
È stato presentato presso il Circolo Unione di Lucera il progetto sperimentale che lega l’Embodimetria alla ginnastica ritmica, nato dalla sinergia tra Asd Ginnastica Luceria e il dottor Andrea Chellini. L’incontro ha sancito l’avvio ufficiale di una ricerca pionieristica nel Mezzogiorno, volta a ottimizzare le performance delle atlete attraverso il monitoraggio dei dati fisiologici e degli stati emotivi.
LUCERA (FG) – L’Asd Ginnastica Luceria è entrata in una nuova era della sua storia lunga oltre 40 anni, caratterizzati da successi e soddisfazioni di carattere sportivo, perché da questa stagione agonistica ha aggiunto attività che riguardano anche gli aspetti mentali delle atlete. Il via ufficiale è stato sancito giovedì scorso con la presentazione dello studio scientifico che si propone di misurare la correlazione tra azioni ed emozioni, ottimizzando quindi l’approccio psicologico così da migliorare la prestazione in pedana. A condurre le operazioni, per la prima volta nel sud Italia, è il dottor Andrea Chellini, psicofisiologo di fama internazionale che avvierà una serie di esperimenti, in collaborazione con Nicola Gerbi e Alessandro De Paolis, co-fondatore della sede di Lucera dello Studio Myo Emotion.
Chellini, con un passato nel pattinaggio artistico, disciplina che ha con la ginnastica ritmica molti elementi in comune, vuole continuare a dimostrare che esiste un collegamento diretto tra le espressioni facciali e lo spazio prossemico (cioè l’utilizzo e la fissazione delle proprie distanze a livello di comunicazione) nell’influenza della pura performance, divenendo parametro e fattore di perfezionamento, visto che la ritmica ha la componente espressiva come oggetto di valutazione tecnica, quasi una finestra sullo stato emotivo della singola atleta che quindi può essere gestito e migliorato.
Chellini è un’autorità del settore, collabora con esponenti del livello accademico anche americano, e da sempre è focalizzato sul rapporto tra mente, corpo e ambiente circostante. È l’ideatore della Embodimetria, cioè un test appositamente creato proprio per analizzare le correlazioni tra i tre elementi, e per valutare con precisione come si intersecano materialmente tra loro, consapevole del fatto che ciò che avviene nel corpo a livello biologico è l’esito di ciò che accade a livello fisiologico. Dalla sua attività, vengono fuori anzitutto le conferme che una prestazione effettuata con una buona predisposizione mentale sarà sicuramente migliore di un’altra affrontata con maggiore riluttanza, quindi compromettendone la qualità. Chellini ritiene che di questo si possano fare misurazioni scientifiche, e si possono applicare a praticamente tutte le discipline.
“Quando un bambino è felice quasi certamente è anche vincente – spiega Chellini – e questa correlazione deve essere un obiettivo chiaro e stabilito in sede di programmazione societaria. E quindi a Lucera vogliamo sperimentare come lo stato emotivo e la relativa espressione facciale possano influire sulla prestazione. Ormai è assodato che non ci possono essere benessere o malessere della mente distaccati dal corpo, e tutto questo si può misurare secondo il nostro modello scientifico”.
“Migliorare la qualità dell’esercizio attraverso elementi anche psicologici è una cosa che ovviamente ci interessa molto – aggiunge Maria Antonietta de Sio, direttrice tecnica della Ginnastica Luceria – e quindi abbiamo coniugato questa intenzione alla possibilità di avere proprio su Lucera un terminale tecnico e scientifico del network di Chellini, attraverso lo Studio Myo. Naturalmente si tratta di un approccio che le nostre giovani e giovanissime possono considerare anche per la loro vita di tutti i giorni, perché alla fine la felicità va manifestata in tutti gli ambiti, con relativi benefici quotidiani”.
“Certe attività ormai devono essere basate sui dati e sulle effettive misurazioni – conclude De Paolis – e non più svolte in maniera empirica. Grazie al sistema ideato da Chellini e a tutti gli esperti che ci collaborano, ora abbiamo la possibilità di farlo concretamente attraverso veri e propri sensori che rilevano lo stato del sistema nervoso mediante il monitoraggio dei battiti cardiaci. L’incrocio di questi e altri parametri ci permette di comprendere se l’atleta è connesso con l’ambiente circostante ed è predisposto in quel momento all’apprendimento. Solo così riusciamo a capire come, dove e quando intervenire per riequilibrare il suo stato personale”.

