A Matera il primo incontro operativo del progetto Smarterra – Building Tomorrow’s Mediterranean AgriFood Ecosystems

La Cte Matera ospita i partner europei provenienti da Germania, Svezia e Danimarca. Dedicato alle imprese dell’agroalimentare del Mezzogiorno d’ Italia, SMARTERRA ha l’obiettivo di testare soluzioni che supportino la creazione di un forte ecosistema dell’innovazione e a una maggiore capacità delle startup dell’agroalimentare delle regioni del Sud Italia a entrare in relazione con investitori e innovatori europei.

Hanno scelto la Città dei Sassi, i sei partner europei, per la riunione di avvio del progettoSmarterra– Building Tomorrow’s Mediterranean AgriFood Ecosystems.

La prima riunione operativa, il piano di progetto è stato completato ed approvato, per avviare la fase di realizzazione si svolge oggi (22 febbraio) e domani (23 febbraio) allaCte Matera, la Casa delle Tecnologie Emergenti che ha sede all’hub San Rocco a Matera.

Il progettoSmarterra – Building Tomorrow’s Mediterranean AgriFood Ecosystemsè realizzato da un consorzio di sei partner europei (SMAFINE): due italiani, due tedeschi, uno svedese e uno danese. Per l’Italia: il Comune di Matera, attraverso laCte Matera, eEY; per la Germania:RootCamp(Polo di innovazione per startup di tecnologia agroalimentare e bioeconomia) eDEEP Ecosystems(organizzazione che costruisce e potenzia ecosistemi di startup); per la Svezia:Sweden FoodTech(organizzazione leader nell’ecosistema nordico della tecnologia alimentare, attuata attraverso programmi di innovazione  e  opportunità di sviluppo aziendale) e per la Danimarca:Tech BBQ(comunità che promuove la crescita di startup e di scaleup, le start up che hanno superato la fase iniziale di avvio).

Finanziato con un milione di euro nell’ambito di Horizon European Innovation Ecosystems (EIE), il Programma di finanziamento dell’UE per migliorare l’ecosistema complessivo per l’innovazione in Europa, SMARTERRA è dedicato alle imprese dell’agroalimentare del Sud Italia ed ha come obiettivo di testare soluzioni che supportino la creazione di un forte ecosistema dell’innovazione nelle regioni del Mezzogiorno, a partire dalla Cte Matera fino agli attori internazionali dell’ecosistema dell’innovazione. I sei partner concorreranno al progetto ciascuno per le competenze maturate:EYeDEEP Ecosystemscome intermediari per l’innovazione;Tech BBQpartner per eventi ed ecosistemi;RootCampeSweden FoodTechin qualità di Stakeholder dell’innovazione e laCte Materaquale attore sul territorio a supporto del trasferimento tecnologico da startup e università a Corporate e cittadini. Prima Casa delle tecnologie emergenti, nata nel 2019, la Cte Matera fa parte della rete delle Cte, fra cui quelle di Torino, Bari, Roma, Prato e L’Aquila, creata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Il progetto europeo, SMARTERRA, si propone di supportare le imprese agroalimentari del Sud Italia, un’area che conta 344.000 aziende agricole e 34.000 nel settore agroalimentare, rappresentando circa il 18,5% del tessuto imprenditoriale meridionale. Questo settore è cruciale, rappresentando il 25% del PIL italiano, con un valore di 538 miliardi di euro, e l’Italia vanta il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e indicazione geografica nell’UE, di cui il 35% nel Sud Italia.

Tuttavia, la mancanza di finanziamenti è un ostacolo significativo alla crescita delle imprese in queste aree meno connesse. Le startup locali e le scale-up regionali, soprattutto quelle guidate da donne, risentono di questa disparità tra le necessità delle aziende e i finanziamenti disponibili. Mentre alcuni poli europei attraggono notevoli investimenti, altri ecosistemi di innovazione lottano con risorse limitate, portando molte startup a chiudere o trasferirsi altrove.

Attraverso SMARTERRA, si mira a risolvere questo problema, attraendo investitori esteri e sensibilizzando i fornitori di capitali europei sulle opportunità nel Mezzogiorno. Questo richiederà lo sviluppo di un solido ecosistema con la partecipazione di attori nazionali e internazionali come incubatori, acceleratori, e altri, al fine di facilitare la connessione tra le startup del settore agroalimentare del Sud Italia e gli investitori e innovatori europei.