Matera, aperte le iscrizioni per il laboratorio sul cuccù che chiude la mostra «Terra. Forma. Suono.»

Sabato 7 e domenica 8 novembre un unico percorso in tre fasi per imparare a modellare il fischietto materano d’argilla, aperto a tutte le età e su prenotazione. Ogni partecipante riceverà il proprio cuccù, cotto e funzionante

Matera, 28 ottobre.La Fondazione Le Monacelle ETS invita a modellare con le proprie mani un cuccù, il tipico fischietto materano in argilla con corpo di gallo e voce di cuculo. Sabato 7 e domenica 8 novembre, negli spazi di Via Riscatto 9/10, il prof. Francesco Niglio conduce un laboratorio aperto a tutte le età, un unico percorso in tre fasi che va dalla storia del fischietto e dalla conoscenza dell’argilla fino alla modellazione e all’assemblaggio dei singoli elementi. Ogni partecipante riceverà poi il proprio cuccù, cotto e funzionante. L’iniziativa chiude «Terra. Forma. Suono.», la mostra dedicata alla famiglia dei maestri artigiani Niglio, prorogata fino all’8 novembre, ultimo giorno del laboratorio. La prenotazione è obbligatoria e valida per l’intero ciclo. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero327.7809921oppure inviare una richiesta scritta di adesione all’indirizzofondazionelemonacelle@gmail.com.

Tre fasi, un solo percorso

Il laboratorio va seguito dall’inizio alla fine, e ogni fascia oraria corrisponde a un momento diverso del lavoro. Sabato 7 novembre, dalle 10 alle 13, si comincia con i cenni storici sul cuccù e con la conoscenza dell’argilla e delle sue proprietà. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, si passa alla manipolazione, modellando uno per uno gli elementi che compongono il fischietto. Domenica 8 novembre, dalle 10 alle 13, gli elementi vengono assemblati e il lavoro arriva alla forma finale. I posti disponibili sono pochi, per questo conviene prenotare per tempo.

«Già il termine “laboratorio” è un invito a riflettere sulla funzione del lavoro manuale, di qualunque lavoro che richieda l’uso delle mani. Ereditare e trasmettere la capacità di dar forma alla materia e farne un oggetto che “suona” è non solo un atto di gratitudine per quanto ci è stato dato, ma una maniera semplice per riappropriarsi del tempo e di se stessi. Questo per cimentarsi e dialogare con la materia informe, per “domarla”, per approdare sul terreno della creatività. Si sperimenterà, lavorando, che si può conservare autonomia scoprendo intanto che si è in possesso di impensabili virtù nella imperante cultura del prodotto tecnologico», afferma ilprof. Francesco Niglio.

il prof. Francesco Niglio

Francesco Niglio e la sua famiglia

Nato nel 1939, per anni professore di Lettere all’Istituto tecnico industriale Pentasuglia di Matera, Francesco Niglio è il più giovane dei fratelli che nel Novecento hanno custodito l’arte del cuccù. La confidenza della famiglia con l’argilla viene dalla fornace in cui per generazioni si produssero i laterizi per l’edificazione dei Sassi, un’attività oggi non più esercitata. Il lavoro si fermava d’inverno, e proprio in quei mesi nacque la produzione dei fischietti, un modo per integrare il reddito di casa. Il mestiere passò di padre in figlio fino a lui e ai fratelli Giuseppe detto Peppino (1923-1988), Tommaso (1927-2019) e Pietro (1930-2021), e nei mesi freddi diventò un’attività corale da cui uscivano pupe, carabinieri, galletti, immagini della Madonna di Picciano, limoni e cestini fioriti. Dopo l’interruzione del secondo dopoguerra, negli anni Settanta la produzione riprese e il cuccù semplice e stagionale lasciò spazio al cuccù d’autore, con Pulcinella, Totò, alberi della vita e animali fantastici, nello stile “fiorito” che ha fatto dei Niglio un riferimento per due generazioni di ceramisti materani. Di quella storia Francesco ha raccolto la memoria, e con il laboratorio la consegna a chi vuole provarla con le proprie mani.

Una mostra che ha incuriosito

Dall’inaugurazione del 4 settembre le sale della Fondazione hanno accolto cittadini materani e molti turisti, arrivati da soli o in gruppo. Per buona parte di loro il cuccù era una scoperta, un piccolo fischietto d’argilla capace di tenere insieme il giocattolo, l’amuleto protettivo della casa e dei bambini e il pegno d’amore tra giovani innamorati. Con il laboratorio quella curiosità passa dallo sguardo alle mani.

Nelle sale anche il carro della Bruna

Proprio in quest’ultimo scorcio di apertura il percorso si arricchisce di altri cuccù e di un capitolo estemporaneo della storia di famiglia. Nel 1956 Giuseppe e Tommaso Niglio realizzarono il carro trionfale in cartapesta per la festa di Maria Santissima della Bruna, patrona di Matera. Ogni 2 luglio il carro porta in processione la statua della Madonna per le vie della città e a fine giornata viene preso d’assalto dalla folla e fatto a pezzi. È lo “strazzo”, il rito che chiude la festa, e chi riesce a strapparne un frammento lo conserva come ricordo e segno di buon auspicio. Del carro del 1956 restano così le fotografie della lavorazione, esposte insieme ai bozzetti del carro realizzato e ad altri progetti di carri che i fratelli idearono per il solo piacere di cimentarsi e non presentarono mai al concorso.

La cornice

«Terra. Forma. Suono.» è curata dalla Fondazione Le Monacelle ETS, che da oltre un decennio lavora a Matera sul dialogo tra le culture del Mediterraneo, e rientra in Cineartis – Visioni Mediterranee, la rassegna di CNA Matera che racconta l’artigianato italiano attraverso lo sguardo del cinema. La proroga cade nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, titolo condiviso con la città marocchina di Tétouan, e il cuccù appartiene a pieno titolo a quella storia di scambi per il legame con Timmari, l’altopiano a pochi chilometri dalla città dove in epoca magno-greca sorgeva un insediamento indigeno in contatto con le colonie greche della costa ionica.

La mostra resta visitabile fino all’8 novembre negli spazi di Via Riscatto 9/10, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per il laboratorio del 7 e 8 novembre informazioni e prenotazioni al numero327 7809 921, mentre le richieste scritte di adesione vanno inviate afondazionelemonacelle@gmail.com.

327.7809921oppure inviare una richiesta scritta di adesione all’indirizzofondazionelemonacelle@gmail.com