
| Una lite per la caccia. Un’onta da lavare. Un servitore mutilato. Un esercito di cavalieri. Un duello proibito che si consuma lontano dalla Puglia, nella città libera e protestante di Norimberga, il 5 novembre 1673. Ma soprattutto, una storia che dalle campagne del Sud-Est barese si trasforma in un affresco barocco europeo. È da qui che parte “Il duello di Norimberga”, libro dello storico Vito Didonna, che sarà al centro dell’evento promosso dalla Senatrice Maria Nocco domani, martedì 10 febbraio, alle ore 9:30 nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato. L’iniziativa – realizzata in collaborazione con la Libera Università della Terza Età di Noicattaro – è un viaggio tra le pieghe meno note del Seicento, tra contese nobiliari, valori cavallereschi in declino, strategie dinastiche, orgoglio e vendetta. Al centro, la faida tra due tra le più influenti famiglie del Regno di Napoli: i Carafa di Noja (oggi Noicattaro) e gli Acquaviva d’Aragona di Conversano. A guidare il racconto, ricco di documenti d’archivio anche in lingua tedesca, è lo stesso autore Vito Didonna, che nella seconda edizione del volume appena pubblicata ha potuto arricchire la ricostruzione con nuove fonti e interpretazioni. Non una semplice cronaca, ma uno studio che restituisce un quadro dettagliato dell’economia, degli usi, dei codici d’onore e delle gerarchie feudali del tempo. All’incontro interverranno anche la professoressa Maria Zaccaro, presidente della Libera Università della Terza Età di Noicattaro, e il dottor Domenico Pignataro, che offrirà un contributo prezioso per riflettere sulle connessioni profonde tra i fatti narrati e la società contemporanea. Ma il cuore di questa vicenda, oggi più che mai, sta nel suo messaggio: due casate che si fronteggiano in un rituale antico e violento, che si sfidano davanti a spettatori provenienti da tutta Europa, e che scelgono, nel finale più sorprendente, di posare le armi e abbracciarsi. Un gesto che, nel pieno di un’epoca in cui lo Stato moderno iniziava a superare il potere delle famiglie aristocratiche, diventa simbolo della transizione tra due mondi. “Con questa iniziativa vogliamo far dialogare la storia con le istituzioni, la cultura con la cittadinanza attiva, la memoria con il futuro – dichiara la Senatrice pugliese Maria Nocco (Fratelli d’Italia) –. La microstoria, quando è raccontata con rigore e passione, è uno strumento potente per riscoprire le nostre radici e rafforzare l’identità culturale dei territori. Ed è proprio da queste radici che la Puglia può trarre nuova linfa per valorizzare il suo patrimonio anche in chiave turistica e civica”. |

