
C’è qualcosa di raro negli spettacoli che riescono a catturare il pubblico sin dai primi istanti e a non lasciarlo più andare. L’arte è la vita, omaggio a Rino Gaetano firmato da Alessandra Pizzi e prodotto da Ergo Sum, andato in scena ieri sera all’AncheCinema di Bari, appartiene senza dubbio a questa categoria. Un viaggio teatrale e musicale che ha saputo restituire non solo la voce del cantautore calabrese, ma soprattutto il suo spirito libero, ironico, inquieto e profondamente umano.


































photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net
Alessio Vassallo, protagonista assoluto della scena, ha offerto una prova di grande maturità artistica. Non ha imitato Gaetano, non ne ha cercato la caricatura: lo ha evocato. Con sensibilità, misura e una sorprendente capacità di modulare emozioni e ritmo, ha trasformato il palco in un luogo di incontro tra memoria e presente. Le sue parole, intrecciate alle canzoni, hanno riportato alla luce le difficoltà di un artista che, in un’Italia spesso sorda e rigida, provava a denunciare il disagio sociale con leggerezza apparente e profondità disarmante.
Accanto a lui, la musica dal vivo di Lorenzo Mancarella ha aggiunto un valore decisivo. Giovane ma già solidissimo, Mancarella ha accompagnato lo spettacolo con arrangiamenti originali, curati e rispettosi, capaci di restituire ogni sfumatura emotiva dei brani più celebri. La sintonia tra i due è stata evidente: voce e strumenti si sono cercati, trovati e sostenuti per tutta la durata della performance.
La mano di Alessandra Pizzi si percepisce in ogni scelta scenica. La regia costruisce un impianto narrativo elegante, mai ridondante, in cui parola e musica dialogano senza sovrastarsi. Non un semplice tributo nostalgico, ma un percorso dentro la coscienza di un artista che ancora oggi ci parla con lucidità sorprendente.
Lo spettacolo non si limita a ripercorrere la biografia di Gaetano: ne esplora il pensiero, le battaglie, l’urgenza poetica e politica. E lo fa con un linguaggio accessibile, coinvolgente, capace di far riflettere senza rinunciare al sorriso. Perché Gaetano era così: un giullare moderno che, con mani basse e tono lieve, metteva a nudo le contraddizioni del Paese.
La platea dell’AncheCinema ha seguito ogni momento con attenzione crescente. Dalle prime note fino all’ultima parola, lo spettacolo ha tenuto tutti sospesi, partecipi, emozionati. Non solo un omaggio, ma un invito: fermarsi ogni tanto, guardarsi intorno, interrogarsi su ciò che accade. Proprio come faceva Rino, con quella sua ironia che non graffia ma scava.
L’arte è la vita non è un semplice spettacolo: è un incontro. Tra passato e presente, tra musica e teatro, tra un artista che non smette di parlarci e due interpreti che hanno saputo restituirne la forza con rispetto e talento. Vassallo e Mancarella sono stati impeccabili, intensi, generosi. Hanno ricordato a tutti che la leggerezza può essere un modo serio di guardare il mondo, e che la poesia – quando è autentica – continua a vivere ben oltre chi l’ha scritta.
Uno spettacolo che Bari ha accolto con calore e che merita di essere visto, rivisto e raccontato.

