
LA MUSICA COME SPAZIO DI LIBERTÀ, INCONTRO TRA CULTURE E OCCASIONE PER COSTRUIRE RELAZIONI
È stata presentata questa mattina, nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città, la XVIII edizione diAnima Mea Festival, la rassegna musicale diretta da Gioacchino De Padova chedal 16 ottobre al 24 novembreporterà 21 concerti a Bari, Andria, Palo del Colle e Sannicandro di Bari.
Lamusica come possibilità di immaginare un’altra realtà dell’umano, cometestimonianza di libertàeoccasione d’incontro tra culture, epoche e sensibilità: è questa la visione che ispira questa nuova edizione del festival, che intorno alle tradizionali coordinate “Mondi, Musiche, Memorie” rinnova la propria vocazione a esplorare il patrimonio musicale come esperienza viva e condivisa, capace di mettere in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Una proposta che assume un significato particolare in un contesto internazionale segnato da conflitti e preoccupazioni per il futuro del pianeta, riaffermando il valore della cultura come strumento di riflessione, conoscenza e relazione.
All’incontro con la stampa sono intervenuti l’assessora comunale alle Culture Paola Romano, il direttore artistico Gioacchino De Padova e l’assessore alla Cultura del Comune di Sannicandro Gianfranco Terzo.
“Siamo orgogliosi di sostenere Anima Mea, arrivato alla sua diciottesima edizione: un festival che ogni anno fidelizza sempre più persone di generazioni diverse – ha dichiaratoPaola Romano-. Quest’anno il programma è ricchissimo, con oltre venti concerti e 50 artisti provenienti da tutto il mondo, accomunati dall’intento di mettere insieme le persone superando i confini e le divisioni generate dalle guerre. La musica diventa così un linguaggio comune, capace di avvicinare mondi diversi”. L’assessora ha sottolineato in particolare il valore delle relazioni che un festival come Anima Mea contribuisce a generare, anche nel rapporto tra la città e chi la visita. “La parola da cui vorrei partire è relazione: in un tempo di conflitti, questo festival mette insieme mondi diversi e dimostra che, anche quando si proviene da luoghi lontani o da Paesi in conflitto tra loro, è possibile ritrovarsi e condividere un’esperienza. La musica d’arte non può far terminare le guerre, ma può evitare che il conflitto venga normalizzato, mostrando concretamente che stare insieme è possibile”. Un principio che, secondo Romano, assume una particolare rilievo anche nel confronto sulle trasformazioni delle città interessate dai flussi turistici. “La sfida è fare in modo che le persone che attraversano la nostra città possano costruire una relazione quanto più possibile profonda con chi la abita. I festival culturali contribuiscono a questo obiettivo: chi partecipa torna, si affeziona, mantiene un legame con i luoghi e con le persone. È così che possiamo valorizzare gli aspetti positivi della mobilità e del turismo, facendo sì che Bari possa diventare, anche solo per una settimana o per un mese, una casa in cui sentirsi accolti”.
In questa prospettiva si inserisce anche l’impegno dell’amministrazione comunale a sostenere le attività culturali e a favorire condizioni più favorevoli alla loro programmazione. “Stiamo lavorando sull’utilizzo della tassa di soggiorno per sostenere attività culturali come questa, che fanno musica d’arte e costruiscono relazioni – ha concluso Romano -. Quest’anno siamo riusciti ad anticipare i tempi dell’avviso e abbiamo stabilizzato un meccanismo di bilancio che ci consentirà di migliorare ulteriormente la programmazione futura. L’obiettivo è permettere agli organizzatori di pianificare con maggiore anticipo, disporre di risorse adeguate e raggiungere pubblici sempre più ampi, anche internazionali”.
