
Doppio appuntamento a Bari e Andria venerdì 6 e sabato 7 novembre
Scarlatti ritrovato: la musica antica
torna a suonare con «Anima Mea»
L’ensemble Dolci Accenti restituisce all’ascolto due tesori barocchi
Una partitura ritrovata non è ancora musica: occorre ricostruirne le parti, comprenderne il linguaggio e restituirla all’ascolto. È il lavoro che ispira«Scarlatti 300», progetto dedicato adAlessandro Scarlattinel trecentesimo anniversario della morte. Il programma viene presentato per il festival internazionale di musica anticaAnima Mea, diretto daGioacchino De Padova,venerdì 6 novembre alle 20.30 nella chiesa di Santa Scolastica al Porto, a Bari, esabato 7 novembre, alla stessa ora, nella chiesa di Sant’Anna ad Andria. Il progetto intreccia ricerca musicologica e interpretazione, riportando alla luce pagine rare del repertorio barocco, grazie all’incontro tra l’ensembleDolci AccentieHof-Musici, conOndrej Macekdirettore di una formazione comprendente il sopranoKamila Zbořilova, il mezzosopranoDaniela Čermakovae gli strumentistiDaniela Cernutoalla viola da gamba eCalogero Sportatoalla tiorba, arciliuto e chitarra barocca. Un progetto sostenuto daMinistero della CulturadelleRepubblica Ceca.
Compositore tra i più importanti del Barocco italiano, Scarlatti (1660-1725) fu protagonista della vita musicale tra Roma e Napoli e contribuì in modo decisivo allo sviluppo dell’opera e della cantata, distinguendosi per l’eleganza della scrittura vocale, la ricchezza espressiva e la raffinatezza del linguaggio armonico. La sua produzione, vastissima, comprende opere teatrali, oratori, cantate e musica sacra, ed è un riferimento fondamentale per comprendere l’evoluzione della musica italiana tra Seicento e Settecento. E nel corso della serata si potranno ascoltare due pagine di Scarlatti tornate a vivere grazie al lavoro appassionato di Macek e dei musicisti coinvolti. Si tratta delle cantate «Lidio a Clori» e «Doralbo e Niso», accostate alle cantate per voce sola «Brevità dell’inquita vita» di Cristoforo Caresana (1640-1709) e «Gionto il fatal dì» di Francesco Provenzale (1632-1704), per un itinerario tra differenti forme espressive della vocalità barocca, in grado di restituire al pubblico la ricchezza di un patrimonio musicale sottratto per lungo tempo alla scena concertistica. La cantata, genere nel quale Scarlatti raggiunse risultati di particolare raffinatezza, diventa così uno spazio privilegiato per apprezzare il rapporto tra parola e musica, l’intensità degli affetti e la varietà delle soluzioni compositive.
Con «Scarlatti 300» Anima Mea conferma, dunque, la propria vocazione a trasformare la ricerca storica in esperienza musicale viva, riportando nel presente composizioni che meritano di essere nuovamente ascoltate. E lo fa con un ensemble che, sempre nell’ambito del progetto «Scarlatti 300», ha recuperato la magnifica «Messa in Canone a Cinque Parti», restituita per la prima volta in epoca moderna dentro un percorso legato alle ricerche avviate lo scorso anno con la ricostruzione di un «Vespro della Beata Vergine» attraverso manoscritti rinvenuti in biblioteche italiane e tedesche. Un lavoro che testimonia come la riscoperta del repertorio antico non sia soltanto un’operazione filologica, ma un’occasione per rinnovare l’ascolto e restituire attualità a capolavori rimasti a lungo lontani dalle sale da concerto.
La diciottesima edizione di Anima Mea è organizzata dall’associazione L’Amoroso con i contributi delMinistero della Cultura, dellaRegione Pugliae deiComuni di Bari,Palo del ColleeSannicandro di Bari, il sostegno dellaCamera di Commercio di Barie dellaFondazione Pugliae il patrocinio diRai Radio 3.
Info lamoroso.it/anima-mea – prenotazioni 353.4130148. Abbonamenti e biglietti in vendita su postoriservato.it.

