
Puglia Culture e la Fundación Teatro a Mil hanno ufficializzato la scorsa settimana a Santiago del Cile un accordo triennale di cooperazione culturale volto a rafforzare il dialogo tra la Puglia e il Cile nel campo delle arti performative contemporanee, dando forma a un asse strategico di respiro internazionale.
L’intesa, valida per il triennio 2026–2028, è stata firmata dal presidente di Puglia Culture Paolo Ponzio e dalla direttrice esecutiva della Fundación Teatro a Mil Carmen Romero Quero, al termine di un percorso di confronto e collaborazione sviluppatosi negli anni e consolidatosi in modo significativo durante l’ultima edizione di Puglia Showcase (luglio 2025), che ha registrato un’ampia partecipazione di operatori e programmatori internazionali.
L’accordo si inserisce in una più ampia strategia di internazionalizzazione, che prevede la definizione di ulteriori intese di interscambio con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e con il Busan International Performing Arts Festival (BIPAF) della Corea del Sud.
Alla base della collaborazione vi è la comune volontà di rafforzare i legami culturali tra Italia e Cile, riconoscendo nella cooperazione internazionale uno strumento essenziale per la crescita, la circolazione e l’innovazione delle pratiche sceniche. Da un lato Puglia Culture, impegnata nella valorizzazione della produzione artistica e dei percorsi formativi nel Mezzogiorno in sinergia con la Regione Puglia e i Comuni del Consorzio; dall’altro la Fundación Teatro a Mil, riferimento della scena latinoamericana attraverso il Festival Santiago a Mil, la piattaforma di internazionalizzazione Platea e il programma Teatro in Educazione.
Come prima azione concreta dell’accordo, la Fundación Teatro a Mil ha ufficializzato che la scena pugliese sarà regione ospite dell’edizione 2027 del Festival Santiago a Mil e di Platea Professional, piattaforma che coinvolge oltre 400 operatori provenienti da circa 40 Paesi.
Sono previsti incontri bilaterali finalizzati a favorire la circolazione delle opere cilene in Italia e di quelle europee in Cile; in tale ambito, Puglia Culture sosterrà la programmazione di produzioni cilene nei festival, nei teatri e negli spazi culturali della regione. Parallelamente, potranno essere attivati progetti pilota in scuole e centri culturali pugliesi, con il supporto metodologico della Fundación Teatro a Mil e in coerenza con il programma Teatro in Educazione, includendo workshop congiunti per docenti, residenze artistiche e la produzione di materiali didattici.
L’accordo prevede inoltre la promozione di coproduzioni binazionali tra autori cileni e professionisti pugliesi, registi, drammaturghi, artisti, manager e tecnici, favorendo lo sviluppo di nuove opere e reti professionali.
Il calendario delle attività per il triennio sarà definito da un comitato esecutivo bilaterale, che garantirà la realizzazione di almeno due iniziative annuali nei rispettivi Paesi. Un comitato di monitoraggio, composto da quattro membri (due per ciascuna organizzazione), oltre ai firmatari dell’accordo, si riunirà annualmente e avvierà i lavori entro due mesi dalla firma, per definire le prime azioni operative.
Un’intesa che conferma la Puglia come piattaforma culturale internazionale, capace di costruire relazioni durature e di tradurre il dialogo artistico in progettualità concrete, dal Mediterraneo all’America Latina.
“Questo accordo triennale con la Fundación Teatro a Mil – ha commentato Paolo Ponzio, presidente di Puglia Culture – rappresenta un passaggio significativo nella strategia di internazionalizzazione di Puglia Culture: non un semplice scambio, ma la costruzione di un quadro stabile di cooperazione, capace di generare relazioni, opportunità e progettualità condivise. La Puglia conferma così la propria vocazione a essere una piattaforma culturale aperta, in dialogo con le geografie creative del mondo, e in particolare con l’America Latina, dove l’energia dei linguaggi scenici contemporanei si traduce in ricerca, comunità e innovazione. È una scelta di visione: investire nella circolazione delle opere e delle competenze, nella formazione, nell’educazione e nelle coproduzioni, perché il teatro, oggi più che mai, è un luogo di relazione civile e di futuro”.

