
Teresa Imbriani
Gli altri
A cura di Cecilia Pavone
Inaugurazione della mostra diffusa sul Lungomare di Crollalanza di Bari
e presentazione del libro fotografico:
sabato 17 ottobre, ore 11
Bari
Pinacoteca “Corrado Giaquinto”
La purezza dello sguardo, la profondità del viaggio esistenziale che si traduce nell’intensità della visione, la fotografia concepita come strumento di ricerca e di scoperta del Sé. Sono queste alcune direttrici che attraversano la poetica di Teresa Imbriani (Arnesano, 1972). La fotografa e artista visiva di origine salentina e barese d’adozione, è la protagonista della mostra fotografica diffusa, “Gli altri”, allestita sui lampioni del Lungomare di Crollalanza di Bari. L’esposizione inaugura sabato 17 ottobre, alle 11, alla Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari e, per l’occasione, sarà presentato il suo nuovo libro fotografico, anch’esso intitolato “Gli Altri” – pubblicato da Edizioni Dal Sud e con la cura editoriale di Annalucia Leccese – che contiene i 60 scatti esposti sul lungomare barese, uno per ogni lampione, oltre ai testi critici del grande filologo e storico Luciano Canfora, dell’avvocato Michele Laforgia e di Cecilia Pavone, curatrice della mostra. Nel corso dell’incontro in pinacoteca interverranno il Sindaco di Bari, Vito Leccese, per i saluti istituzionali, poi sarà la volta di Michele Laforgia, di Cecilia Pavone e della stessa Teresa Imbriani. Il progetto è promosso dall’associazione culturale “Amici di Ernest Verner” e dall’associazione politico-culturale “La Giusta Causa”.
Gli scatti in digitale, rigorosamente in bianco e nero ma anche a colori della fotografa salentina – fresca di laurea all’Accademia di Belle Arti di Bari – raccontano con fluidità, vigore e lirismo, l’incontro con l’alterità, esperienza fondamentale per lapsychèumananelladefinizione dell’identità individuale e collettiva. Le 60 “fotoconsiderazioni” di Teresa costituiscono il frutto di un progetto fotografico nato alla fine del 2022 e sviluppatosi nell’arco del 2023 in un momento difficile della sua vita, che l’artista ha trascorso in solitudine concentrandosi nella fotografia o dedicandosi agli studi nel suo archivio. Macchina fotografica costantemente a tracolla, Teresa ha continuato a fotografare senza tregua, raccontando il suo “rimuginio interiore” ed associando ogni soggetto ritratto allo stato d’animo del momento e al pensiero degli altri.
Ed ecco, dunque, lo scatto “In qualche modo gli altri esistono”, che ritrae uno scorcio struggente del lungomare di Bari avvolto dalla nebbia. O “Alcuni guardano cose diverse”, immagine di grande ironia che immortala lo sguardo interrogativo di una capretta ferma tra i cespugli attigui ad una strada trafficata. C’è poi la foto, fortemente evocativa, di luna park vuoto, che reca la didascalia: “Certi altri poi diventano grandi” mentre, tra le foto a colori, spicca lo scatto “Certi altri mancano”, in cui Teresa racconta, con grande potenza espressiva, l’assenza ed il conseguente senso di vuoto fotografando con maestria due sedie di plastica arancione appoggiate dietro ad una siepe. E’ questo “un vero e proprio paesaggio dell’anima, reso in chiave fotografica”, come sottolinea Cecilia Pavone. Diversamente da Lisetta Carmi e Letizia Battaglia, pioniere della fotografia di denuncia e di impegno civile nel Novecento, “la fotografia rappresenta per Teresa Imbriani – precisa la critica d’arte – lo strumento e insieme l’essenza della ricerca esistenziale, più che un mezzo di denuncia sociale e militanza politica”. “Ma l’intensità delle atmosfere evocate nei suoi scatti – conclude Pavone – riecheggia, senza dubbio, la potenza espressiva delle due eccelse fotografe, che si ritrova anche nell’efficace spiazzamento semantico, non studiato ma spontaneo, generato dalla dissonanza tra immagini e parole, presente in molte opere del libro fotografico”.
La mostra diffusa è visitabile fino al 15 novembre 2026.


