
Mercoledì 7 ottobre (ore 21) al TaTÀ di Taranto per il Taras Teatro Festival
«Aristofane nostro contemporaneo»
Le ali della libertà, le nuove prigioni
Debutto per lo spettacolo di Valeria Chimenti diretto da Alessandro Di Murro
E se, a distanza di quasi 2500 anni, Aristofane avesse ancora qualcosa da dirci? La risposta arriva dal palcoscenico delTaras Teatro Festivaldiretto daMassimo Cimagliacon«Aristofane nostro contemporaneo», spettacolo diValeria Chimentichemercoledì 7 ottobre, alleore 21, debutta inprima nazionaleall’auditorium TaTÀ di Taranto. Prodotto daTerra Magica Arte e Culturae affidato alla regia diAlessandro Di Murro, il lavoro sceglie la forza corrosiva della comicità per interrogarsi sul potere, la libertà, le utopie e le nuove prigioni del presente. Lo spettacolo nasce infatti dalle suggestioni di«Uccelli», una delle opere più visionarie diAristofane, e le rilancia nella scrittura contemporanea di Valeria Chimenti. Al centro ci sono le ali, simbolo potentissimo di libertà, desiderio di cambiamento, fuga dalla realtà e aspirazione a un mondo nuovo e tema al centro di questa edizione del Taras Teatro Festival. Ma cosa accade quando chi vuole rivoluzionare il presente non è ancora consapevole della propria forza? Ed è qui che il gioco si fa sorprendentemente attuale.
A impreziosire il progetto è lasupervisione artistica di Antonio Calenda, regista e figura di primo piano nel teatro italiano e nello studio della tradizione scenica antica, che prima dello spettacolo terrà una «lectio brevis»su Aristofane, offrendo al pubblico una chiave di lettura per entrare nel mondo del grande commediografo greco e coglierne tutta la sorprendente modernità.
Otto giovani interpreti –Laura Pannia, Lorenzo Garufo, Mariachiara Basso, Ilaria Felter, Marco Maggio, Federico Russo Mazzei, Penelope Sangiorgi e Francesco Tozzi– danno corpo a una macchina teatrale ironica, vitale e irriverente, capace di guardare alla commedia antica non come a un reperto del passato, ma come a uno straordinario strumento per leggere il nostro tempo. Il progetto è il risultato di un percorso di formazione e ricerca: unmaster per professionisti che ha prodotto la nascitadi unacompagnia giovane, combattiva e pronta a misurarsi con la complessità del teatro contemporaneo. Coadiuvato dall’aiuto registaBeatrice Ronga, Di Murro porta sul palcoscenico la sua cifra personale: un teatro fisico, contemporaneo, attraversato dall’ironia e da una forte energia collettiva tipico delGruppo della Cretada lui fondato, una delle realtà under 35 più significative del teatro italiano, che proprio al Taras Teatro Festival aveva conquistato il pubblico durante la scorsa edizione con l’esilarante «Pluto».
D’altronde, gli «uccelli» che porta in scena Chimenti sono giovani, comunità digitali, individui che cercano una via di fuga dalle regole del vecchio mondo e tentano di costruire una nuova realtà. Come in ogni rivoluzione, però, l’utopia può trasformarsi rapidamente in distopia: ciò che nasce per liberare può diventare una nuova forma di controllo, ciò che promette emancipazione rischia di trasformarsi in un’altra prigione.
È il paradosso che attraversa lo spettacolo e che Aristofane, con la sua irriducibile capacità di ridere del potere e di smascherarne corruzione e contraddizioni, conosceva già perfettamente. La comicità diventa così un atto politico, la risata un gesto di libertà, il teatro uno spazio nel quale tornare a immaginare il cambiamento senza smettere di metterne in discussione i rischi.
Tra l’altro, in questi giorni Alessandro Di Murro ha incontrato gli studenti delLiceo Ferraris di Taranto, proseguendo quel dialogo tra teatro, formazione e nuove generazioni che costituisce uno degli elementi centrali dell’esperienza del Taras Teatro Festival, ancora una volta pronto a far ridere e pensare al tempo stesso, con un volo forse imperfetto, pieno di contraddizioni, ma necessario. Perché la libertà, anche quando sembra un’utopia, continua a essere una possibilità da tentare.
Botteghino 333.2694897 (ore 10-13/15-18). Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket.
Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC, attraverso il FNSV, dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione POC 2021–2027), dal Comune di Taranto e dagli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi consulenze assicurative, EDTS (European Digital Theatre Studio), CONFAPI di Taranto. Inoltre, si ringrazia il mecenate Banca Patrimoni Sella (ArtBonus), Il festival gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA museo archeologico nazionale di Taranto, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, della Fondazione INDA, e dell’ISAMG (istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia).

