BARI e RUVO – COLLEGIUM MUSICUM – Giovedì 15 ottobre a Bari, e venerdì 16 a Ruvo, «Incantesimi di Spagna: Manuel de Falla» è un viaggio nella musica del celebre compositore spagnolo

Connor Lars Leinweber – organista

Prosegue la trentunesima stagione del Collegium Musicum: «Incantesimi di Spagna: Manuel de Falla» è un viaggio nella musica del celebre compositore spagnolo, con ilConcerto per clavicembalo e cinque strumentie il celebre «El amor brujo». Protagonisti il mezzosoprano Andrea Trueba e il clavicembalista Connor Lars Leinweber, con il Collegium Musicum diretto da Rino Marrone

Giovedì 15 ottobre, ore 20.30 – Teatro Abeliano di Bari

Venerdì 16 ottobre, ore 20 – Auditorium Chiesa Santa Famiglia – Ruvo di Puglia

Rino Marrone

Giovedì 15 ottobre,alle 20.30, alTeatro Abeliano di Bariprosegue la trentunesima stagione musicale delCollegium Musicum, con la direzione artistica diRino Marrone. «Incantesimi di Spagna: Manuel de Falla» è il titolo di una serata interamente dedicata a uno dei più grandi compositori spagnoli del Novecento, del quale ricorrono quest’anno i 150 anni dalla nascita e gli 80 dalla morte. Protagonisti saranno ilmezzosoprano e voce recitante Andrea Truebae ilclavicembalista Connor Lars Leinweber, vincitore del primo premio assoluto al XII International Harpsichord Competition «Wanda Landowska» 2026, insieme alCollegium Musicum diretto da Rino Marrone. Il concerto saràreplicato venerdì 16 ottobre, alle 20, nell’Auditorium della Chiesa Santa Famiglia di Ruvo di Puglia, in collaborazione con ilWanda Landowska Festival. Sempre giovedì 15, alle 10.30, è inoltre prevista un matinée per le scuole al Teatro Abeliano.

Info e prenotazioni 340.499.38.26. Biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili).

Il programma riunisce due opere molto diverse, ma entrambe fondamentali per comprendere l’evoluzione artistica diManuel de Falla(1876-1946): ilConcerto in re maggiore per clavicembalo e cinque strumenti(1923-1926), dedicato alla celebre clavicembalista Wanda Landowska, e «El amor brujo» («L’amore stregone»), proposto nella sua prima versione del 1915, per mezzosoprano e orchestra da camera. Due partiture che raccontano altrettanti volti della Spagna musicale: quello delle tradizioni popolari andaluse, con le loro passioni e superstizioni, e quello di una scrittura novecentesca essenziale, capace di recuperare l’antica musica spagnola attraverso un linguaggio sorprendentemente moderno.

Composto tra il 1923 e il 1926, ilConcerto per clavicembalo e cinque strumentiappartiene alla fase neoclassica di De Falla, quando il compositore abbandonò progressivamente le grandi tavolozze orchestrali per concentrarsi su forme più asciutte e sonorità nitide. La dedica a Wanda Landowska, protagonista della riscoperta del clavicembalo nel Novecento, è particolarmente significativa: insieme al successivo «Concert champêtre» di Francis Poulenc, quest’opera rappresenta uno dei contributi più importanti alla rinascita moderna dello strumento.

De Falla ne esplora le possibilità espressive senza cercare di ricreare semplicemente il Settecento, ma costruendo una partitura dal carattere incisivo, nella quale il clavicembalo dialoga con flauto, oboe, clarinetto, violino e violoncello. I tre movimenti rivelano un continuo confronto con la tradizione musicale spagnola. Il primo,Allegro, rielabora frammenti del villancico «De los álamos vengo, madre», del compositore rinascimentale Juan Vásquez, mentre il movimento centrale,Lento: giubiloso ed energico, richiama la solennità delle processioni religiose spagnole attraverso un tema derivato dal «Tantum ergo» di Tomás Luis de Victoria, uno dei massimi polifonisti del Cinquecento. Il finale,Vivace: flessibile, scherzando, recupera invece la vivacità ritmica e gli ornamenti della tradizione barocca, con un evidente omaggio a Domenico Scarlatti, compositore italiano che trascorse gran parte della propria carriera alla corte spagnola.

Di tutt’altra natura è «El amor brujo», uno dei titoli più celebri di De Falla, che il Collegium Musicum ripropone nella versione originale per orchestra da camera, rappresentata per la prima volta il 15 aprile 1915 al Teatro Lara di Madrid. Nata per la grande danzatrice di flamenco Pastora Imperio, su libretto di Gregorio Martínez Sierra e María Lejárraga, l’opera affonda le radici nelle tradizioni gitane andaluse, tra sortilegi, passioni amorose, apparizioni soprannaturali e rituali legati al fuoco.

Al centro della vicenda è Candelas, giovane gitana innamorata di Carmelo, ma perseguitata dallo spettro del suo precedente fidanzato, morto in duello. Il fantasma, incapace di rinunciare alla donna, continua a manifestarsi impedendole di vivere liberamente il nuovo amore. Nemmeno gli incantesimi e la celebre «Danza rituale del fuoco», destinata a diventare una delle pagine più popolari del compositore, riescono inizialmente a spezzare il sortilegio. Sarà Lucia, chiamata in aiuto da Carmelo, ad attirare su di sé l’attenzione dello spettro, permettendo finalmente ai due innamorati di ricongiungersi. Il bacio conclusivo e il suono delle campane dell’alba sanciranno la fine dell’incantesimo.

Nella partitura, articolata in un atto e due quadri, De Falla trasforma i ritmi del flamenco, le inflessioni del canto gitano e le suggestioni del folklore andaluso in un linguaggio orchestrale di straordinaria originalità. La «Danza rituale del fuoco», con il suo ritmo incalzante e quasi ossessivo, è il momento più conosciuto, ma l’opera alterna anche pagine di intenso lirismo, atmosfere notturne e momenti di inquietudine, nei quali la dimensione fantastica si intreccia continuamente con quella sentimentale. La scelta di proporre la versione del 1915 permette inoltre di riscoprire la fisionomia originaria del lavoro, prima delle successive rielaborazioni orchestrali che ne avrebbero ampliato la diffusione internazionale.

A interpretare la parte vocale e recitata saràAndrea Trueba, mezzosoprano messicano formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove ha conseguito con lode il biennio specialistico in Musica vocale da camera. Perfezionatasi con artisti quali Montserrat Caballé, Alessandro Corbelli e Daniela Barcellona, ha affrontato ruoli operistici come Carmen nell’omonima opera di Bizet e Isabella nell’«Italiana in Algeri» di Rossini, affiancando al repertorio lirico una particolare attenzione alla musica antica e contemporanea. Si è esibita in importanti festival internazionali, dalla Spagna agli Stati Uniti, e collabora con diversi ensemble specializzati.

Il solista del Concerto per clavicembalo saràConnor Lars Leinweber, giovane musicista formatosi alla Folkwang Universität der Künste di Essen con Christian Rieger e perfezionatosi con Christine Schornsheim. Attivo come solista e continuista, ha collaborato con compagini quali la Stuttgart Chamber Orchestra e la Bochumer Symphoniker. Il primo premio assoluto conquistato nel 2026 al XII International Harpsichord Competition «Wanda Landowska» rende particolarmente significativo il suo incontro con il Concerto di De Falla, dedicato proprio alla grande interprete polacca che contribuì in maniera decisiva alla rinascita del clavicembalo nel secolo scorso.