
Si è svolta venerdì 27 marzo 2026, presso il Portico dei Pellegrini in Piazza San Nicola a Bari, la presentazione della nuova edizione del Calendario comparato ebraico, cristiano e islamico, promossa dalla Fondazione IPRES. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, studiosi ed esperti, confermando il valore culturale e civile di un progetto ormai consolidato.
Giunto alla sua quinta edizione, il Calendario comparato, fortemente voluto da Mario de Donatis tra le pubblicazioni annuali dell’IPRES, si conferma uno strumento originale e necessario per promuovere la conoscenza reciproca tra le tre grandi religioni monoteiste del Mediterraneo. Un’area complessa e stratificata, oggi attraversata da tensioni e conflitti, ma che storicamente riconosce nel pluralismo, nella laicità e nel dialogo elementi fondanti della convivenza civile.
La pubblicazione, riproposta per la prima volta nel 2022 (5782 del calendario ebraico e 1443 dell’ègira islamica), nasce con l’obiettivo di individuare e approfondire temi comuni alle tre fedi, mettendone in luce similitudini e differenze attraverso un lavoro rigoroso sui testi sacri e sulle principali fonti religiose. Nel corso degli anni, il progetto ha affrontato questioni centrali come le festività religiose, i concetti di pace e guerra, la fratellanza e la violenza, fino ad arrivare, nell’edizione attuale, a un’analisi dei momenti fondamentali della vita umana.
La nuova edizione approfondisce la dignità dell’essere umano, il significato simbolico e storico della città di Gerusalemme, il valore dell’ospitalità e dell’accoglienza dello straniero, fino alla solidarietà verso i più fragili, i detenuti e i prigionieri.
Tra i temi affrontati nelle precedenti edizioni anche i riti di passaggio che segnano l’esistenza dell’individuo – dalla nascita alla morte, passando per la crescita, il matrimonio e le scelte di vita – evidenziando come ciascuna tradizione religiosa interpreti e accompagni questi snodi fondamentali. Un lavoro di selezione accurato ha consentito di individuare i riti più diffusi e rappresentativi, offrendo una lettura comparata capace di restituire la ricchezza delle diverse esperienze spirituali. Questioni che assumono oggi una rilevanza ancora più urgente alla luce delle crisi internazionali, e che il Calendario affronta con l’intento di favorire una comprensione profonda e non ideologica delle differenze.

In un Mediterraneo che da culla di civiltà rischia di trasformarsi sempre più in teatro di divisioni, il progetto della Fondazione IPRES rilancia con forza un messaggio: non rassegnarsi alla conflittualità, ma recuperare la capacità di ascolto, di comprensione e di riconoscimento reciproco. Un invito a rileggere le radici comuni per costruire ponti tra culture e comunità.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali dal Sindaco di Bari Vito Leccese, seguiti dall’introduzione del Presidente della Fondazione IPRES Giovanni Campobasso.
Vito Leccese ha portato il saluto della Città di Bari, sottolineando il valore dell’iniziativa per il territorio e per la costruzione di una comunità aperta al dialogo. Ha richiamato i valori della conoscenza reciproca e dell’accoglienza dello straniero, elementi identitari della comunità barese, che affondano le radici nella sua storia. Fin dal Basso Medioevo, infatti, Bari si è data norme che attribuivano la cittadinanza a chi avesse trascorso anche un solo giorno nella Città.
Giovanni Campobasso ha ripercorso la genesi e l’evoluzione del Calendario comparato, evidenziandone la funzione di strumento per promuovere la conoscenza delle tradizioni religiose del Mediterraneo e dei loro valori fondanti. Ha ricordato come, nel corso degli anni, il progetto abbia affrontato temi cruciali quali le festività religiose, il rapporto tra pace e conflitto e i riti di passaggio della vita umana, sempre attraverso un’analisi fondata sui testi sacri. Ha infine ribadito la necessità, in un Mediterraneo attraversato da tensioni, di recuperare la capacità di comprendere le ragioni dell’altro come base per una convivenza pacifica.
A seguire, si è entrati nel vivo della presentazione del calendario con gli interventi dei relatori: Alfredo Gabrielli, coautore del calendario; Laura Marchetti, componente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione IPRES; Giovanni Dotoli, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; Giovanni Castellaneta, ambasciatore e segretario generale dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI).
A concludere e moderare i lavori è stato Vito Sandro Leccese, Presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione IPRES, che ha guidato il confronto tra i relatori e il pubblico.

La Fondazione IPRES, nata nel 1968 su iniziativa di enti pubblici rappresentativi del sistema delle autonomie locali pugliesi, opera da decenni per la promozione di studi, ricerche e attività di supporto alle politiche regionali. La Regione Puglia, principale sostenitore dell’ente, si avvale della Fondazione per sviluppare analisi e strumenti utili alla crescita sociale ed economica del territorio, nonché all’accrescimento professionale della pubblica amministrazione. Dal 2025 collabora con la Regione Puglia, la Scuola Nazionale dell’amministrazione (SNA) ed il Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP) al “Polo formativo territoriale SNA della Puglia” chiamato a promuovere “formazione avanzata in merito al ruolo delle Regioni e Province Autonome in ambito europeo e la partecipazione a progetti di collaborazione internazionale con le aree e i Paesi limitrofi di prioritario interesse del sistema Italia”.
L’iniziativa del Calendario comparato si inserisce pienamente in questa missione, configurandosi come un progetto culturale di ampio respiro, capace di coniugare rigore scientifico e impegno civile, in una prospettiva di dialogo che guarda al Mediterraneo come spazio condiviso di futuro.

