
È disponibile da oggi su YouTube Sakura, il nuovo video-clip della pianista e compositrice palermitana Valentina Casesa: un brano per pianoforte e coro che rende omaggio alla cultura giapponese attraverso un linguaggio musicale raffinato, evocativo e profondamente contemporaneo. Il brano è pubblicato dalla casa editrice JK Mertz Edition e sarà distribuito digitalmente dall’etichetta discografica Classical Music 3.0 a partire dal 24 aprile.
Ispirato al fiore di ciliegio – simbolo universale della bellezza effimera, della rinascita primaverile e della contemplazione della natura – Sakura si sviluppa come un dialogo delicato tra pianoforte e voci corali. La scrittura pianistica, fluida e intima, si intreccia con le tessiture vocali dando vita a un equilibrio sonoro sospeso, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un paesaggio musicale rarefatto e suggestivo.
Il brano si distingue per una particolare attenzione al colore timbrico e alla dimensione spaziale del suono: il pianoforte non assume solo un ruolo solistico, ma si pone come nucleo generativo di un tessuto sonoro che si espande e si trasforma attraverso l’intervento del coro. Le voci, trattate come materia sonora oltre che espressiva, ampliano la gamma percettiva dell’ascoltatore, contribuendo a creare un’esperienza immersiva e fortemente evocativa.
Il progetto si inserisce nel percorso artistico di Casesa, da tempo orientato verso un dialogo tra Occidente e Oriente. Nei suoi lavori precedenti – tra cui l’album KI (2018, Almendra Music) – la compositrice ha affiancato proprie composizioni a musiche del compositore giapponese Tōru Takemitsu, includendo brani come Clouds, Breeze e Romance. In questo contesto, la sua ricerca si concentra sull’incontro tra diverse sensibilità musicali e su una scrittura attenta alla qualità del suono e alla costruzione di atmosfere.
Con Sakura, questo percorso si arricchisce di una nuova dimensione visiva: il video-clip amplia l’esperienza musicale e rafforza il legame tra suono e immagine, offrendo una chiave di lettura ulteriore del brano. L’elemento visivo non si limita ad accompagnare la musica, ma contribuisce a definirne l’immaginario, valorizzando l’aspetto della multimedialità e del dialogo tra musica e immagini, e aprendo la strada a modalità di comunicazione più contemporanee e trasversali. Il lavoro si colloca nel solco della produzione contemporanea che guarda al dialogo interculturale come spazio di ricerca e di sintesi, confermando la coerenza del percorso artistico di Valentina Casesa e la sua attenzione verso una scrittura musicale capace di coniugare profondità espressiva e accessibilità percettiva

Biografia Valentina Casesa
“La musica di Valentina Casesa è un’esperienza che suscita profonde emozioni e immagini, grazie a una ricerca sul colore strumentale sempre ben equilibrata e spesso sorprendente.” — Artewiva
“Un linguaggio che cattura l’interesse del Modern Classical, ma con un rigore compositivo e una complessità strutturale che lo collocano stabilmente nell’ambito della musica colta contemporanea.” — Critica Contemporanea
L’arte di Valentina Casesa rappresenta un raro punto di convergenza tra il rigore della tradizione classica e una visione compositiva contemporanea, definita da un lirismo profondo e narrativo. Attualmente docente di ruolo presso il Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo, la sua maturità creativa affonda le radici in un percorso pedagogico d’eccellenza, avendo perfezionato la sua arte con leggende come Charles Rosen e Joaquín Achucarro per il pianoforte, e Barbara Rettagliati e Marco Betta per la composizione. Dopo aver conseguito il diploma in Pianoforte con lode e le lauree in Direzione di Coro e Composizione (quest’ultima con lode e menzione), ha arricchito il suo profilo con il Diploma di Merito all’International Chamber Music Academy di Duino, la laurea in Maestro Accompagnatore per la Danza e un Master in Tecnologie Informatiche applicate alla Musica. Questa solida base accademica modella uno stile che, pur nascendo dal pianoforte, ha trovato nella chitarra un nuovo, viscerale centro nevralgico, traducendo la densità polifonica della tastiera nella risonanza vibrante ed elementare delle corde.
Il prestigio internazionale di Casesa è sancito da commissioni di alto profilo per istituzioni di fama mondiale. Già nel 2013 debutta alle Orestiadi di Gibellina con l’opera da camera Con un soffio di vento, di cui firma anche il libretto, mentre nel 2015 la sua composizione Perceptions riceve il plauso di Sofia Gubaidulina al Teatro Massimo di Palermo. La sua musica ha raggiunto platee vastissime, dal British Museum di Londra con il brano Fìmmina fino a Piazza Maggiore a Bologna, dove l’opera Aspettando Violetta è stata trasmessa globalmente dalla Rai. Nel 2024, il suo dialogo con la tradizione ha raggiunto una nuova pietra miliare con l’orchestrazione delle opere di Amy Beach per il soprano Fiorenza Cedolins, eseguite a Udine e all’Università di Salisburgo, insieme a un importante Oratorio commissionato dal Teatro Massimo di Palermo. È proprio questa capacità unica di spaziare dalla grandezza sinfonica all’intimità cameristica ad aver attirato l’elogio della critica e di grandi interpreti del panorama contemporaneo.
Cofondatrice del Trio Arté, con cui calca da anni i palchi internazionali, Valentina Casesa affianca l’attività concertistica a una produzione discografica in continua evoluzione. Dal debutto pianistico con Orĭor (2016) all’album KI (2018), dove il pianoforte dialoga con echi di elettronica, fino a Riflessi sonori (2020), la sua ricerca si è progressivamente estesa alla chitarra. In questo ambito, lo strumento diventa il battito cardiaco di dialoghi visionari, trattando ogni nota come un nucleo energetico che crea paesaggi sonori onirici. Sia attraverso dialoghi d’avanguardia con flauto e voce, sia in ampie pagine sinfoniche, la sua musica rimane un’esperienza profondamente evocativa — un’esplorazione timbrica deliberata che consolida il suo legame decennale con lo strumento a sei corde, trasmettendo un messaggio autenticamente universale.

