
LONDRA, REGNO UNITO – La docuserie dietro le quinte di SailGP, Racing on the Edge, prodotta in collaborazione con Rolex, torna con il secondo episodio della sua sesta stagione.
Sulla scia delle brezze più intense dell’ITM New Zealand Sail Grand Prix | Auckland, la domanda che ogni team in acqua si pone è: quando il rischio supera il beneficio? Al centro della storia ci sono due atleti che hanno costruito la loro carriera sapendo esattamente fino a che punto spingersi.
Il neozelandese Phil Robertson, timoniere del Red Bull Italy SailGP Team, è cresciuto senza i privilegi spesso associati allo sport su cui ha costruito la sua vita: “Non proveniamo da una famiglia benestante, quindi in termini di vela direi che non è la vita più facile”, afferma. “Ma papà e mamma si sono sempre assicurati che avessimo una barca in grado di vincere le regate”. Suo fratello lo spiega in modo semplice: “A casa, in giardino, avevamo una grande rivalità amichevole, e una grande rivalità in acqua”.
Ad Auckland, Robertson gareggia con lo stesso istinto che lo ha plasmato fin da bambino: aggressivo, calcolatore e consapevole del costo di un eventuale errore. “Come si vince in una giornata come questa? È una questione di rischio e ricompensa. Bisogna affrontare la partenza come se fosse una fase separata della regata e chiedersi: quanto sono disposto a rischiare per essere in testa alla boa numero 1?”
Per Tash Bryant, stratega dei Bonds Flying Roos, il rischio è qualcosa da gestire, non da inseguire. In condizioni estreme come quelle di Auckland, il suo ruolo diventa fondamentale sull’F50. “Il mio obiettivo principale è permettere al team di navigare il più velocemente possibile senza preoccuparsi di un possibile incidente”, afferma.
L’episodio non elude le conseguenze di un errore di valutazione. Quando i Black Foils (Nuova Zelanda) e il DS Automobiles SailGP Team France si scontrano in acqua, la flotta si rende conto di cosa c’è sempre in gioco.
“Per un attimo ci siamo sentiti come passeggeri su una barca che andava di traverso”, dice Pete Burling, pilota dei Black Foils. “Speravamo solo che le barche dietro di noi riuscissero a lasciarci abbastanza spazio”. Robertson si fa portavoce di tutta la flotta: “Quando saliamo su queste barche, il rischio è presente. Sappiamo tutti cosa può andare storto in mare ed è qualcosa che bisogna accettare come concorrenti in questa lega”.
La domanda che si pone a tutta la flotta in vista del secondo giorno di regate è semplice: quale team troverà il giusto equilibrio? I Bonds Flying Roos hanno la loro risposta: difendere il titolo conquistato ad Auckland nel 2025 e tornare a trionfare.
Tom Slingsby, pilota del team australiano, spiega: “Tash individua le opportunità e dice ‘c’è uno spazio, via!’, senza mai esitare. È quando il vento si fa più forte e le condizioni diventano più estreme che si sente più a suo agio, e questo è davvero raro”.
Slingsby ha continuato: “In finale, è stata determinante per superare gli spagnoli e prendere il controllo della regata. Sono davvero contento di aver dato fiducia a Tash, una giovane atleta: abbiamo visto il suo talento e ora stiamo assistendo alla sua evoluzione. Se giochiamo bene le nostre carte, potremmo averla nel nostro team per i prossimi 10-20 anni”.
Il secondo episodio della stagione 2026 di Racing on the Edge è ora disponibile sul canale YouTube di SailGP qui e sulle piattaforme di trasmissione di tutto il mondo. Visita SailGP.com/general/how-to-watch per saperne di più.
Il Rolex SailGP Championship si sposta ora ad Halifax, dove si terrà il Canada Sail Grand Prix il 20 e 21 giugno 2026. I biglietti sono limitati e disponibili su SailGP.com/Halifax.