Il profilo internazionale è infatti uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026. “Anima Mea è cresciuto molto negli ultimi anni, soprattutto nelle relazioni internazionali – ha spiegatoGioacchino De Padova-. Quest’anno ospitiamo formazioni e artisti di rilievo europeo e internazionale, provenienti da contesti culturali differenti. È un risultato importante, frutto anche del lavoro di una squadra giovane che sta crescendo molto nelle competenze e nella capacità di gestire un’attività complessa come questa”. Proprio la possibilità di programmare con largo anticipo rappresenta, secondo De Padova, una delle principali condizioni per consolidare il percorso del festival. “La criticità maggiore è l’incertezza sui tempi e sulle risorse. In altri Paesi europei si lavora già oggi su programmazioni che arrivano al 2028, mentre per noi è spesso difficile sapere con sufficiente anticipo che cosa potremo fare nei prossimi mesi. Le risorse economiche sono importanti, ma per la musica d’arte è fondamentale soprattutto poter contare su prospettive pluriennali, così da mantenere elevato il livello raggiunto e costruire relazioni solide con gli artisti e le istituzioni internazionali”. Accanto alla dimensione artistica e organizzativa, il direttore ha richiamato il significato della musica in una fase storica attraversata da tensioni internazionali e crisi ambientali. “Ovunque andiamo a suonare e con qualunque formazione ci confrontiamo, in questi ultimi anni emergono soprattutto due temi: i conflitti e la situazione climatica, con la crescente preoccupazione per il modo in cui stiamo trattando il pianeta. Non è semplice spiegare che cosa c’entri la musica con tutto questo, ma la musica facilita la riflessione, il pensiero e la comunicazione umana. Può aiutarci a comprendere ciò che accade intorno a noi e a interrogarci su che cosa possiamo fare per contrastarlo”.
Larete territorialerappresenta un altro elemento centrale del progetto, che coinvolge direttamente le amministrazioni comunali di Bari, Palo del Colle e Sannicandro di Bari, mentre ad Andria il festival può contare sul fondamentale supporto logistico di Italia Nostra, che gestisce la chiesa di Sant’Anna, sede dei concerti.
La XVIII edizione di Anima Mea riunisceinterpreti ed ensemble di rilievo internazionale: dal duo di gambisti formato da Paolo Pandolfo e Amélie Chemin all’Accademia del Ricercare diretta da Manuel Staropoli, dall’ensemble catalano Vespres d’Arnadí diretto da Dani Espasa all’Ensemble Orfeo Futuro, con il tenore Riccardo Pisani. E ancora, la Compagnia Astrolabi, il clavicembalista Guillem Gironès, l’Ensemble Dolci Accenti, il violinista Francesco D’Orazio con l’Ensemble L’Astrée, l’organista Carlo Maria Barile, il progetto argentino del violoncellista Jorge Bosso e l’ensemble spagnolo La Tempestad.
IL PROGRAMMA
Dopo l’anteprima dell’11 agosto con il progetto “Traversées” dell’ensemble canadese Constantinople e del griot Ablaye Cissoko, appuntamento che ha anticipato la dimensione internazionale e l’apertura a linguaggi e tradizioni differenti del festival, la diciottesima edizione s’inaugureràvenerdì 16 ottobreaBari(chiesa di Santa Scolastica) con “Les Joyes des Elisées”: il duo con base in svizzera formato daPaolo Pandolfo e Amélie Cheminesplorerà due secoli di repertorio per viola da gamba, tra Inghilterra, Francia e Germania, facendo emergere la straordinaria ricchezza espressiva di questo strumento. Il concerto sarà replicatodomenica 18 ottobreaPalo del Colle.
Martedì 20 ottobre, ancora aBari(chiesa di Santa Scolastica), emercoledì 21ottobre aPalo del Colle, sarà protagonista l’Accademia del Ricercare, con “Il flauto del Vivaldi”. Guidato dal flautista e flautinista (cioè, specialista di ottavino)Manuel Staropoli, l’ensemble proporrà una selezione di concerti vivaldiani di rara esecuzione, mettendo in luce il virtuosismo e la brillantezza di pagine tra le più impegnative del repertorio settecentesco.
Seguirà “Il Principe in Orchestra” con i catalaniVespres d’Arnadídiretti daDani Espasa, impegnati a esplorare il dialogo tra organo, orchestra e solisti attraverso musiche di Vivaldi, Händel e Alessandro Marcello,sabato 24 ottobreaPalo del Colleedomenica 25aBari(chiesa di Santa Scolastica).
