
- Carenza prevista di personale di quasi un milione entro il 2030, inclusi infermieri e medici
- Richiesta di aumentare il numero di operatori sanitari di almeno un milione nei prossimi sette anni
- Aumentare i fondi UE per la sanità al fine di garantire investimenti nella forza lavoro sanitaria
Le Commissioni per l’Occupazione e gli Affari Sociali e per la Sanità Pubblica hanno adottato proposte per affrontare la carenza di personale nel settore sanitario e le condizioni di lavoro inadeguate.
Le Commissioni per l’Occupazione e gli Affari Sociali e la Sanità Pubblica hanno adottato mercoledì un rapporto con 85 voti favorevoli, tre contrari e due astenzioni, per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari e migliorare le condizioni di occupazione e lavoro nel settore sanitario.
Un milione di operatori sanitari in più
Gli eurodeputati stanno chiedendo alla Commissione una strategia ambiziosa per aumentare la forza lavoro sanitaria di almeno un milione durante il prossimo periodo pluriennale di bilancio (2028-2034). Per aumentare il numero di professionisti sanitari, i deputati europei propongono azioni per attrarre più giovani nelle professioni sanitarie, fondi UE per borse di studio, cooperazione transfrontaliera e misure mirate per garantire una retribuzione equa e la stabilità lavorativa.
Migliori condizioni di lavoro
Gli operatori sanitari dovrebbero avere una retribuzione equa, supporto per la salute mentale e sicurezza del lavoro, affermano gli eurodeputati, sottolineando al contempo la necessità di un’istruzione e formazione di alta qualità per il personale. Vogliono anche supporto per specialità rare e ruoli di pratica avanzata.
Secondo i deputati europei, tutelare il benessere del personale in prima linea è una priorità fondamentale, poiché uno su tre medici e infermieri affronta difficoltà di salute mentale. Chiedono un quadro obbligatorio per riconoscere livelli di personale non sicuri come un rischio professionale, per alleviare il carico fisico, psicologico e amministrativo che affrontano gli operatori sanitari.
Più fondi per l’assistenza sanitaria
Il rapporto sottolinea la necessità di un finanziamento adeguato per sostenere i sistemi sanitari, inclusi un aumento dei finanziamenti pubblici e l’uso strategico dei fondi UE, nonché un aumento dell’allocazione e dell’uso efficiente dei fondi dedicati all’UE.
Utilizzo dell’IA per supportare l’assistenza sanitaria
Sebbene l’assistenza umana debba rimanere centrale, i deputati europei riconoscono i benefici delle soluzioni di salute digitale, come la telemedicina e la diagnostica supportata dall’IA, anche per supportare le aree rurali dove il deficit di forza lavoro è particolarmente acuto.
I lavoratori dovrebbero essere dotati di competenze digitali essenziali e formazione in materia di IA, ad esempio in relazione alla diagnostica supportata dall’IA e per assicurarsi che possano utilizzare efficacemente le nuove tecnologie.
Citazione
Ruggero Razza (ECR, IT), relatore della Commissione Sanità Pubblica, ha dichiarato: “Il futuro dell’assistenza sanitaria europea dipende dalla nostra capacità di investire nelle persone. I professionisti sanitari sono la spina dorsale dei nostri sistemi sanitari e affrontare la carenza di personale deve diventare una priorità strategica per l’Europa. Dobbiamo rendere le professioni sanitarie più attraenti, rafforzare i percorsi di istruzione e formazione e creare le condizioni che permettano ai talenti di rimanere e prosperare all’interno dei nostri sistemi sanitari”.
Prossimi passi
Il rapporto deve ancora essere approvato dall’intero Parlamento. Si prevede che venga rimandato per la prossima sessione plenaria a luglio.
Contesto
L’UE sta affrontando una grave carenza di personale sanitario: nel 2022 c’era un deficit di 1,2 milioni di lavoratori, con un deficit previsto di quasi un milione entro il 2030 nella regione europea secondo l’OMS, poiché i cambiamenti demografici e l’aumento delle esigenze di assistenza a lungo termine stanno aggravando la domanda di assistenza. I rischi potenziali derivanti dalla carenza di personale includono compromessa della sicurezza dei pazienti, servizi di emergenza sovraffollati, lunghi tempi di attesa e diagnosi ritardate.

