi sono un regalo, perché ci danno una pillola di ‘umano quotidiano’ – commenta l’Assessore alle Culture del Comune di Bari, Paola Romano – Tra i progetti a cui tengo di più, c’è quello portato avanti all’interno dell’Istituto penale per i minorenni di Bari, perché è importante portare il teatro proprio nei luoghi della rieducazione, ancora di più tra le giovani generazioni che non hanno avuto la possibilità di andare a teatro. Il supporto del Comune di Bari ai Teatri di Bari rimarrà costante, e proprio oggi lo riconfermeremo per l’attuale triennio fino al 2027. Ci sono tutti i presupposti per un nuovo anno di luce, di grande speranza, in cui la cultura ci guida verso un futuro più umano».
«Ringraziamo Ministero, Regione Puglia e l’amministrazione comunale che nel progetto Teatri di Bari non mancano mai di mostrare il loro sostegno – aggiunge la presidente di Teatri di Bari, Mariella Pappalepore – Il nostro augurio per il nuovo anno è proprio questo: che ci sia sempre più attenzione non solo verso Teatri di Bari, ma per tutto il settore culturale, perché non la cultura non deve essere percepita come qualcosa di accessorio. Invece noi crediamo che sia la spina dorsale della nostra società, che aiuta a formarci sotto i migliori valori e diventa strumento per rapportarci con gli altri».

