
- Gli Stati membri dovrebbero seguire criteri oggettivi nell’assegnazione delle opportunità di pesca
- Tutti i prodotti che entrano nell’UE dovrebbero rispettare gli stessi standard applicati ai prodotti UE
- I finanziamenti per la pesca dovrebbero essere chiaramente inclusi nel bilancio UE 2028-2034
I deputati europei per la pesca hanno adottato raccomandazioni su standard ambientali, sociali ed economici e procedure amministrative più semplici per rafforzare la resilienza delle attività ittiche dell’UE.
In un rapporto adottato giovedì dalla Commissione per la Pesca, con 21 voti favorevoli e 1 contrari, con 2 astensioni, i deputati europei affermano che i fattori socio-economici dovrebbero avere lo stesso peso dei criteri di sostenibilità ambientale nell’attuazione della politica comune della pesca (CFP). Essi quindi invitano i paesi UE a utilizzare criteri oggettivi ambientali, sociali ed economici nell’assegnazione delle opportunità di pesca, tenendo conto anche delle differenze nella composizione della flotta, inclusa quella su piccola scala.
Controlli sulle importazioni e meccanismi di applicazione
Ribadendo l’importanza di una maggiore armonizzazione nell’applicazione delle regole doganali, incluse sanzioni e controlli doganali, i deputati europei invitano le capitali UE a rafforzare i controlli all’importazione per garantire che tutti i prodotti ittici e acquacoltori messi sul mercato europeo siano legali. Vogliono inoltre che la Commissione riferisca sullo stato di gioco e sull’efficacia del sistema di implementazione CATCH IT, progettato per contrastare la pesca illegale, con particolare attenzione al suo impatto nelle regioni più periferiche. Questo sistema dovrebbe essere promosso anche nei paesi non appartenenti all’UE, per incoraggiarli ad adottare sistemi di controllo simili.
Inoltre, i deputati chiedono alla Commissione, insieme all’Agenzia Europea per il Controllo della Pesca, di impedire l’ingresso nel mercato UE di prodotti illegali, non segnalati e non regolamentati (IUU), così come quelli derivanti dal lavoro forzato. I deputati europei sostengono l’approccio di tolleranza zero verso la pesca INN e l’apertura di dialogo con paesi terzi, utilizzando il sistema di carta INN e il vantaggio del mercato UE.
Parità di condizioni per i paesi non UE
Un campo di gioco equo per la pesca e l’acquacoltura dell’UE sarebbe più facile da raggiungere se la Commissione dovesse affrontare le lacune negli accordi di partenariato per la pesca sostenibile (SFPA) e negli accordi commerciali dell’UE, affermano i deputati europei. Il rapporto fa anche riferimento alla reciprocità degli standard, comprese le misure speculari negli accordi commerciali. Data l’importanza degli accordi con paesi terzi nella promozione di principi comuni di politica ittica, i deputati europei difendono sistemi di tracciabilità rafforzati implementati in modo mirato, basato sul rischio e proporzionato.
Acquacoltura: regole armonizzate per il rilascio delle licenze e nuovi siti di produzione
Osservando che il settore dell’acquacoltura UE ha il potenziale di crescere, i deputati europei sottolineano la necessità di migliorare l’accesso ai diritti di utilizzo dell’acqua e invitano i paesi UE a ristrutturare il processo di rilascio delle licenze di produzione e ad armonizzare le regole e le procedure amministrative per l’installazione dei sito.
Un ambiente di lavoro sicuro e una formazione migliorata
Poiché la pesca è tra i settori professionali a maggior rischio, i deputati europei sottolineano l’importanza di garantire diritti lavorativi, condizioni di lavoro dignitose, salari equi e un ambiente di lavoro sicuro, anche sulle navi da pesca. Sottolineano anche la necessità di affrontare il social dumping. L’obiettivo dovrebbe essere attrarre le nuove generazioni verso la pesca e l’acquacoltura, per garantire uguaglianza e rinnovamento generazionale. Inoltre, la formazione e la certificazione del personale delle imbarcazioni da pesca dovrebbero essere migliorate, insieme alla formazione sull’acquacoltura e sull’economia blu.
Accesso semplificato ai fondi UE nel nuovo bilancio a lungo termine
I deputati europarlamentari sottolineano la necessità di semplificare le procedure amministrative per accedere ai fondi UE nel quadro finanziario pluriannuale (MFF) per il periodo 2028-2034 ed eliminare gli ostacoli burocratici che ostacolano l’uso efficace di tali fondi, in particolare da parte delle micro, piccole e medie imprese. Nel rapporto, gli eurodeputati rinnovano il loro appello alla Commissione e ai paesi UE affinché rendano i finanziamenti per la pesca più facilmente accessibili e chiaramente scelti.
Contesto
La pesca e l’acquacoltura sono una parte importante dell’approvvigionamento alimentare. L’UE è il secondo mercato mondiale per prodotti ittici e acquacoltori e, in questo contesto, i settori della pesca e dell’acquacoltura dell’UE sono fondamentali per garantire alimenti acquatici a basse emissioni di carbonio e sostenibili. Tuttavia, l’UE importa il 70% dei frutti di mare che consuma.
Le tendenze dei consumatori nel 2024 hanno indicato una diminuzione del consumo complessivo, con il prezzo che emerge come fattore più significativo (55%) che influenza le decisioni di acquisto di alimenti acquatici, superando l’aspetto del prodotto al 52%. I prodotti acquacolti rappresentano il 10% del consumo totale.

