
“BAROCCO FESTIVAL”, NAPOLI E VENEZIA SI INCONTRANO A LECCE
Due capitali musicali, due scuole, una stagione nella quale sacro e profano si osservano da vicino e spesso parlano la stessa lingua. Il “Barocco Festival Leonardo Leo”, con la direzione artistica diCosimo Prontera, tornagiovedì 1 ottobrealleore 20.30aLecce, nellaChiesa di Sant’Anna, con “Cerva dell’Aurora. Napoli e Venezia,due capitali della musica sacra”. Un percorso tra la fine delSeicentoe i primi decenni delSettecento, quando la scrittura vocale dialoga con quella strumentale, la liturgia assorbe nuove esigenze espressive e il teatro lascia tracce profonde anche fuori dalla scena.L’ingresso è libero.Info T. 347 060 4118.

Protagonista l’Ensemble Salomone Rossi, diretto al violino daLydia Cevidalli, con il mezzosopranoMarta Fumagalli. Il programma mette in relazioneFrancesco Gasparini,Evaristo Felice Dall’Abaco,Benedetto Marcello,Nicolò Porpora,Alessandro ScarlattieGaetano Veneziano, componendo un quadro nel quale voce, archi e tastiera mostrano diverse declinazioni della musica italiana traBaroccomaturo e nuove sensibilità settecentesche.
TraNapoli e Veneziala musica si sviluppa dentro ambienti diversi ma comunicanti. Chiese, cappelle, teatri e dimore private alimentano una produzione nella quale le forme circolano e si trasformano. La cantata da camera diventa uno degli spazi privilegiati per mettere in rapporto testo poetico e musica: la voce segue gli affetti delle parole, mentre basso continuo e strumenti ne amplificano tensioni, pause e contrasti.
Nello stesso periodo lamusica sacraconserva il legame con la tradizione contrappuntistica, ma cerca maggiore chiarezza e una diversa intensità espressiva. La scrittura religiosa non resta estranea alle trasformazioni che attraversano il teatro e la musica profana: assorbe cantabilità, varietà formale e attenzione alla parola. Il confine fra mondi in apparenza distinti diventa così sfumato e restituisce una stagione musicale nella quale devozione e teatralità convivono nella stessa pagina.
Anche la musica strumentale partecipa a questo movimento: lasonata per due violini e basso continuodiventa un terreno di confronto tra le parti, alterna movimenti lenti e veloci e sviluppa una conversazione sempre più serrata fra gli strumenti. L’eredità diCorelliresta una pietra angolare, ma la scrittura diventa più virtuosa e cantabile.
Gasparini,Marcello,Porpora,ScarlattieVenezianocostruiscono diversamente il rapporto tra parola, affetto e scrittura, mentreDall’Abacoporta nel programma la vitalità della sonata strumentale: forme si spostano da una città all’altra e trovano ogni volta nuovi equilibri. ConAlessandro Scarlattianche la tastiera entra nel discorso musicale. La scrittura lascia spazio all’invenzione, ma si misura anche con forme più rigorose, come la fuga. Altro segno di un linguaggio che cambia senza rompere con ciò che lo ha preceduto.
ALecce, nellaChiesa di Sant’Anna, ilFestivaltorna così a mettere in contatto città e repertori.NapolieVeneziaarrivano nello stesso spazio attraverso voci e strumenti, mostrando come la musica sacra del tempo assorbisse linguaggi e trasformasse continuamente il rapporto tra parola e suono. Due capitali distanti diventano, per una sera, parti della stessa geografia musicale.
Lecce – Giovedì 1 ottobre,ore 20.30
Chiesa di Sant’Anna
CERVA DELL’AURORA
Napoli e Venezia, due capitali della musica sacra
Marta Fumagalli, mezzosoprano
ENSEMBLE SALOMONE ROSSI
Lydia Cevidalli,direzione e violino
Matilde Tosetti,violino
Alessandra Giovannoli,violoncello
Fabio Longo,contrabbasso
Giovanni Togni,clavicembalo

