Turismo: Federterziario a BTM Bari, il capitale umano è la vera leva dell’innovazione digitale

Bari, 26 febbraio 2026 – “Il turismo è un’industria di pregio che ha bisogno di infrastrutture, visione e soprattutto di capitale umano: l’intelligenza artificiale può valorizzare il lavoro, non sostituirlo, ma occorre investire con decisione su formazione e competenze”.

Queste le parole del presidente di Federterziario Nicola Patrizi durante il convegno “Il capitale umano, cuore e motore dell’innovazione turistica nell’era intelligente”, organizzato nell’ambito di BTM 2026 Bari, in corso nel capoluogo pugliese. L’appuntamento si è svolto oggi, 26 febbraio, nella Sala Main Arena, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per un confronto concreto sulle sfide che attendono il comparto turistico.

Al centro del dibattito, il rapporto tra trasformazione digitale e valorizzazione delle persone in un settore che rappresenta uno dei principali driver economici del Paese. “Il turismo – ha sottolineato Patrizi – continua a registrare dati di assoluto rilievo, anche in relazione a grandi eventi come il Giubileo o le Olimpiadi invernali. Tuttavia, la crescita non basta: servono investimenti strutturali per aumentare il potenziale turistico nazionale, a partire da infrastrutture e trasporti, fino al miglioramento qualitativo delle strutture ricettive».

Il presidente ha poi richiamato l’attenzione sulla necessità di ampliare e rendere più competitive le cosiddette destinazioni minori: «Esistono vaste aree del Paese ancora fuori dai principali flussi turistici, pur essendo di assoluto pregio. Recuperare questo potenziale significa generare sviluppo diffuso e sostenibile”.

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato l’intelligenza artificiale, già ampiamente utilizzata nei sistemi di booking e nell’analisi dei flussi. “L’AI – ha spiegato Patrizi – è da anni un campo di sperimentazione avanzato nel turismo. Ciò che resta in sofferenza è invece l’investimento sul capitale umano, sia in termini quantitativi sia qualitativi. La stagionalità continua a pesare e il settore deve essere considerato a tutti gli effetti un’industria di pregio. L’effetto dell’intelligenza artificiale non è negativo: al contrario, può valorizzare la qualità dei lavoratori, che saranno sempre più necessari. È indispensabile rafforzare i canali professionalizzanti di istruzione e formazione, tenendo conto degli impatti e dei vantaggi dell’AI”.

Il convegno, promosso da Federterziario, è nato come spazio di riflessione e confronto dedicato alle imprese del settore, con l’obiettivo di rimettere le persone al centro dei processi di innovazione, non come semplici destinatari del cambiamento ma come protagonisti attivi e consapevoli. In un contesto in cui le tecnologie digitali diventano sempre più pervasive, l’evento ha ribadito come il vero fattore distintivo resti la capacità relazionale, l’empatia e la visione di chi opera quotidianamente nell’accoglienza. La tecnologia, in questa prospettiva, diventa un abilitatore capace di liberare tempo e competenze, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare il senso di responsabilità e appartenenza.

Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti, oltre a Nicola Patrizi, Giuseppe Mallardo, presidente di Ebintur, e Pietro Petruzzelli, assessore allo Sviluppo locale e Blue Economy del Comune di Bari, delegato dal sindaco Vito Leccese.

Successivamente si è aperta la tavola rotonda con Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Regione Puglia, Maurizio Renna, responsabile del Dipartimento Innovazione Federterziario, Alessandra Ricciardelli, professoressa associata di Organizzazione aziendale presso Universitas Mercatorum, Alessandro De Florentiis, AI4I Partner Ambassador, e Tiziana Franco, responsabile Area Controlli Fonditalia. A moderare l’incontro la giornalista di Telerama Barbara Magnani.

In chiusura, le conclusioni sono state affidate a Enzo Carella, presidente di Federterziario Turismo, che ha posto l’accento sul valore strategico della filiera: “Il turismo genera ricadute economiche che superano il 20% del PIL e rappresenta un elemento trasversale per lo sviluppo dei territori, dall’enogastronomia alla cultura, dalla natura alle tradizioni. Tuttavia, questo potenziale si scontra con un nodo cruciale: la formazione delle risorse umane. La cura del capitale umano è il vero fattore competitivo e richiede formazione continua, non solo nelle scuole e nelle università, ma lungo tutto l’arco della vita professionale”.

Carella ha inoltre evidenziato come il capitale umano sia in grado di generare valore nel tempo, contribuendo al risveglio economico anche di territori a minore vocazione turistica: “Servono risorse di qualità lungo tutta la filiera, non soltanto tra chi è a diretto contatto con il pubblico, ma a tutti i livelli organizzativi. Solo così il turismo può diventare motore stabile di crescita e sviluppo duraturo”.

Un appuntamento che, nell’ambito di BTM 2026, ha ribadito un messaggio chiaro: nell’era intelligente la vera innovazione non risiede esclusivamente negli algoritmi, ma nella capacità delle persone di utilizzarli con consapevolezza, responsabilità e visione. Perché la competitività sostenibile del turismo italiano continua a fondarsi, prima di tutto, sulle persone.