Taranto – Piano Sociale di Zona, Ambito Territoriale 1CGIL CISL UIL denunciano gravi ritardi

«In ballo ci sono i servizi essenziali per i cittadini più fragili che a luglio potrebbero essere interrotti»

L’Ambito Territoriale, ovvero la sede principale della programmazione locale, concertazione e coordinamento degli interventi dei servizi sociali e delle altre prestazioni integrate, attive a livello locale, composto dal Comune di Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello preoccupa e non poco i tre sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL che nella mattinata di giovedì 4 maggio 2023 si sono dati appuntamento presso la sala consiliare del Comune di Ginosa.


Oggetto dell’assemblea pubblica è stato in particolar modo il Piano Sociale di Zona 2022-2024 che i 4 Comuni ancora non hanno del tutto definito che comprometterebbero, secondo i segretari territoriali di Taranto Tiziana Ronsisvalle (CGIL), Mariangela Frulli (CISL Taranto Brindisi) e Gabriele Pugliese (responsabile Ambito UIL), i servizi essenziali destinati ai cittadini.

“Purtroppo registriamo un grave ritardo nella programmazione nell’Ambito Territoriale 1 – affermano CGIL, CISL e UIL – che se non definito per tempo il Piano Sociale di Zona a pagarne lo scotto saranno i cittadini, specie le categorie più fragili.
Ci troviamo di fronte alle inadempienze dell’erogazione delle cosiddette risorse ‘terze’, provenienti in questo caso dal Governo nazionale, che, passando dalle casse regionali, dovrebbero essere sommate a quelle stanziate dai Comuni per definire il budget per il Piano Sociale di Zona e quindi i servizi ai cittadini bisognosi, fragili, anziani.

“Ci sono servizi –
denunciano le segreterie territoriali – che a luglio in questi 4 Comuni potrebbero essere compromessi come quelli rivolti ai trasporti per i disabili. Tutto questo per mancanza di fondi che non permettono la stessa riprogrammazione. Se non dovessero intervenire fonti di finanziamento sia di livello nazionale che quelli compartecipativo (Regione-Comune) presto potremmo vedere la sospensione dei servizi. A preoccupare maggiormente per la già grave condizione di fragilità di una fetta importante di popolazione, è intervenuto nei Comuni di quell’Ambito, anche l’abbattimento delle soglie ISEE che consentivano alle famiglie in condizione di grave deprivazione economica di accedere a servizi gratuiti”.

E concludono: “Era stata paventata da parte dei Comuni dell’Ambito 1 la soluzione per tenere vivi tutti i servizi. Soluzione che consisteva in un ulteriore impegno di spesa da parte degli stessi che ad oggi, dobbiamo dire, non si è tradotto in atti amministrativi: restano parole, intenti.  E noi come CGIL, CISL e UIL, finché non vedremo gli atti per iscritto, manterremo alta l’attenzione su questo argomento fino ad arrivare alla mobilitazione di massa perché non è possibile che il sistema socio-sanitario venga bistrattato in questo modo”.