A Orsara di Puglia nasce la Casa-museo nel Vigneto: radici e futuro nel segno del vino

È stata inaugurata lunedì, a Villa Jamele, nel corso del 31esimo Appuntamento con la Daunia

ORSARA DI PUGLIA (Fg) – A Villa Jamele, tenuta del cuoco-contadino Peppe Zullo a Orsara di Puglia,è nata la “Casa-museo nel Vigneto”. Una dimora del vino che, attraverso foto, antiche attrezzature e torchi di un tempo racconta arte, fatica, colori e bellezza della tradizione vitivinicola di un intero territorio. Lunedì 26 ottobre, nell’ambito del 31esimo “Appuntamento con la Daunia”, evento che annualmente celebra le eccellenze territoriali, la nuova struttura, nata dal progetto che Peppe Zullo ha affidato all’architetto Nicola Tramonte,è stata inaugurataalla presenza di Mario Simonelli, sindaco di Orsara di Puglia, e degli ospiti di una giornata speciale, durante la quale è stato celebrato anche il riconoscimento di “Maestro del Made in Italy” che il governo italiano ha recentemente assegnato a due orsaresi: il 43enne Michele Frisoli, CEO di Manta Group, e lo stesso Peppe Zullo.

La Casa-museo è posta nel vigneto di Villa Jamele, a 100 passi dalla cantina ipogea che conserva botti e bottiglie che custodiscono il vino prodotto dal cuoco-contadino orsarese.

IL CONVEGNO. Il tema al centro del trentunesimo “Appuntamento con la Daunia” è stato ispirato proprio dalla nascita della nuova struttura: “Cultura dell’accoglienza e valore dei saperi nella nuova casa museo nel vigneto”. Al convegno sono intervenuti Giorgio Mercuri, presidente di Confcooperative Puglia; Angelo Inglese, fondatore e direttore di Inglese Sartoria; e Dorina Lantella, fondatrice di Dorina’s Kitchen e ambasciatrice delle tradizioni italiane. Hanno dato il loro contributo alla discussione, inoltre, Silvana Inguscio, progetto OIiolocale; Luciano Schito, di Apulia Film Commission; e Danilo Audiello, presidente della Stupor Mundi APS. Naturalmente, non potevano mancare Nicola Tramonte, architetto progettista della casa nel vigneto; Michele Frisoli CEO di Manta Group; il padrone di casa Peppe Zullo e il sindaco Mario Simonelli. Gli interventi sono stati coordinati da Oscar Buonamano, giornalista e direttore di Pagina 21.

TRASMETTERE FUTURO. “La casa-museo ha un obiettivo”, ha spiegato Peppe Zullo, “ed è quello di trasmettere futuro attraverso il sapere. L’antica arte del vino si è evoluta, noi mostriamo al contempo le radici e l’innovazione, una storia che continua, si evolve, ma che non può prescindere dal riconoscere immediatamente, anche dal punto di vista dei sensi, che tutto ciò che è autentico proviene dalla terra”.

“Il Premio Maestro del Made in Italy conferito a Peppe Zullo”, ha dichiarato Oscar Buonamano, “riconosce proprio questo valore: la capacità di trasmettere competenze, esperienze e passione alle nuove generazioni, affinché un patrimonio di conoscenze non si disperda, ma continui a generare nuove opportunità”.

IL RAPPORTO IMPRESA-TERRITORIO. In questa prospettiva, il Made in Italy non è soltanto ciò che produciamo, ma anche la cultura del lavoro, i saperi e le storie che siamo capaci di tramandare. È cultura dell’accoglienza, capacità di costruire legami tra le persone e tra le persone e il territorio. Un percorso virtuoso che Peppe Zullo ha intrapreso da molti anni e che ha trovato, nella Scuola Internazionale di Cucina, uno strumento potente per trasferire conoscenze, come la storia agricola ed enogastronomica dei Monti Dauni, a studenti provenienti da tutto il mondo.

PERCHÉ LA CASA MUSEO. A tutto ciò si affianca da oggi un nuovo strumento, o meglio, un nuovo manufatto: la Casa Museo nel vigneto, risultato di un prestigioso intervento di recupero edilizio di una costruzione preesistente nel complesso di Villa Jamele. Nelle prossime settimane, sono previsti laboratori e workshop, attività didattiche, mostre tematiche e degustazioni. Le visite guidate si estenderanno alla cantina di Piano Paradiso, dove la Sala delle botti racconterà la storia dei mestieri legati alla produzione vinicola, a partire da quelli del vetraio e del bottaio.