
Una collina affacciata sul mare, villaggi di pescatori, scampagnate, canzoni e danze: la Napoli delSeicentoentra nel “Barocco Festival Leonardo Leo” attraverso il suo volto più popolare. IlFestival, per la direzione artistica diCosimo Prontera, chiude laXXIX edizionedomenica 4 ottobrealleore 20.00nelsalone delCastello Dentice di FrassodiSan Vito dei Normannicon “Posilecheata. Balli,canzoni e villanelle alla napolitana”. Un viaggio nella cultura musicale partenopea traCinquecentoeSeicento, quando testi amorosi, ironia e melodie nate dalla tradizione popolare conquistano anche gli ambienti colti e danno forma a uno stile “alla napolitana” destinato a diffondersi in tuttaEuropa. Al termine, degustazione di vini offerta dalle cantine “Otri del Salento” e “Vignuolo” e di prodotti pugliesi proposti da “Gargano Sapori”. Biglietti online suVivaticketfino alleore 17del giorno dello spettacolo; successivamente saranno disponibili la sera del concerto direttamente all’ingresso del Castello.Ticket euro 3 – Info T. 347 060 4118.
Protagonista l’ensembleAi Vis Lo Lop, con la voce diIrene Scarpato, in un intrigante programma che attraversa villanelle, brandi, correnti, ciaccone e tarantelle. Al centro la musica diAndrea Falconieri, accanto aGian Leonardo dell’Arpa,Tarquinio Merula,Marco Uccellinie a pagine anonime della tradizione cinquecentesca e seicentesca.
“Posilecheata” è il titolo di un’operetta in dialetto napoletano composta daPompeo Sarnelliintorno al1684. Il termine indica unascampagnata aPosillipo, una giornata di svago tra compagnia, racconti e musica. Non a caso l’opera è una raccolta di fiabe incorniciata proprio da una gita sulla collina diPosillipo, tra paesaggi bucolici e villaggi di pescatori. È questo ambiente a offrire la scena ideale alle villanelle alla napolitana, canzoni che portano nella musica il gusto per la vita quotidiana, l’umorismo e l’irriverenza.
TraCinquecentoeSeicentola villanella vive una stagione di grande fortuna. Nata da radici popolari e contadine, entra presto nei salotti e nelle raccolte musicali, mantenendo però una scrittura diretta e un rapporto immediato con la parola. Autori comeGiovanni Domenico da Nola,Gian Leonardo dell’ArpaeFilippo Azzaioloconcorrono a costruire uno stile destinato a circolare oltre i confini del Regno.
È in questo clima che si muoveAndrea Falconieri, compositore e liutista napoletano attivo traItaliaeSpagna. Nelle suevillanelletemi amorosi e arcadici incontrano una scrittura già orientata verso il gusto barocco, mentre nella produzione strumentale convivono danze di corte, sinfonie e bassi ostinati. Il rapporto con la cultura spagnola entra direttamente nel linguaggio musicale e restituisce l’immagine di unaNapoliaperta agli scambi e all’incontro di repertori differenti.
Il programma segue proprio questa circolazione.Villanelleedanzepassano dalla voce agli strumenti, dalla tradizione popolare alla scrittura d’autore, mentre forme come ciaccona, bergamasca e follia mostrano quanto il confine tra strada, corte e sala da musica fosse sottile. L’“Antidotum Tarantulae”, trascritto dall’abate gesuitaAthanasius KirchernellaMusurgia universalisdel 1650, è una delle più antiche testimonianze scritte del tarantismo pugliese. La fonte documenta una pratica in cui danza e suono erano considerati strumenti di cura: la trascrizione conserva sulla pagina un repertorio nato nella tradizione orale. Per questo rimane un documento prezioso della cultura musicale e rituale del Seicento.
“Posilecheata” diventa così il punto di arrivo naturale delXXIX“Barocco Festival Leonardo Leo”. Dopo un percorso costruito tra città, chiese, castelli e chiostri, la rassegna chiude con una musica fatta di gesto, ballo e ironia. NelCastello Dentice di FrassodiSan Vito dei Normanni, laNapoliseicentesca irrompe in una musica che mescola corte e strada, eleganza e sberleffo, e chiude ilFestivalcon il colpo di coda più festoso, irriverente e napoletano possibile.
San Vito dei Normanni – Domenica 4 ottobre, ore 20.00
Castello Dentice di Frasso
POSILECHEATA
Balli, canzoni e villanelle alla napolitana
AI VIS LO LOP
Irene Scarpato,voce
Alessandro De Carolis, flauti dolci
Lorenza Maio,violino, flauto dolce
Carmine Scialla,chitarra barocca, chitarra battente
Giuseppe Copia,liuto, tiorba e chitarra barocca
Antonino Anastasia,percussioni

