“Dite Inferno” – Il 15, 16 e 17 gennaio nel centro storico di Giovinazzo riecheggiano i versi dell’Inferno dantesco con lo spettacolo teatrale “en plein air” diretto da Pietro Naglieri

DITE INFERNO

In uno degli scenari più suggestivi del Nord barese – il centro storico di Giovinazzo – va in scena uno spettacolo unico nel suo genere, giunto alla quarta edizione. I versi e gli archetipi dell’Inferno dantesco riecheggiano nelle voci e nei gesti degli attori della compagnia «Schegge di cotone», con la direzione artistica di Gianpaolo Sinesi, la regia di Pietro Naglieri e la produzione dell’associazione «Chiamata di scena».

Giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 gennaio 2025

(spettacolo in tre turni: alle 18 – 19,30 – 21)

Giovinazzo

(raduno trenta minuti prima di ogni set, all’imbocco di via San Lorenzo, nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II)

Un attraversamento notturno, denso di parole antiche e visioni contemporanee, nel cuore di uno dei borghi più suggestivi della Puglia. È questo il cuore di«Dite Inferno», spettacolo teatrale che conduce il pubblico in un viaggio evocativo nell’oltretomba dantesco, facendo risuonare i versi più potenti dellaDivina Commediadi Dante Alighieri tra i vicoli, le piazze e le mura del centro storico di Giovinazzo, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico a cielo aperto. Un’esperienza immersiva in cui mito, letteratura e modernità si intrecciano grazie a un impianto scenico pensato appositamente per dialogare con il tessuto urbano e con la sua memoria.

Giunto alla quarta edizione,«Dite Inferno»è uno spettacolo itinerante della compagnia “Schegge di Cotone”, con laregia di Pietro Naglieri e la direzione artistica di Gianpaolo Sinesi, realizzato con il sostegno del Comune di Giovinazzo, il patrocinio della Regione Puglia e di Puglia Culture e prodotto dall’associazione “Chiamata di scena”. La rappresentazione, della durata di circa 60 minuti, andrà in scenagiovedì 15 gennaio(repliche riservata ai residenti di Giovinazzo, con biglietti disponibili all’infopoint di Piazza Umberto I),venerdì 16esabato 17 gennaio, ponendosi come ideale prologo ai tradizionaliFuochi di Sant’Antonio Abate, in programmadomenica 18 gennaio, e candidandosi a diventare nel tempo una pièce fortemente identitaria del luogo.

Lo spettacolo prevede la formazione di gruppi di170 spettatori per replica, con punto di incontro e partenza fissato all’imbocco divia San Lorenzo, nei pressi diPiazza Vittorio Emanuele II. Per tutte le serate sono previstitre turni, alle18,19.30e21, con raduno del pubblico trenta minuti prima dell’inizio di ciascun percorso. I biglietti per le giornate del 16 e 17 gennaio, al costo unico di8 euro, sono disponibili sul circuitovivaticvket.it(infotel340.253.83.69).

Cuore pulsante della messinscena è un cast ampio e articolato, chiamato a dare corpo e voce alle grandi figure dell’Inferno dantesco.Roberto Negriveste i panni di Dante, accompagnato dal Virgilio diVincenzo Schirru, mentreNicolas Joosincarna Caronte.Rossana Cannone e Gianni Saracinosono Francesca e Paolo,Giuseppe Ciciriellointerpreta Pier delle Vigne eSaba Salveminipresta voce e presenza a Ulisse. A completare il quadro infernale,Giordano Cozzoliè il Demone Caprone eCarla De Girolamoil Demone Arpìa, affiancati dai “dannati” interpretati daPietro Favia, Annamaria Gambino ed Ester Latronico. La macchina scenica è sostenuta dalla direzione tecnica diPuglia Technologycurata da Andrea Errico, con i videomapping di Simone Sinesi, i costumi firmati da Rosa Lorusso e il trucco di Laura Cacciapaglia, in un impianto visivo che amplifica la forza evocativa dei luoghi.

Poesia, teatro e musica si fondono così in uno degli eventi più rilevanti del suo genere nel Nord Barese. I versi dell’Inferno caricano di tensione emotiva l’azione scenica, mentre le antiche mura di Giovinazzo smettono di essere semplice sfondo per diventare parte viva della narrazione, palcoscenico naturale e complice di un racconto che mette il pubblico a diretto contatto con archetipi e personaggi dell’immaginario poetico.

Il titolo stesso racchiude il senso profondo dell’operazione:Dite, dal latinoDis-Ditis, è il nome della divinità che presiedeva all’Averno, ma è anche la città infernale descritta da Dante, difesa da Medusa e dalle Erinni. Allo stesso tempo,Diteè un’esortazione, un monito: pronunciare quella parola significa accettare l’invito a entrare, a guardare l’orrore, riconoscendo come esso non appartenga soltanto alla letteratura, ma continui a interrogare il presente.