LA DEVASTAZIONE DEL “CENTRO FORNACI” AD ANDRIA, UN GRAVISSIMO ATTO DI VIOLENZA SOCIALE.

CHI AVREBBE DOVUTO PROTEGGERE QUELLA STRUTTURA? LA RISPOSTA DAL COMITATO PER L’ORDINE E LA SICUREZZA DELLA PREFETTURA DA “IO CI SONO!” SCRIVONO A QUESTORE E PREFETTO PER LE VERIFICHE NECESSARIE E DOVUTE

Il gravissimo atto di vandalismo e distruzione consumatosi ad Andria nei confronti del Centro di Aggregazione Fornaci, già pronto per la fruizione da parte dei cittadini della città federiciana, non resta senza reazioni ed alla comprensibile esternazione della Sindaca avv.

Giovanna Bruno, segue immediatamente quella del Presidente dell’Associazione di Impegno Civico “Io Ci Sono!”, regolarmente iscritta all’Albo comunale delle Associazioni, l’attivista sociale Savino Montaruli che aggiunge: “comprendo la delusione e la rabbia della sindaca e, nel contempo, ritengo quanto mai urgente e necessario che venga fatta chiarezza su quali misure di prevenzione, di controllo e di vigilanza attiva e passiva, siano state, se mai fossero mai state previste e poste in essere per salvaguardare quel luogo di così alto valore simbolico, in un quartiere molto sensibile, che peraltro è stato anche il mio quartiere per oltre vent’anni. Quei balordi delinquenti che hanno vandalizzato e distrutto parti della struttura non avrebbero dovuto neppure avere la possibilità di entrarvi, qualora fossero state assunte delle precauzioni appropriate ed adeguate. Abbiamo appreso che il Prefetto della Provincia Barletta Andria Trani, dott.ssa Rossana Riflesso, ha voluto convocare addirittura il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, al Palazzo di Governo a Barletta. Visto che non viene data la possibilità di poter ascoltare dal vero, neppure come auditori rappresentanti della Società Civile, invitiamo S.E. il Prefetto ma anche il Questore nella sua qualità di investigatore, a verificare che tutte le precauzioni di protezione e dissuasione siano state adeguatamente adottate per il Centro Fornaci. Continuiamo ad ascoltare le sollecitazioni affinché gli imprenditori si dotino di telecamere collegate con la Questura per i rapidi interventi che fungano anche da deterrente. Allora ci chiediamo: per il Centro Fornaci devastato c’erano e ci sono telecamere collegate con la Questura? Esiste un impianto di videosorveglianza funzionante? Quali altri accorgimenti sono stati adottati a protezione del luogo e delle attrezzature ed arredi ivi contenuti ed oggi danneggiati? Chi pagherà i danni? Perché a farlo devono essere i cittadini e non coloro che, eventualmente, non abbiano protetto quel luogo? Queste sono le domande e le risposte che il popolo chiede. Queste sono le risposte utili affinché venga evitato, ancora una volta, che questioni così importanti vengano sottovalutate e poi producano gli effetti che conosciamo” – ha concluso amaramente Montaruli il quale ha trasmesso, sotto forma di comunicazione informativa, la presente nota stampa a Prefetto e Questore.