
9 maggio – 30 giugno 2024, Treviso
19 luglio – 3 novembre 2024, Monopoli
IN MY NAME.
Above the show
Una grande mostra-evento internazionale che traccia l’evoluzione dell’Urban Art con 17 dei suoi artisti più significativi
BOOST | CENTO CANESIO | DADO | ETNIK | GIORGIO BARTOCCI |HEMO |
JOYS | MACS | MADE514 | PEETA| PROEMBRION | SATONE | SODA |
V3RBO | VESOD | WON ABC | ZED1
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Organizzazione Unlike Unconventional Events
A cura di Martina Cavallarin con Antonio Caruso
Direzione artistica Made514
Coordinamento culturale e scientifico Christian Leo Comis
Biglietti: www.inmyname.art


Won Abc ‘Misterium Magnum 2021’ 2024

Won Abc ‘Misterium Magnum 2021’ _cubo 2024

Proembrion ‘Equatorial Plane’ 2023
Una grande mostra-evento internazionale che celebra la storia e traccia l’evoluzione dell’Urban Art, una delle correnti più iperdinamiche dell’arte contemporanea. Dal 9 maggio al 30 giugno a Treviso e dal 19 luglio al 3 novembre 2024 a Monopoli (BA), arriva IN MY NAME. Above the show.
La mostra è organizzata daUnlike Unconventional Eventscon il patrocinio del Comune di Treviso e il Comune di Monopoli, e curata daMartina CavallarinconAntonio Caruso, con la direzione artistica diMADE514e il coordinamento culturale e scientifico diChristian Leo Comis.
L’obiettivo di IN MY NAME. Above the show è fare il punto sullo stato dell’Urban Art grazie alla presenza di artisti che sono i precursori di questa disciplina. IN MY NAME è originalità di intenti, impronta mai convenzionale e mai estetizzante, sempre fedele a sé stessa e costantemente aperta alla sperimentazione.
BOOST, CENTO CANESIO, DADO, ETNIK, GIORGIO BARTOCCI, HEMO, JOYS, MACS, MADE514, PEETA, PROEMBRION, SATONE, SODA, V3RBO, VESOD, WON ABC, ZED1 sono i più autorevoli artisti di fama internazionale che hanno segnato lo sviluppo dell’Urban Art in Europa.I discendenti di quella cultura ribelle del Graffiti Writing, emersa negli Stati Uniti mezzo secolo fa, improntata alla sperimentazione e alla rottura dei vecchi paradigmi. Con una carica energica sorprendente hanno invaso le superfici delle città di tutto il mondo dando vita a una vera e propria corrente artistica che oggi vive negli spazi aperti come nei musei e nelle gallerie.
17 artisti, 155 fra tele e disegni, 2 opere in Virtual Reality, 18 tra sculture e installazioni, 5 video installazioni e proiezioni, più di 4000 mq di spazi espositivi tra Treviso e Monopoli, 23 eventi collaterali, 5 performance live, 1 contest per video maker, 2 bookshop con innumerevoli stampe, multipli ed edizioni limitate, 1 catalogo e 159 giorni di esposizione:sono i numeri diIN MY NAME. Above the show.
Più di una mostra,è un vero happening che attraversa l’Italia in sei mesi, due città e due regioni, da nord a sud. Prima aTreviso, presso il complesso industriale rigenerato delle ex Ceramiche Pagnossin, poi aMonopoli, negli spazi dell’Ex Deposito militare Carburanti. Le creazioni inedite dei rami germinali dell’Urban Art si esprimono mediante una grande varietà di opere: lavori inediti e site specific realizzati con tecniche poliedriche, dall’acrilico allo spray, dalla sabbia alle lastre metalliche e trasparenti, dai labirintici teli appesi alla virtual reality, fino a sculture e installazioni audio video di diverse dimensioni e supporti.
IN MY NAME è una presa di posizione, un atto di presenza. Lo faccio nel mio nome, con il mio nome, io sono qui e dichiaro me stesso.
Gli spazi scenografici intrisi della memoria storica industriale del Novecento si fanno palcoscenico partecipato e condiviso sul qualele opere dialogano con un ricco calendario eventi: performance, azioni time specific, discipline urbane come parkour, bike e skate restituiscono senso e substrato a una vera e propria avanguardia in grado di riunire gioventù, periferie e minoranze e influenzare profondamente l’immaginario collettivocontaminandone tutti i campi, dalla moda alla musica, dal cinema alla fotografia, fino alla pubblicità.
In mostra i lavori sempre tesi al futuro e alla ricerca di nuovi stili, tra disegno e musica, diBOOST; i dipinti variopinti con il cane dal lungo naso, marchio di fabbrica diCENTO CANESIO; le sculture che poggiano su sabbia di uno dei padri fondatori del writing emilianoDADO; le silhouette misteriose e fluide diGIORGIO BARTOCCI;i voluminosi agglomerati geometrici urbani diETNIKcon i loro punti di vista multipliupside downche spiazzano lo spettatore; i “graffiti diversi” diHEMOfatti ditag, texture e pattern di lettere che si combinano a forme organiche dai colori fluo; ilabirinti impossibili diJOYS, dove nulla è lasciato al caso; i dipinti dissacranti diMACS, con i suoi charachters ironici e grotteschi; il flow dinamico delle lettere diMADE514dove il nome prende il volo per scomporsi in suggestioni orientali e psichedeliche;le sculture futuristiche diPEETA,conosciuto in tutto il mondo per la sua capacità di ridisegnare illusoriamente i volumi delle superfici per provocare un’interruzione temporanea della normalità che sfida la percezione; l’opera in virtual reality e le tele diPROEMBRION,artista polacco che con un rigoroso approccio matematico è in grado di creare irresistibili illusioni rispettando rigide regole geometriche; la scocca di una vecchia Volkswagen che assieme a una cascata di oggetti appesi compone l’installazione video del tedescoSATONE, che utilizza i diorama per giocare dinamicamente con la percezione; le forme tridimensionali ispirate all’Arte Cinetica e all’Op Art anni ’60 diSODA, che presenta un lavoro in collaborazione con il celebre digital artist britannico Alex Rutterford. E ancora, il trittico diV3RBOche ragiona sul lettering tra realtà virtuale, graffito e post graffito, e la parete di fondo monocromatica dipinta in tonalità di nero con rulli e spray; per finire, le tre installazioni diVESOD,che si concentra sulle trasparenze e unisce in una sola opera Arte Surrealista e Rinascimentale, realtà e finzione, passato e presente; del visionario artista tedescoWON ABC, abilissimo creatore di mondi pittoreschi, popolati da personaggi mostruosi che ricordano i dipinti di Goya, e diZED1 cheoltre aproporre un grande muroSecond Skincon cui interagire, riunisce in un’installazione i suoi universi surreali abitati da burattini umanoidi.


