
In Puglia, da inizio anno ad oggi, oltre novemila (9.000) controlli ambientali e circa 60.000( sessantamila) mq. di aree sequestrate nell’intera regione per illeciti ambientali e demaniali. 64 denunce di fatti penalmente rilevanti e 26 illeciti amministrativi contestati per un importo totale di circa 200mila euro.
Guardia Costiera. Intensa attività ispettiva, da inizio anno 2026 ad oggi, in ambito regionale, in campo ambientale e demaniale, sotto il coordinamento del Centro di Controllo Ambientale Marino presso la Direzione Marittima della Puglia e Basilicata Jonica, diretta dal Contrammiraglio Donato De Carolis.
Dall’anno 2020, difatti, le attività di controllo ambientale del Corpo delle Capitanerie di Porto, sono coordinate, in ambito regionale, dai Centri di Controllo Ambientale Marino dei Reparti Operativi presso le Direzioni Marittime.
Nel merito delle attività condotte in ambito pugliese e della Basilicata Jonica ben 5500 sono stati i controlli ambientali e 3500 quelli demaniali dall’inizio del corrente anno ad oggi in esecuzione delle operazioni ambientali nazionali denominate “Waste Chains” e “Clean Water 2” disposte dal Comando Generale della Guardia Costiera.
La finalità di tali operazioni è stata quella di controllo della corretta gestione del ciclo dei rifiuti presso le discariche autorizzate ovvero centri di raccolta nonché di prevenire e reprimere condotte illecite correlate alla presenza di scarichi abusivi ovvero che superano i parametri di legge, inquinamento generato da rifiuti nonché inquinamento in mare di altra natura.
Di seguito le operazioni più significative.
In Provincia di Foggia.
- A seguito di un’attività ispettiva presso un’azienda che esercisce in progettazione, costruzione e riparazioni imbarcazioni si accertava la presenza di due aree aziendali per un totale di 100 mq, adibita a deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi miscelati tra loro. Per tale motivo su conforme avviso dell’autorità giudiziaria, le aree venivano poste sotto sequestro ed il titolare deferito il titolare dell’impresa alla stessa A.G. All’azienda veniva contestata la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche da reato ai sensi del D.L.gs 231/2001.
Veniva, altresì accertato, lo scarico delle acque di prima pioggia al suolo senza la preventiva comunicazione/autorizzazione dell’Autorità competente, per tale motivo veniva comminata n. 1 sanzione amministrativa fino a 15.000,00 in violazione dell’art. 5 e 15 del Regolamento Regionale della Regione Puglia n. 26/2013.
- Personale del Nucleo N.O.P.A. della Guardia Costiera di Manfredonia congiuntamente ai tecnici del Laboratorio Analisi Guardia Costiera «C.F. (CP) Natale DE GRAZIA» effettuava un’ispezione al depuratore urbano di un Comune della provincia. All’atto del controllo, veniva altresì effettuato un campione istantaneo delle acque di scarico depurate all’uscita del pozzetto fiscale, al fine di verificare se lo stesso rientrasse nei i limiti tabellari fissati dall’autorizzazione in possesso. Le analisi sul campione condotte dallo stesso personale del Laboratorio Analisi Ambientali Guardia Costiera «C.F. (CP) Natale DE GRAZIA», successivamente pervenute al Comando scrivente evidenziavano il superamento tabellare relativamente al parametro «azoto ammoniacale» e, pertanto, si è provveduto a comunicare gli estremi della violazione alla Regione Puglia per le successive adozioni delle misure sanzionatorie ex lege 689/1981.
- A seguito di attività di polizia tese al controllo, nonché contrasto della pesca contra legem, effettuata con periodicità da pescatori abusivi nella zona costiera della Contrada Tor di Lupo del comune di Mattinata (FG), veniva posta l’attenzione su un compendio immobiliare di notevoli dimensioni in fase di costruzione. Successivamente, in data 23.03.2026, il Nucleo N.O.P.A. della Guardia Costiera di Manfredonia, esperiva sopralluogo in presenza della parte e del personale del settore III tecnico – urbanistica ed edilizia – patrimonio del comune di Mattinata (FG), dove si accertava che le opere edificate erano state posate in opera in assenza/difformità dei titoli demaniali, ambientali, edilizi, sismici, paesaggistici e impiantistici. Per quanto sopra su conforme avviso alla Procura della Repubblica di Foggia l’intero compendio immobiliare per un’area complessiva di circa 3.000 mq, veniva posto sotto sequestro preventivo di iniziativa ai sensi dell’art. 321 c.p.p., sequestro poi convalidato dall’A.G, e a deferire il titolare del compendio immobiliare alla stessa A.G.
Di recente, nel Comune di Manfredonia, veniva accertata l’occupazione arbitraria di area demaniale marittima di ben 26.500 mq mediante svariate opere di difficile rimozione in area sottoposta a numerosi vincoli paesaggistici:
• BP – Territori costieri: Territori costieri (300m);
• IBA – Important Bird Area: Promontorio del Gargano e Zone Umide della Capitanata;
• SIC – Siti di Interesse Comunitario: Zone umide della Capitanata;
• UCP – Paesaggi rurali: Parco Agricolo Multifunzionale di Valorizzazione del Cervaro;
• UCP – Siti di rilevanza naturalistica: Zone umide della Capitanata;
• Siti di rilevanza naturalistica: Paludi presso il Golfo di Manfredonia;
• ZPS – Zone di Protezione Speciale: Paludi presso il Golfo di Manfredonia;
Per tale motivo l’area veniva posta sotto sequestro convalidato, poi, dall’autorità giudiziaria.
