Bari – CINQUANT’ANNI DI ATTIVITÀ E RITORNO AL BARATTO PER TERSAN PUGLIA

A REGIME IL PROGETTO “DALLA COMUNITÀ ALLA TERRA, DALLA TERRA ALLA COMUNITÀ”: IL BIOFERTILIZZANTE PRODOTTO È SCAMBIATO CON FRUTTA E VERDURA PER I PROPRI DIPENDENTI

Bari, 30 maggio 2024 – Tersan Puglia spa, azienda di Modugno attiva nel compostaggio dei rifiuti organici per la produzione di biofertilizzante e biometano, compie cinquant’anni e, dopo un anno di prova, mette a regime il suo progetto fondato sul baratto “Dalla comunità alla terra, dalla terra alla comunità”. L’iniziativa prevede lo scambio di Bio Vegetal – il biofertilizzante organico realizzato nell’impianto aziendale – con i prodotti ottenuti dalle terre di MESA (azienda agricola di Putignano), fertilizzate proprio con l’ammendante di Tersan. Dall’inizio del progetto (circa un anno fa) Tersan ha fornito 28 tonnellate di fertilizzante Bio Vegetal a MESA, ricevendo in cambio oltre 1.600 chili di frutta e verdura di stagione distribuiti gratuitamente, ogni trimestre, a tutta la comunità aziendale. Il progetto – avviato durante il percorso di Tersan per ottenere la recente certificazione internazionale ‘B Corp’ (prima azienda in Europa nel settore del compostaggio) – mira a diffondere tra i dipendenti la cultura di una corretta alimentazione e si inserisce tra le attività di welfare aziendale, destinando alle risorse umane un benefit derivante dal loro stesso lavoro.

“Abbiamo legato questo importante momento della nostra storia all’iniziativa sul baratto – dichiara Leonardo Delle Foglie, amministratore delegato di Tersan Puglia – perché rappresenta concretamente il nostro impegno sul tema dell’economia circolare, centrale nella nostra visione. Siamo arrivati a mezzo secolo di vita al termine di un percorso lungo e faticoso, durante il quale abbiamo affrontato con tenacia le molte difficoltà sorte per via di un’attività innovativa in un settore sensibile come quello dei rifiuti. Per questo risultato ringrazio tutti i collaboratori che hanno creduto nella nostra famiglia, anche nei momenti più complicati”.

Una storia lunga, e in alcuni periodi complessa, quella di Tersan Puglia, nata nel maggio del 1974 dall’intuizione del suo fondatore, Silvestro Delle Foglie: trasformare i rifiuti organici in un fertilizzante naturale prezioso per l’agricoltura, in un periodo ancora poco attento alle tematiche ambientali e in cui il recupero dei rifiuti organici non era incentivato ma avversato. Tuttavia, in controtendenza rispetto a un mercato dominato da prodotti chimici, Tersan riuscì a muovere i primi passi nel recupero e nella valorizzazione dei rifiuti compostabili: sono, comunque, stati necessari vent’anni di ricerche, analisi e approfondimenti affinché venisse riconosciuto e apprezzato il valore agronomico ambientale del suo Bio Vegetal, il primo biofertilizzante certificato Bioagricert in Puglia con microrganismi vivi in grado di rivitalizzare i suoli agricoli.

“Ricerca, innovazione e perseveranza – aggiunge il presidente dell’azienda Silvestro Delle Foglie – sono state la chiave di volta che ci hanno permesso di costruire un modello di business alimentato dai principi di circolarità e sviluppo sostenibile. Siamo orgogliosi del percorso fin qui svolto e guardiamo al futuro con fiducia, consapevoli che progetti nel settore del compostaggio sono finalmente percepiti come anello imprescindibile e virtuoso nel ciclo di vita dei rifiuti”.

Con un fatturato che supera i 20 milioni di euro, oltre 60 dipendenti e più di 350 aziende clienti del comparto agricolo e alimentare che utilizzano Bio Vegetal per le loro colture, oggi Tersan dispone di uno dei più moderni impianti di compostaggio nel sud Italia al quale conferiscono la propria frazione organica 36 comuni pugliesi. Impresa che focalizza il proprio business sul paradigma dell’economia circolare, Tersan ha di recente ottenuto la prestigiosa certificazione internazionale ‘B Corp’ (prima in Europa nel settore del compostaggio), che valuta le performance aziendali in termini sociali, ambientali e di trasparenza: quella di Modugno è stata riconosciuta come impresa ‘rigenerativa’, cioè che nello svolgimento delle proprie attività restituisce al pianeta e ai propri stakeholder più valore economico, sociale e ambientale di quanto ne assorba.