
Il Palatour di Bitritto ieri sera si è trasformato in un tempio del rock. Un pubblico numeroso e partecipe ha accolto con entusiasmo la Queen Rock Experience and Orchestra, lo spettacolare tributo ai Queen che da anni infiamma i palchi di mezza Europa. Sul palco i Queenmania, una delle tribute band più accreditate del panorama internazionale, capaci di restituire con rispetto, energia e cura maniacale dei dettagli l’eredità artistica di Freddie Mercury e dei suoi compagni.




































photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net
Ad aprire la serata è stata la voce narrante di Enrico Ruggeri, che con brevi interventi ha accompagnato il pubblico lungo le tappe fondamentali della carriera dei Queen. Un’introduzione elegante, mai invadente, che ha aggiunto spessore emotivo allo spettacolo, preparando la platea a un’immersione totale nella storia della band britannica.
Il cuore pulsante dello show è stato senza dubbio Sonny Ensabella, frontman dei Queenmania dal 2006. La sua presenza scenica, atletica e carismatica, unita a una vocalità sorprendentemente vicina a quella di Mercury, ha conquistato il pubblico dal primo istante. Non si tratta di imitazione sterile, ma di una reinterpretazione rispettosa e vibrante, capace di evocare lo spirito del grande Freddie senza mai scadere nella caricatura.
Ensabella domina il palco con naturalezza, alternando momenti di pura potenza vocale a passaggi più intimi, sempre sostenuto da un pubblico che conosce ogni parola, ogni gesto, ogni respiro di quelle canzoni immortali.
Accanto a lui, tre musicisti di altissimo profilo hanno dato vita a un suono solido, preciso, ricco di sfumature:
- Amudi Safa alla chitarra, impeccabile nel ricreare il timbro e la pulizia del leggendario Brian May, senza rinunciare a una propria personalità esecutiva.
- Luca Nicolasi al basso, potente e versatile, perfetto nel sostenere groove e armonie.
- Paolo Valli alla batteria, musicista dal curriculum impressionante (da Vasco Rossi a Laura Pausini), capace di dare ritmo e dinamica a ogni brano con una sicurezza disarmante.
La loro intesa è evidente, frutto di anni di tournée in tutta Europa: Inghilterra, Olanda, Svizzera, Austria, Spagna, Ungheria, Belgio. Un percorso che ha portato i Queenmania a esibirsi persino alla 23rd Official Queen Fan Club UK Convention, condividendo il palco con figure storiche della “Royal Family” dei Queen come Spike Edney e Peter Freestone.
Lo spettacolo non si è limitato alla musica. Costumi curati, scenografie luminose e proiezioni video ad alto impatto emotivo hanno trasformato il concerto in un vero viaggio visivo. L’orchestra ha aggiunto profondità e solennità ai brani più epici, rendendo omaggio alla dimensione teatrale che ha sempre caratterizzato i Queen.
Da Bohemian Rhapsody a We Will Rock You, passando per Somebody to Love, Radio Ga Ga e The Show Must Go On, ogni brano è stato accolto da un boato. Il pubblico ha cantato, battuto le mani, si è commosso. Perché i Queen non sono solo una band: sono un pezzo di memoria collettiva, un linguaggio comune che unisce generazioni diverse.
I Queenmania si confermano ancora una volta come uno dei tributi più credibili e apprezzati d’Europa. Non è un caso che in paesi come Olanda e Germania vengano presentati come “The European number one tribute to Queen”, né che abbiano condiviso il palco con artisti del calibro di Europe, UB40, The Cult, Kim Wilde.
Il concerto di ieri al Palatour non è stato soltanto un tributo: è stato un atto d’amore verso una delle più grandi leggende della musica mondiale. Una serata intensa, emozionante, capace di far rivivere – almeno per qualche ora – la magia di Freddie Mercury e dei Queen.
E quando l’ultima nota è svanita, una cosa era chiara: la loro musica continua a brillare, più viva che mai.