Martedì 27 ottobre, ancora a Bari (chiesa di Santa Scolastica), emercoledì 28aSannicandro, l’Ensemble Orfeo Futuro, orchestra in residenza del festival, renderà omaggio a John Dowland nel quarto centenario della morte con “Dowland & Friends”. Il tenoreRiccardo Pisani, accompagnato da un consort di viole, restituirà la raffinata sensibilità della musica inglese tra Rinascimento e primo Barocco, in un intreccio di canto, contrappunto e intimità cameristica.
A sua volta laCompagnia Astrolabicondurrà il pubblico in una “Navigatio Italica”, viaggio attraverso le capitali musicali del Seicento, da Napoli a Venezia, passando per Roma, Firenze e altri centri della cultura barocca. Con strumenti storici e una tavolozza timbrica ricca e variegata, il progetto farà tappa aPalo del Colleil30 ottobre, aSannicandroil31 ottobree adAndrial’1 novembre.
Quindi,lunedì 2 novembre, ancora aSannicandro, il clavicembalistaGuillem Gironèsproporrà “A Cembalo Solo”, un itinerario nella scuola tedesca che precede e prepara Bach, da Buxtehude e Froberger, fino alla “Fantasia Chromatica” e alla Partita n. 4 del genio di Eisenach.
Venerdì 6 novembreaBari(chiesta di Santa Scolastica) esabato 7 novembreadAndria, l’Ensemble Dolci Accentipresenterà il progetto “Scarlatti 300” nato dall’incontro con la formazione Hof-Musici diretta da Ondrej Macek dedicata alla riscoperta di pagine vocali di Alessandro Scarlatti e di altri protagonisti della scuola napoletana. Un’occasione per riportare all’ascolto opere dimenticate e restituire nuova vita a un patrimonio manoscritto di straordinario interesse.
Il percorso di Anima Mea proseguirà con “Tartini e la Scuola delle Nazioni”, concerto affidato all’Ensemble L’Astréecon il violinistaFrancesco D’Orazioaffiancato daDaniele Bovoal violoncello eGiorgio Tabaccoal clavicembalo. Le sonate di Tartini e di alcuni suoi allievi racconteranno la circolazione europea di stili e idee musicali:domenica 15 novembreaSannicandro,lunedì 16adAndriaemartedì 17aBari(chiesa di Santa Scolastica).
Giovedì 19 novembre, a Bari (chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo), l’organistaCarlo Maria Barilepresenterà “Il caro Kantor”, omaggio nel centenario della nascita a Karl Richter, interprete che ha contribuito in modo determinante alla diffusione nel Novecento della musica di Bach al centro del concerto.
Con il progetto argentinoBossoConcept,sabato 21 novembreadAndriaedomenica 22aPalo del Colle, si entrerà nell’universo di Astor Piazzolla con “Le Stagioni dell’Angelo”, rilettura del padre del “tango nuevo” firmata dal violoncellistaJorge A. Bosso, che incrocia, clarinetto, bandonéon e contrabbasso trasformando “il pensiero triste che si balla” in una trama sonora contemporanea, sospesa tra energia ritmica e lirismo.
Chiusuramartedì 24 novembreaBari(Auditorium del Conservatorio Piccinni) con “A dispetto vedranno” affidato all’Ensemble La Tempestaddi Murcia. Il programma riporterà alla luce musiche di José Lidón, tra repertorio sacro e teatrale, accanto a pagine di José Palomino, in un finale che conferma una delle vocazioni più autentiche di Anima Mea: riscoprire tesori musicali e restituirli al presente.
La diciottesima edizione di Anima Mea è organizzata dall’associazione L’Amoroso con i contributi delMinistero della Cultura, dellaRegione Pugliae deiComuni di Bari,Palo del ColleeSannicandro di Bari, il sostegno dellaCamera di Commercio di Barie dellaFondazione Pugliae il patrocinio diRai Radio 3.
Informazioni:https://www.lamoroso.it/anima-mea/
Prenotazioni: 353.4130148
Abbonamenti e biglietti sono disponibili su postoriservato.it.

