
Un laboratorio di idee per ripensare al rapporto tra salute mentale e giustizia: a Trani il Congresso nazionale della Società Italiana per la Psicoterapia e la Riabilitazione Forense
Il 27 e 28 novembre la Biblioteca Comunale ospita i massimi esperti di psicoterapia forense. Sotto la lente l’aggressività giovanile, la gestione delle REMS e le nuove sfide del trattamento in carcere. Patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni.
Due giorni di studio per affrontare, con approccio multidisciplinare, le nuove direzioni terapeutiche nel trattamento dei soggetti autori di reato affetti da disturbi psichici. Se ne parlerà a Trani il 27 e 28 novembre 2025 al Congresso 2025 della Società Italiana per la Psicoterapia e la Riabilitazione Forense (SIPRiFo), presieduta dal Prof. Carabellese, membro SIMLA. L’evento, dal titolo “Prospettive trattamentali in psicoterapia forense: esperienze e sfide a confronto”, si preannuncia come un appuntamento cruciale per fare il punto sullo stato dell’arte delle cure rivolte ai soggetti autori di reato affetti da disagio psichico.
L’iniziativa, che beneficia del patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), arriva in un momento storico in cui il dibattito sulla salute mentale in ambito penitenziario e sulla gestione della pericolosità sociale è quanto mai vitale. L’obiettivo degli organizzatori è chiaro: superare la semplice logica custodiale per esplorare nuove direzioni terapeutiche, favorendo un confronto aperto e costruttivo tra approcci clinici, realtà istituzionali e rigore accademico.
I lavori si apriranno con una prolusione inaugurale di altissimo profilo, dedicata a un tema di stringente attualità sociale: i fondamenti neurofisiologici e psicofarmacologici dell’aggressività giovanile affrontata da uno dei massimi esperti psichiatri forensi statunitensi, il Prof. Alan Felthous, Past-President dell’AAFS e dell’AAPL, le associazioni scientifiche forensi USA. In un’epoca segnata da una percezione crescente del disagio e della violenza tra i minori, la SIPRiFo intende offrire una lettura scientifica del fenomeno, indagando le radici biologiche e psicologiche dei comportamenti violenti per orientare interventi preventivi e riabilitativi più efficaci.
A seguire, il focus si sposterà su uno degli snodi più complessi della riforma psichiatrica giudiziaria italiana: le REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Una tavola rotonda dedicata metterà a confronto le esperienze cliniche maturate all’interno di queste strutture, nate dopo la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari). Si discuterà delle criticità gestionali, ma soprattutto dei modelli di intervento terapeutico-riabilitativo che stanno trasformando l’assistenza del paziente psichiatrico autore di reato, in un difficile equilibrio tra cura e sicurezza sociale.
Il Congresso di Trani, come nella tradizione di SIPRiFo, si apre allo scenario globale: a questo proposito, di particolare rilievo sarà il collegamento previsto con il board dell’International Journal of Forensic Mental Health. Questo momento di scambio permetterà ai professionisti italiani di confrontarsi con le best practices mondiali e di riflettere sulle prospettive internazionali della disciplina, inserendo l’esperienza italiana in un contesto globale di ricerca ed innovazione.
Grande apertura al futuro della professione con uno spazio dedicato ai giovani ricercatori, che avranno l’opportunità di presentare i propri lavori in una sessione dedicata. Una scelta che mira a promuovere il dialogo intergenerazionale, permettendo ai nuovi talenti di interagire con i clinici più esperti e di portare linfa nuova al dibattito scientifico.
Nella seconda giornata dei lavori, il 28 novembre, è previsto un workshop pratico che vedrà la discussione di casi clinici complessi, con l’obiettivo di delineare un modello integrato di intervento psicoterapico applicabile sia nel contesto penale che in quello penitenziario. Gli esperti si confronteranno su temi tecnici di estrema delicatezza: dalla valutazione del rischio (risk assessment) e le modalità della sua comunicazione agli organi giudiziari, fino alle sfide poste dalla “doppia diagnosi” (la coesistenza di disturbi psichiatrici e abuso di sostanze) e dalle addiction. Si tratta di aree che richiedono competenze trasversali ed una capacità di lettura multidimensionale del paziente, spesso difficile da attuare in contesti di detenzione sovraffollati o carenti di risorse.

