Trattamento delle acque reflue urbane: i deputati europei chiedono una sospensione temporanea degli obblighi EPR

  • La sicurezza dell’approvvigionamento dei medicinali nell’UE deve essere salvaguardia
  • È necessario ridurre e affrontare l’inquinamento delle acque, inclusi i microinquinanti
  • La tempistica di implementazione graduale si estende fino al 2045

Il Parlamento riafferma il suo forte sostegno agli obiettivi ambientali e all’attuazione della Direttiva rivista sul trattamento delle acque reflue urbane.

In una risoluzione adottata giovedì con 294 voti favorevoli, 245 contrari e 28 astensioni, i deputati europei sottolineano che l’introduzione del trattamento quaternario (rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue urbane) è necessaria per proteggere la salute, salvaguardare gli ecosistemi e combattere rischi emergenti come la resistenza agli antimicrobici.

Secondo la risoluzione, i costi associati al trattamento avanzato delle acque reflue non dovrebbero essere trasferiti ai contribuenti e ai consumatori d’acqua, ma dovrebbero essere sostenuti in modo equo e proporzionato dai settori che contribuiscono all’inquinamento idrico. La responsabilità estesa del produttore (EPR) è quindi lo strumento più efficace per attuare il “principio dell’inquinatore paga”, aggiunge il testo.

I deputati europei insistono che la direttiva preveda sufficiente flessibilità e misure proporzionate per garantire che gli obblighi EPR non compromettano l’accessibilità economica, la disponibilità o l’accessibilità dei farmaci.

Nuova valutazione dell’impatto e sospensione temporanea degli obblighi EPR

I deputati europei chiedono alla Commissione di produrre una nuova valutazione d’impatto entro la fine del 2026 che identifichi l’elenco delle sostanze presenti nelle acque reflue urbane, verifichi i costi del trattamento quaternario e attribuisca la responsabilità ai settori rilevanti, e individui il potenziale impatto sulla disponibilità, l’accessibilità economica e l’accessibilità dei farmaci.

Fino al completamento dello studio e alla valutazione delle sue conclusioni da parte della Commissione, i deputati europei chiedono anche una sospensione temporanea (“stop the time”) delle disposizioni EPR e del trattamento quaternario e degli obblighi finanziari correlati.

Contesto

La Direttiva rivista sul trattamento delle acque reflue urbane, entrata in vigore il 1° gennaio 2025, richiede agli Stati membri dell’UE di garantire che città e paesi raccolgano e trattino correttamente le acque reflue. In linea con il principio dell’UE del “polluatore paga”, ha introdotto una responsabilità estesa del produttore (EPR) per i produttori di prodotti medicinali e cosmetici, che devono coprire almeno l’80% dei costi di rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue urbane (trattamento quaternario). La direttiva prevede un’attuazione graduale del trattamento quaternario, a partire da dicembre 2033, quando il 20% degli impianti più grandi e il 10% degli impianti più piccoli dovranno essere aggiornati, raggiungendo il 60% delle piante entro il 2039 e la copertura completa entro il 2045.