
Gorgoni, minotauri, sirene
Le creature mitologiche del MArTA approdano al Salicomix
A Salice Salentino, dal 30 al 31 agosto, in esposizione i lavori realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce
La magia del fantasy incontra la forza della tradizione nella terza edizione di Salicomix, fiera dedicata al fumetto, animazione, giochi di ruolo e da tavolo, card game e videogiochi, in programma il 30 e 31 agosto 2025 a Salice Salentino (Lecce). Un appuntamento che quest’anno pone al centro il mondo delle creature mitologiche e il confine sottile tra immaginazione e storia, trasformando il paese in un palcoscenico di arte, fumetto e narrazione. Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà l’esposizione Cronache delle Creature Arcane, frutto di un progetto congiunto tra Salicomix, il Museo archeologico nazionale di Taranto – MArTA e l’Accademia di Belle Arti di Lecce.
Gli studenti del corso di Fumetto dell’Accademia guidati dal professore Enrico Rollo, hanno visitato le collezioni archeologiche del museo per approfondire il tema delle figure mitologiche dell’antichità. Da questa esperienza è nata una serie di otto opere originali, tra fumetto e sperimentazioni multimediali, che reinterpretano i manufatti storici del MArTA attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. La Gorgone prende nuova vita nell’illustrazione Anástasis della Gorgone di Veronica De Braco, ispirata alle antefisse con gorgoneion del VI-V secolo a.C.. Il mito del Centauro rivive invece in Centauromachia di Suamj Paiano, legata a un cratere a volute proto-apulo a figure rosse della fine del V secolo a.C., mentre le Sirene sono protagoniste dell’opera di Margherita Salamida, nata dall’osservazione dei balsamari ionici del VI secolo a.C.
Alessandra Argentiero rielabora il tema enigmatico della Sfinge con L’enigma nell’ombra, ispirata a una lekythos attica a figure nere, mentre Giorgia Rizzo affronta il mito del Minotauro in Dentro il labirinto, connessa a un’altra lekythos attica risalente tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. La figura della Chimera si manifesta nell’interpretazione di Michael Nacci, che trae spunto da un’oinochoe apula a figure rosse del IV secolo a.C., e quella del Grifone nella tavola di Michele Leopizzi, legata a un mosaico pavimentale di età romana. Infine, Marta Francesca Basile restituisce nuova forza al Ketos, il mostro marino della tradizione greca, ispirandosi a una loutrophoros apula a figure rosse del IV secolo a.C.
Durante i giorni di Salicomix, le tavole dunque saranno esposte presso il Convento Madonna della
Visitazione di Salice Salentino, costruito nel 1587 da Giovanni Antonio I Albricci (della famiglia
mercantile di origine lombarda degli Albricci e destinato ai Frati francescani Riformati), e saranno
affiancate da riproduzioni in formato digitale dei reperti archeologici: un legame inedito tra passato e contemporaneità, capace di dare nuova vita ai miti antichi e di tradurli in un linguaggio vicino al pubblico di oggi. Un valore aggiunto della mostra è rappresentato dalla valorizzazione del territorio che un tempo fu il fulcro della Magna Grecia, oggi reinterpretato dalle giovani generazioni attraverso il linguaggio del fumetto e delle arti visive. L’esposizione diventa così un’occasione per riscoprire radici storiche e identitarie, e al tempo stesso per rilanciarle con strumenti creativi capaci di parlare al presente e aprirsi al futuro.
L’obiettivo della terza edizione di Salicomix è dunque racchiuso nell’idea di fantasy come ponte tra mito e creatività contemporanea. Le creature mitologiche diventano simbolo di narrazione, di ricerca artistica e di sperimentazione: non si limitano ad essere soltanto leggende. La mostra è quindi un invito a scoprire come la storia possa trasformarsi in immaginazione, e come l’arte sia in grado di rinnovare e tramandare le radici culturali del territorio.
L’evento è realizzato con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Provincia di Lecce, della
Regione Puglia e di Rai Puglia, con Rai Radio Kids come media partner ufficiale. L’organizzazione è curata dal Comune di Salice Salentino, dalle associazioni Pro Loco e Salic’è, e con il contributo di altre prestigiose realtà culturali come l’Università del Salento, ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero, il Game of Thrones Studio Tour di Banbridge (Irlanda), e la Scuola di Fumetto Lupiae di Lecce.
“Come Museo archeologico nazionale di Taranto con forte radicamento sul territorio, luoghi da cui provengono alcuni dei reperti più importanti della nostra esposizione permanente, consideriamo da tempo queste collaborazioni una sorta di proiezione verso il futuro – dice la direttrice del museo tarantino, Stella Falzone – Perchè anche un museo ricco e prestigioso come il MArTA non può più essere concepito soltanto come un contenitore di opere, ma come un presidio culturale attivo, un laboratorio di ricerca e innovazione, un ambiente in cui si costruiscono relazioni, si promuove apprendimento condiviso e si genera benessere per la collettività, come è accaduto in questa occasione grazie alla collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Lecce”.
Una lettura contemporanea che rilegge con attenzione, così come accadde durante l’esposizione di oltre 130 reperti del MArTA in Cina, anche l’idea stessa di “mostro”, lanciando anche un messaggio sociale e culturale forte.
“Nel momento in cui ci si spinge più in profondità nella lettura ed interpretazione del mito, presto ci si rende conto che questi “prodigi”, che legano il loro apparire al loro essere portatore di male, di oscurità, di caos, di distruzione, di morte, – spiega l’archeologo Salvatore Taurino, che insieme all’architetto Serena Piroddu, funzionari del MArTA che hanno curato questa parte di progetto di collaborazione – altro non sono che meri strumenti di punizione divina nei confronti dell’uomo che pecca di hybris, vittime inconsapevoli di volontà e aspettative altrui, oppure proiezioni simboliche sul piano delle leggenda e del mito senza tempo di vizi e virtù umane, in cui spesso nella realtà sono i primi a prevalere sulle seconde. Dunque, a conti fatti, di arcano in loro vi rimane ben poco, perché è l’essere umano che si racconta nel mito, trasfigurandosi.”