
Riproduzioni digitali, prodotti tessili, oggetti di archeologia industriale
Per tutta la durata della mostra sarà esposto al primo piano del castello un telaio
con una dimostrazione pratica della tessitura
La proiezione di AMANDO e CANTANDO di Edoardo Winspeare
Giovedì 4 maggio (ore 17:00) nel Castello Aragonese di Otranto sarà inaugurata la mostra LE ANIME DEL TESSILE – ANTEPRIMA, iniziativa della Fondazione Le Costantine con la Presidente Maria Cristina Rizzo in collaborazione con il Comune di Otranto; un’esposizione che narra le vicende di un progetto di eccellenza artigianale e di felicità pubblica, tramandato per oltre un secolo, e cheanticipa la mostra che si terrà il prossimo anno, sempre a Otranto, nella Torre Matta.
La mostra nasce dal lavoro di ricerca diElena Laurenzi– studiosa dell’opera delle pensatrici del secolo XX e ricercatrice di Storia delle dottrine politiche dell’Università del Salento – in particolare dal suo splendido libro “Fili della trasmissione” dove sono racchiuse le storie deLe Costantineche intrecciano una sapienza antichissima, accuratamente custodita e coltivata, con idee, pratiche e modelli di convivenza civile di grande valore e attualità.
Al 1° piano del Castello Aragonese si potrà ammirare una tessitrice che opera sutelaio; inoltre, saranno fruibili alcuneriproduzioni digitalidei manufatti (che anticipano l’esposizione alla Torre Matta),teche con prodotti tessilieoggetti di archeologia industriale.
La fruizione della mostra sarà accompagnata dalla proiezione diAmando e cantandodiEdoardo Winspeare(Italia, 2021) il film su “Le Costantine”, una Fondazione in cui l’utopia della felicità pubblica è stata realizzata attraverso il lavoro.Amando e cantandoè un omaggio alle donne straordinarie ma anche a coloro che stanno proseguendo il loro progetto facendolo prosperare.
LaFondazione “Le Costantine”è oggi una struttura operativa che coniuga, in ottemperanza con lo statuto voluto da Giulia Starace e Lucia de Viti de Marco, la produzione artigianale, l’agricoltura biodinamica, la formazione e la promozione sociale. Nel laboratorio tessile“Cantando e amando”le maestre artigiane intrecciano fibre naturali con telai tradizionali di legno a quattro licci. La lavorazione avviene secondo i metodi antichi ma c’è sperimentazione nei disegni, nella scelta e nel trattamento dei materiali, nello studio degli artefatti.
Le protagoniste di questa mostra sonocinque donneattive socialmente e politicamente nella prima metà del Novecento.Carolina de Viti de Marco, la cognataHarriet Lathrop Dunham(Etta), le loro figlieLucia e Giulia Starace e Lucia de Viti de Marcosono donne anticonformiste, libere, avanguardiste anche nello stile di vita, impegnate nell’emancipazione e nella libertà femminile, nel benessere e nella cooperazione sociale, nella preservazione della cultura e nella tutela dell’ambiente.
Nel1901Carolina ed Etta de Viti de Marco creano la scuola di merletto di Casamassella con l’obiettivo di offrire una fonte di reddito alle donne salentine e favorirne l’emancipazione. Come nel progetto originario,l’eccellenza dell’impresa si sposa con la promozione sociale, la logica del profitto con il bene pubblico. Le loro iniziative filantropiche si intrecciano con le correnti di pensiero più vivaci della loro epoca: ilfemminismomotiva le loro azioni pubbliche a favore delle donne e anima i loro legami privati; lafilosofia artistica dell’Arts and Craftdà sostanza e spessore al loro interesse per il merletto e per l’artigianato tessile; lapedagogiamontessorianae laterapia steinerianaispirano le loro innovazioni nel campo della cura e dell’educazione; ilriformismo religiosomodernista nutre i loro progetti di una profonda e luminosa vena spirituale.
La mostra “Le anime del tessile – Anteprima” è stata voluta dalla Fondazione “Le Costantine”, realizzata su design di 3seizero di Carlo Contino Circolone con la consulenza scientifica di Antonio Mangia e il coordinamento di Elena Laurenzi. Le immagini della mostra sono state gentilmente concesse da Eileen e Joe Coppola, familiari di Lucia e Giulia Starace.


