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BARI – EurOrchestra – Mercoledì 10 giugno, nella Biblioteca Nazionale, il concerto del pianista Carlo Angione, con musiche di Schumann e Chopin

«Poesia del pianoforte»
L’EurOrchestra prosegue il suo cartellone musicale 2026 in biblioteca, per celebrare il connubio tra arte musicale dal vivo, memoria e cultura storica. Protagonista del recital solistico è il pianista Carlo Angione, con brani di Robert Schumann e Fryderyk Chopin

Mercoledì 10 giugno, alle 17, prosegue il cartellone musicale dei «Concerti in Biblioteca» 2026 dell’EurOrchestra, con la direzione artistica dei maestri Francesco Lentini e Angela Montemurro: la stagione musicale è organizzata in sinergia con la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti di Bari, per celebrare il connubio tra arte musicale dal vivo, memoria e cultura storica. Nell’Auditorium della Biblioteca (sede di tutti gli appuntamenti, ad ingresso libero, in via Pietro Oreste 45) va in scena il concerto «Poesia del pianoforte», con protagonista il pianista Carlo Angione, giovane docente del Conservatorio di Foggia, uno degli artisti più raffinati dell’ultima generazione della scuola pianistica pugliese.
Il concerto accompagnerà il pubblico dentro la dimensione poetica di Robert Schumann e Fryderyk Chopin, entrambi nati nel 1810 e accomunati da una sensibilità artistica segnata da inquietudine, tensione interiore e continua ricerca espressiva. Due figure che trasformarono la sofferenza personale in una delle più alte forme di lirismo musicale dell’Ottocento, nutrendo reciprocamente profonda stima e ammirazione.
Il programma si aprirà con i «Blumenstück» («Pezzi dei fiori») op. 19 di Schumann, composti nel 1839: una successione di miniature pianistiche collegate da richiami tematici e atmosferici, quasi un mazzo di fiori musicali offerto idealmente allo scrittore Jean Paul, autore amatissimo dal compositore tedesco. Pagine intime e mobili, sospese tra fantasia narrativa, malinconia e improvvisi slanci visionari.
Di Chopin saranno invece eseguite la Mazurka op. 24 n. 2 e la Mazurka op. 41 n. 2, nelle quali il compositore polacco trasfigura la danza popolare nazionale in un linguaggio raffinato, ricco di sfumature armoniche, rubati e inquietudini poetiche. Le mazurche rappresentano infatti uno dei luoghi più profondi dell’identità chopiniana: musica della memoria, della nostalgia e della lontananza.
Fulcro del concerto sarà la celebre Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35, composta tra il 1837 e il 1839, autentico monumento della letteratura pianistica romantica. La struttura dell’opera attraversa tensione drammatica, virtuosismo e visionarietà: dal poderoso «Grave – Doppio movimento» iniziale allo «Scherzo» incalzante, fino alla celeberrima «Marcia funebre», diventata una delle pagine più iconiche dell’intera storia della musica occidentale. Il finale «Presto», enigmatico e spettrale, dissolve ogni riferimento melodico in una corsa febbrile e quasi astratta, anticipando sorprendentemente sensibilità musicali del Novecento.
Carlo Angione, diplomato giovanissimo con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore al Conservatorio «Niccolò Piccinni» di Bari sotto la guida di Angela Montemurro, si è perfezionato con maestri come Aldo Ciccolini ed Emanuele Arciuli, studiando inoltre alla Scuola di Musica di Fiesole e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibito in importanti sedi europee come il Teatro Bibiena di Mantova, il Mozarteum di Salisburgo, la Pinacoteca di Brera e il Teatro Petruzzelli di Bari, collaborando con orchestre quali l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra da Camera di Mantova e la Filarmonica di Bacau.
Informazioni su eurorchestra.it, 328.447.55.14.

