
Ad aprile Quadraccio & BariBanda pubblicheranno il nuovo progetto musicale “Amara terra mia”, un singolo che riprende il celebre brano di Domenico Modugno ed Enrica Bonaccorti, da poco scomparsa, reinterpretandolo con un tocco di modernità e di autentica baresità.
Quadraccio & BariBanda hanno rappresentato negli ultimi anni una delle voci più originali e affettuosamente radicate nella baresità contemporanea. Il loro percorso è nato come progetto musicale e narrativo capace di trasformare la vita quotidiana, i sapori, i modi di dire e l’identità popolare in canzoni, spettacoli e piccoli rituali collettivi. In questo cammino, Citte citte a fa la iose è diventato uno dei progetti più riconoscibili e identitari della scena barese. Quadraccio (Tony Quadrello), insieme alla BariBanda — una formazione che riunisce alcuni dei più apprezzati musicisti baresi — ha realizzato un album che intreccia musica, dialetto e memoria popolare, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cultura barese, soprattutto tra le nuove generazioni.
Accanto alla valorizzazione della tradizione, il progetto ha sempre mantenuto una forte attenzione alla solidarietà. Con note associazioni di volontariato del territorio (tra cui Marcobaleno, AntoPaninabella, Famiglia SMA, Cuamm) sono stati portati avanti diversi percorsi che hanno trovato espressione in eventi di musica dal vivo dedicati al sostegno del prossimo.
Su questo solco nasce “Amara terra mia”, un brano che riprende uno dei canti più intensi interpretati da Domenico Modugno, pubblicato nel 1971 e divenuto nel tempo un simbolo dell’emigrazione italiana e dell’amore struggente per la propria terra. La canzone, presente in raccolte come Tutto Modugno 5 e Come in un sogno di mezza estate, porta la firma testuale di Enrica Bonaccorti, mentre Modugno ne ha curato musica e interpretazione, conferendo al brano una forza emotiva unica. Nel progetto “Made in Bari” il brano viene riproposto con un elemento nuovo che riflette il periodo storico attuale.
“Ho inserito una strofa in barese che rivendica, a modo mio, il valore della territorialità, dell’appartenenza e dello strappo dalla propria terra – ha commentato Tony Quadrello. – È un sentimento che Modugno e Bonaccorti avevano raccontato pensando agli italiani costretti a partire; oggi quello stesso dolore lo vivono altri popoli che arrivano qui da noi, portando con sé la nostalgia, le ferite e la speranza che un tempo appartenevano anche alla nostra storia”.
Insieme a Tony Quadrello lavorano a questo nuovo singolo Luigi Patruno, che ha curato gli arrangiamenti; Graziana Jana Campanella alla voce femminile; Max Monno alle chitarre; Leonardo Torres al pianoforte; Beppe Sequestro al basso; Mimmo Campanale alla batteria.
A impreziosire il progetto c’è il featuring di Fabrizio Bosso, eccellenza del jazz internazionale, che con la sua tromba ha aggiunto un ulteriore livello emotivo alla musica, rendendo il brano più profondo, caldo e vibrante. La sua presenza ha conferito eleganza, intensità e quella cifra lirica che solo il suo suono sa portare, trasformando l’arrangiamento in qualcosa di ancora più ricco e narrativo.

