TU STIV A BARI CITTADELL’? – Il nuovo libro di Cristiano Carriero sul Bari e la sua identità

C’è una domanda che a Bari vale più di una carta d’identità: «Tu stiv a Bari – Cittadell’?». Da questa frase, diventata leggenda, parte il nuovo libro di Cristiano Carriero (Giulio Perrone Editore, collana Vecchie Maniere 2026) in uscita la prossima settimana. Non un semplice libro di sport ma un romanzo corale in 31 racconti, 31 partite che attraversano decenni di storia biancorossa diventando identità, memoria e passione di una città e di chi la vive. Scrittore, comunicatore, conoscitore della storia biancorossa, in queste pagine Carriero è prima di tutto un tifoso, che ha vissuto promozioni e retrocessioni, vendite, fallimenti, rinascite, illusioni e ferite della sua squadra del cuore. Ma il libro è anche frutto di un lavoro di ricerca condiviso. Alcuni degli episodi più lontani nel tempo sono stati ricostruiti grazie al contributo del giornalista Francesco Costantini, per anni nei ranghi della redazione de La Gazzetta del Mezzogiorno. Costantini ha aiutato Carriero a recuperare storie e dettagli difficilmente rintracciabili, firmando tra l’altro il racconto di alcune partite storiche come Bari-Colleferro, Bari-Torino, Bari-Sampdoria dei tempi di Enrico Catuzzi e la storia di Arpad W., allenatore ebreo deportato e morto nei campi di concentramento.

Il libro riunisce sì, quindi, 31 partite ma non per costruire una cronologia sportiva quanto per seguire un percorso emotivo. Gli incontri narrati attraversano tutta l’Italia, con avversari diversi e contesti geografici lontani tra loro, componendo una mappa sentimentale del calcio italiano e della passione biancorossa. Una passione che potrebbe essere di qualsiasi città, cittadino, tifoso italiano. Carriero scrive sì di calcio, ma lo fa come si scrive di famiglia, di amori, di sconfitte che insegnano più delle vittorie. Il Bari non è soltanto una squadra: è una lente attraverso cui osservare il tempo che passa, i padri che invecchiano, i figli che crescono, le città che cambiano e i sogni che, ostinatamente, restano. Il calcio è dunque memoria civile, educazione sentimentale, rito collettivo e strumento di identità, e soprattutto, prova definitiva di appartenenza.

«I miei genitori non erano baresi e si spostavano spesso per lavoro. Mio padre lavorava alle Poste e aveva una filosofia semplice: nella città in cui viveva sosteneva la squadra del posto, come segno di rispetto verso la comunità che lo accoglieva. Il merito della mia passione per il Bari è stato suo. Io non sono un tifoso “tipico”, lo so. In questo sono fiero di aver preso da mio padre, dal suo essere uno sportivo, nel senso di uno che ama lo Sport e i suoi valori, a partire dai legami che essi creano. Forse è anche per questo che amo cercare e raccontare storie. In questo libro sento di aver fatto un passo in avanti nel mio modo di raccontare il calcio, che non significa raccontare solo una partita – spiega Carriero –. Del resto è vero che il Bari ha una storia di poco meno di 120 anni, ma non possiamo dire sia una squadra ricca di grandi aneddoti e grandi imprese. Al contrario è sicuramente una squadra di grandi sentimenti. Ed è su questi che ho lavorato cercando, ogni appiglio possibile: storie, episodi, dettagli capaci di raccontare le epoche che abbiamo vissuto».

“Tu stiv a Bari – Cittadell’?” è quindi una vera e propria dichiarazione d’amore. È la rivendicazione orgogliosa di esserci stati quando nessuno c’era. È il racconto di un tifo che non si misura nei numeri, ma nella memoria condivisa. La partita è quella del 21 aprile 2002. È allo stesso tempo il punto più basso ma anche paradossalmente uno dei più alti della storia biancorossa. Cinquantuno paganti, una pioggia torrenziale, una vittoria sofferta, eppure un marchio di appartenenza unico per chi “non molla mai”.

Accanto alle vicende sportive emergono storia, cultura, musica, cinema che fanno da sfondo o colonna sonora alle partite, evitando la ripetizione di epoche, protagonisti e ricordi troppo simili tra loro. Il libro si apre con l’immagine di un treno e si chiude ancora con un treno: dalla partenza di un gruppetto di amici diretti a Milano per seguire il Bari e vederlo vincere a San Siro contro l’Inter (1 novembre 1998, Inter vs Bari 2- 3), al sogno proibito dell’esordio in Champions League a Bodø/Glimt, punto più a nord del Circolo Polare Artico, dove termina la ferrovia. Proprio lì si consuma una sorta di epifania simbolica del Bari e del suo “trenino”, in una circolarità narrativa che lega l’inizio e la fine del viaggio. 