In provincia della BAT.
Nel mese di Aprile 2026, personale del N.O.P.A. della Capitaneria di porto di Barletta procedeva ad effettuare controlli di natura ambientale presso un cantiere navale della provincia.
A seguito dell’attività ispettiva condotta, si è proceduto al sequestro preventivo di un’area di stoccaggio di circa 1.000 m², all’interno della quale erano depositati circa 1.000 m³ di fanghi derivanti dalla lavorazione del sale, oltre ad ulteriori rifiuti speciali non pericolosi. Sono state inoltre sottoposte a sequestro le condotte di immissione nel corpo recettore e le vasche di decantazione, sulla cui superficie erano presenti ulteriori accumuli di materiale. Si è proceduto, pertanto, al sequestro penale di una superficie complessiva di circa 12.000 m², all’interno della quale erano stoccati circa 20.000 m³ di fanghi di lavorazione del sale, unitamente ad altri rifiuti speciali non pericolosi. Al termine degli accertamenti, n. 3 soggetti venivano deferiti all’ autorità giudiziaria per violazioni alle disposizioni del Testo Unico dell’Ambiente.
In provincia di Bari
personale militare provvedeva a sottoporre a ispezione impresa effettuante zincatura che da un preliminare controllo documentale risultava priva di autorizzazione allo scarico. A seguito di accertamento in loco veniva verificato che l’impresa smaltiva i propri reflui quali rifiuti liquidi, che venivano immessi nel sottosuolo attraverso un foro effettuato nel terreno all’interno del capannone. Lo scarico veniva posto sotto sequestro
Si è deferito, alla locale Autorità Giudiziaria, un soggetto quale titolare di un cantiere navale in quanto si è accertato che presso l’area in uso allo stesso insisteva un deposito incontrollato di diversi rifiuti speciali (rifiuti plastici di vario tipo, rifiuti legnosi, rifiuti metallici, carcasse di natanti da diporto, bidoni, pneumatici, tubazioni, ecc.). Infine, considerato l’ingente quantitativo di rifiuti e che la libera disponibilità dell’area avrebbe verosimilmente consentito la reiterazione del reato nonché l’aggravamento delle condizioni ambientali del sito, si è proceduto (d’iniziativa) ad effettuare il Sequestro Preventivo senza facoltà d’uso di tutta l’area che si estende per circa 8700 metri quadri.
In provincia di Brindisi
Nel mese di Aprile personale dipendente, congiuntamente a personale dei servizi veterinari asl di Brindisi, hanno proceduto ad ispezionare un esercizio commerciale operante nel campo della ristorazione.
Durante i controlli effettuati e’ emersa la presenza di un impianto abusivo di captazione e utilizzo di acqua marina per fini alimentari in violazione dell’ordinanza della Regione Puglia n. 532 del 22.10.1994 “che vieta il rinfresco dei prodotti ittici mediante l’uso dell’acqua marina, e a tal fine vieta l’approvvigionamento e l’utilizzo dell’acqua di mare”.
Tramite una pompa elettrica, l’acqua marina veniva convogliata a tre lavandini esterni, un bancone di lavorazione e un lavandino interno. L’acqua di mare veniva utilizzata per il lavaggio e la rifinitura di prodotti ittici.
Le acque derivanti dalla lavorazione del prodotto ittico non venivano smaltite correttamente, ma immesse direttamente in mare attraverso un sistema di collettamento interrato nascosto in un muretto a secco.
Veniva pertanto posto in sequestro l’intero impianto di captazione e le aree di lavorazione dei prodotti ittici.
Si procedeva, in via amministrativa, al blocco ufficiale, ai sensi del reg. Ue 625/17 art. 138 comma 2 lettera g., di tutto il prodotto ittico oggetto di lavaggio e rifinitura, con contestuale smaltimento dello stesso.
L’amministratore della societa’ e’ stato deferito all’autorità’ giudiziaria.
In provincia di Lecce
All’interno di un’area commerciale privata, utilizzata come deposito di materiale edile, veniva accertata la realizzazione di una discarica abusiva costituita da rifiuti di natura edile (piastrelle, sanitari, mattoni, pietrame da manutenzione, conci di tufo, etc.), quindi rifiuti speciali, occupanti una superfice di mq. 150 per un volume di circa 300 mc. L’area interessata è stata sottoposta a sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p.convalidato dal GIP .
In provincia di Taranto
La Capitaneria di porto di Taranto ha provveduto al sequestro di un’area adiacente la recinzione portuale, risultata priva di un efficiente sistema di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia, in violazione della normativa ambientale vigente.
L’area in questione (500 metri quadri circa) era destinata allo svolgimento di attività economiche di parcheggio automezzi, officina meccanica e autolavaggio. L’anomalia è stata rilevata a seguito di copiose precipitazioni atmosferiche, quando sono stati avvistati tubi volanti che riversavano le acque non trattate del relativo piazzale direttamente all’interno del sedime portuale. Il responsabile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
SI EVIDENZIA CHE , IN RELAZIONE A TUTTE LE DENUNCE SOPRA RIPORTATE, PER FATTI IN IPOTESI PENALMENTE RILEVANTI, VIGE LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA, FINO AD EVENTUALE CONDANNA DEFINITIVA CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO, DELLE PERSONE OGGETTO DI DEFERIMENTO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA.

