
Dalla memoria di Marina di Novaglie all’immaginazione dei giovani con il sociologo Laffi: torna la rassegna dell’Associazione Riss che dà voce a chi difende i piccoli paesi dallo spopolamento.
C’è un’Italia che non finisce nei telegiornali se non quando si parla di borghi svuotati, case a un euro e culle vuote. E poi c’è un’Italia, millimetrica e ostinata, che a questa narrazione della resa non ci sta. Lo sa l’Associazione Riss (Ricerca e Informazione Sociale Salento), che dopo il successo dello scorso anno rimette in moto la macchina culturale ed emotiva della rassegna “IL RESTO CONTA, Storie di R-Esistenza civica”, assieme al CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ETS e col patrocinio del Comune di Corsano.
La rassegna vuole essere un presidio sociale che per l’estate 2026 sceglie di trasformare gli angoli più suggestivi di Corsano e della sua marina in un palcoscenico a cielo aperto per la cittadinanza attiva. Il focus è chiaro, privo di nostalgismi da cartolina: dare voce agli “invisibili”, quelle presenze silenziose che, senza riflettori puntati addosso, rappresentano la linfa vitale delle comunità locali e contrastano, con la cura quotidiana e la micro-economia del territorio, l’emorragia demografica dei piccoli centri. Quest’anno il viaggio si fa più maturo, legando la memoria delle radici alla capacità di pretendere e progettare il domani.
Il sipario si alza il 26 Giugno 2026 nella cornice naturale di Marina di Novaglie con l’incontro intitolato “La Memoria come radice”. Al centro della serata ci sarà la presentazione del libro “Il pescatore che sognava la luna” di Antonella Nicolì, un’opera di ricerca biografica e collettiva che, partendo dalla figura del nonno dell’autrice, Cesarino, omaggia chi è rimasto a custodire sogni e visioni sul mare salentino, invitando il pubblico a riscoprire i luoghi com’erano per decifrare l’identità di oggi.
Dal mare si passa poi alla pietra dei vicoli: il 3 Luglio 2026 la rassegna si sposta nel Vicolo San Bartolo di Corsano per riflettere su “Il Futuro come visione”. Ospite d’eccezione sarà il sociologo Stefano Laffi con il suo volume “Immagina. Antidoto contro la rassegnazione”, un dialogo serrato dedicato alle nuove generazioni e al potere dell’immaginazione civica, per spingere i giovani a riappropriarsi del proprio territorio rifiutando il dogma dell’ineluttabilità. Il cerchio si chiuderà il 17 Luglio 2026, sempre in Vicolo San Bartolo, con l’appuntamento “Il Restare come scelta”: la scrittrice Chiara Greco presenterà “Fino in fondo”, esplorando la determinazione e la resilienza necessarie per abitare profondamente le realtà locali oggi, trasformando il concetto di “restare” in un atto consapevole, politico nel senso più nobile del termine.
Un progetto concreto per dimostrare che quel “resto” che rimane nei paesi non è uno scarto, ma la base solida da cui ripartire.