In un caso, una gara (Bari vs Parma, 0 – 2, 31 agosto 1997) è raccontata attraverso il clima surreale vissuto allo stadio nel giorno della morte di Lady Diana, quando sugli spalti si parlava quasi solo di quello. In un altro episodio si torna al dopoguerra e alla Bari della Fiera del Levante, con il racconto di un Bari-Torino (1 – 0, 21 settembre 1947) ambientato in una città in pieno boom economico, tra la modernità della Galleria delle Nazioni e l’entusiasmo di un’Italia che ripartiva.

Tra i racconti più intensi non poteva mancare la finale playoff di serie A del 2023. Bari – Cagliari. Il San Nicola che batte all’unisono con i cuori dei sessantamila tifosi sempre in piedi sugli spalti per incoraggiare i loro eroi. La pioggia improvvisa, la traversa di Folorunsho, il gol di Pavoletti nel recupero. Carriero trasforma quella sconfitta in un “Maracanazo” barese, un trauma collettivo che entra nel lessico emotivo di una città. Il silenzio dopo il boato, i bambini che chiedono perché i padri piangono, la birra bevuta fuori dallo stadio senza parlare: è letteratura sportiva che diventa racconto generazionale. Non manca il ricordo della sfida Perugia – Bari del 1999, con la celebre “noi siamo di Serie A” iconica frase gridata da Vincenzo Matarrese a Gaucci e diventata manifesto e simbolo di un orgoglio che va oltre classifiche e categorie. Nel mosaico di Carriero c’è spazio anche per storie meno conosciute come quella di un allenatore ebreo legato alla storia del Bari, deportato e morto nei campi di concentramento. Un capitolo che ricorda come il calcio non sia mai separato dalla Storia, e come la memoria sportiva possa diventare memoria civile. Perché una squadra è fatta di uomini, e gli uomini attraversano il loro tempo, nel bene e nel male.

E poi c’è il sogno: il Bari all’esordio in Champions League contro il Bodø/Glimt, al Circolo Polare Artico. Il sogno proibito di ogni tifoso barese. Una partita immaginata ma scritta con l’entusiasmo di chi continua a crederci. Perché tifare significa concedersi il diritto di sognare e il Bari di Carriero diventa metafora di una città che non smette di sognare.

Ad aprire il libro è la prefazione di Alessandro Gazzi, ex centrocampista biancorosso e capitano del Bari, che rievoca gli anni trascorsi in città come un vortice di ricordi sensoriali: il dialetto barese, l’odore della focaccia appena sfornata, il vento sul lungomare, le strade e i volti incontrati durante sette stagioni intense. Nelle sue parole il Bari appare una squadra capace di vivere tra cadute e risalite con il “fascino dell’esagerazione”.

A chiudere il volume è invece la postfazione di Sandro Tovalieri, il Cobra, che rievoca l’impatto con l’“astronave” del San Nicola e i ricordi delle stagioni vissute in biancorosso accanto a Igor Protti, tra derby infuocati, notti di Serie A e stadi pieni di passione.

Tu stiv a Bari Cittadell’? è un libro per chi ama il calcio, per chi conosce a memoria le formazioni, ma anche per chi ama le storie e sa che il calcio è un pretesto per parlare di vita. Un racconto che restituisce il senso più profondo dell’essere tifosi: guardare la propria squadra con gli occhi di un innamorato, nonostante tutto.

L’autore

Cristiano Carriero è nato a Bari. È giornalista, autore di Che storia La Bari, La Bari siete voi e Tanto non capirai e questo è il suo quarto libro sulla sua squadra del cuore. Chiacchiera di calcio in TV e nei podcast, preferisce le storie alla cronaca. Ha un tatuaggio con il San Nicola sull’avambraccio sinistro e una ferita ancora aperta dall’11 giugno.

Tra i libri più rappresentativi da lui scritti ricordiamo: Domani no (2013, Gelsorosso), Lutto libero (2017 Gelsorosso), 24 Dicembre (Les Flaneur 2021), Storie di bomber di provincia (Les Flâneurs Edizioni 2023), Presenza (Franco Angeli 2025).