Ricarda Guantario: Tra Simboli e Percezioni – Nuove Visioni dell’Arte Contemporanea – Bergamo

L’artista andriese Ricarda Guantario è stata selezionata tra i 22 artisti finalisti della mostra “Nuove visioni dell’arte contemporanea”, scelta tra oltre 250 candidati. L’esposizione, promossa dalla prestigiosa galleria Art Events di Mazzoleni, è stata inaugurata a Bergamo il 7 febbraio, riscuotendo un grande successo di pubblico. La mostra resterà aperta fino all’8 marzo, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire alcune delle voci più interessanti del panorama artistico contemporaneo.

Ricarda Guantario è un’artista visiva italiana la cui pratica si inserisce in una ricerca post-concettuale a forte componente simbolica e materica, con una declinazione pop di nuova generazione che rielabora icone e forme universali in chiave concettuale. Il suo lavoro si sviluppa tra pittura, installazione e materiali eterogenei, indagando il rapporto tra forma, percezione e costruzione del senso attraverso strutture visive ricorrenti.

La ricerca iconografica di Guantario si sviluppa attorno a un sistema simbolico coerente e materico, in cui la mela e la spirale assumono una funzione concettuale e narrativa centrale. La mela, simbolo universale di conoscenza, bellezza e verità, diventa un dispositivo concettuale che interroga il rapporto tra verità e finzione, tra apparenza e autenticità. Le sue serie, come “Even the True is Present”, “Cerca il Vero” e “Differences”, presentano mele in ceramica o resina con cromie naturali e realistiche, alternando l’impressione di verità a forme idealizzate dai colori innaturali.

La spirale, forma archetipica di ciclicità e rinascita, è costruita con materiali naturali e elementi che evocano il trascendente, fondendo materia e spiritualità. La figura femminile, evocata come presenza complementare, arricchisce la narrazione simbolica e contribuisce a una riflessione critica sull’identità e sulla bellezza nella società contemporanea.

Guantario ha partecipato ad eventi nazionali e internazionali ed è inserita in diverse edizioni dell’enciclopedia dell’arte italiana e nell’Atlante dell’arte De Agostini.