Brindisi – Nuovo Teatro Verdi – Eugenio Barba, novant’anni e un viaggio che torna alle origini

Eugenio Barba – ph Francesco Galli

Eugenio Barbacompirà novant’anni il prossimo 29 ottobre. Cinque giorni prima sarà aBrindisi, la città in cui è nato e dalla quale è cominciata una vita che lo ha portato a cambiare il modo di pensare e fare teatro. Torna con il suoOdin Teatret, la compagnia fondata nel 1964, e con un programma chedal 22 al 24 ottobrecoinvolgerà scuole, artisti, studiosi e cittadini. Tre giornate di spettacoli, incontri e conversazioni pubbliche, nelle quali il teatro uscirà anche dal palcoscenico per incontrare la città e confrontarsi con questioni che riguardano tutti: lamemoria, ilrapporto tra generazioni, ildialogo tra culturee lapace.Il progetto, intitolato «Porto di Pace: Eugenio Barba e Odin Teatret a Brindisi», è organizzato dalComune di Brindisicon laFondazione Nuovo Teatro Verdi, nell’ambito diBrindisi Capitale della Cultura di Puglia 2026, con il sostegno dellaRegione Puglia. Gli appuntamenti si svolgeranno in alcuni dei luoghi più significativi della città, dalTempio di San Giovanni al SepolcroaPalazzo Nervegna, dalle scuole alNuovo Teatro Verdi, fino ai giardinetti del porto. Il programma è stato anticipato, dal12 al 16 ottobre, da proiezioni negli istituti superiori dedicate alle esperienze artistiche di Barba e dell’Odin nei contesti urbani e nelle comunità.PerEugenio Barba, nato aBrindisiil29 ottobre 1936da una famiglia di origini gallipoline, questo viaggio assume un significato che va oltre la ricorrenza anagrafica. Dopo l’infanzia trascorsa a Gallipoli, lascia presto l’Italia e raggiunge la Norvegia, dove lavora come saldatore e marinaio. Studia a Oslo, poi si trasferisce in Polonia per conoscere da vicino il lavoro diJerzy Grotowski. Nel1964fonda a Oslo l’Odin Teatret, che troverà successivamente casa aHolstebro, in Danimarca. Comincia così una delle esperienze più originali del teatro del Novecento, fondata sulla ricerca dell’attore, sull’incontro fra tradizioni culturali differenti e su un’idea di spettacolo che coinvolge profondamente chi lo guarda.

Mario Martone



Giovedì 22 ottobre
, alle11, il primo appuntamento sarà dedicato ai bambini della scuola primaria «Giovan Battista Perasso», dove andrà in scena «I violinisti stregoni». Lo spettacolo, diretto daSergio Bini, conosciuto comeBustric, conAntonia-Cezara CioazaeJakob Nielsen, racconta il cammino di due giovani aspiranti attori-clown alla scoperta del teatro. Musica, invenzioni sceniche e oggetti sorprendenti accompagnano una storia nella quale il gioco diventa uno strumento per conoscere il mondo e immaginare ciò che ancora non esiste.Nel pomeriggio, alle18, ilTempio di San Giovanni al Sepolcroospiterà un incontro pubblico traEugenio Barba, l’Odin Teatrete la città. Sarà un’occasione di confronto con cittadini, studenti, operatori culturali, artisti e rappresentanti delle istituzioni. Parteciperà ancheFranco Perrelli, studioso di storia e ricerca teatrale, che contribuirà alla conversazione conBarba. Al centro dell’appuntamento ci saranno il senso di una lunga esperienza artistica, il rapporto con le nuove generazioni e il teatro inteso come un mestiere che si apprende nel tempo, attraverso la disciplina, l’ascolto e la relazione con gli altri.

Venerdì 23 ottobre
, alle11, laSala della Colonna di Palazzo Nervegnaaccoglierà una conversazione di particolare interesse traEugenio Barba e Mario Martone, due protagonisti che hanno segnato, attraverso esperienze e linguaggi differenti, la storia del teatro contemporaneo. Con loro dialogherannoAnna BandettinieChris Torch, presidente dellaFondazione Nuovo Teatro Verdi. L’appuntamento concluderà il percorso «Dialoghi #1», dedicato a Martone tra Lecce e Brindisi, e si inserirà nelle iniziative pensate per i novant’anni di Barba. Sarà un confronto tra due modi di intendere la scena, il lavoro degli attori e il rapporto tra la creazione artistica e la società, a partire da percorsi che hanno contribuito a rinnovare profondamente il linguaggio teatrale.Alle20.30sarà ilNuovo Teatro Verdiad accogliere l’Odin Teatretcon «Le nuvole di Amleto», spettacolo scritto e diretto daEugenio Barba, in programma anchesabato 24 ottobre, alla stessa ora. Entrambe le rappresentazioni, aingresso gratuito, hanno già registrato iltuttoesaurito, a conferma della grande attesa per il ritorno del maestro brindisino sul palcoscenico della sua città natale.

Le Nuvole di Amleto – ph Annalisa Gonnella


All’origine dello spettacolo c’è un episodio doloroso della vita diWilliam Shakespeare. Nel 1596 muoreHamnet, il suo unico figlio maschio, appena undicenne. Qualche anno più tardi il drammaturgo inglese scriveràAmleto. Barba parte da questa vicinanza tra una perdita privata e uno dei grandi testi della letteratura mondiale per interrogarsi sul rapporto tra padri e figli, sulla memoria e sulle responsabilità che legano una generazione a quella successiva. «Le nuvole di Amleto», dedicato aHamnete ai giovani ai quali viene negato un futuro, riunisce sul palcoscenico tre generazioni di attori dell’Odin. Un lavoro che intreccia biografia, immaginazione e scrittura scenica, già approdato allaBiennale Teatro di Venezia, e che trova nell’esperienza umana il punto di partenza per parlare del nostro tempo.La mattina disabato 24 ottobre, alle10, il programma proseguirà nellaSala della Colonna di Palazzo Nervegnacon «Porto di Pace, la città ascolta», incontro realizzato in collaborazione con l’United Nations Global Service Centre (UNGSC)diBrindisi. Saranno presentiAnton Antchev, direttore dell’UNGSC, eGiuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi. La coincidenza con laGiornata delle Nazioni Uniteoffrirà l’occasione per ragionare sul rapporto tra cultura, cooperazione internazionale e costruzione della pace. Brindisi, città portuale e sede di una delle principali strutture logistiche delle Nazioni Unite, sarà chiamata a riflettere sulla propria vocazione al dialogo attraverso una domanda tanto semplice quanto impegnativa: «La cultura può fare la pace, o solo immaginarla?».Il confronto proseguirà idealmente fuori dalle sale istituzionali. Alle12.30, nei giardinetti del porto dipiazza Vittorio Emanuele II, gli artisti dell’Odine i cittadini si ritroveranno davanti almonumento a Gandhiper una sosta dedicata alla parola poetica.Sofia MasieAlessia Ciotola, delMinistero dei Sogni, leggeranno alcune poesie, accompagnando con le parole un momento di raccoglimento e condivisione in uno dei luoghi più rappresentativi del rapporto tra Brindisi e il mare. In serata, alle20.30, ilNuovo Teatro Verdiospiterà la seconda rappresentazione di «Le nuvole di Amleto», a conclusione del programma.Il ritorno diEugenio Barbanella sua città natale diventa così l’occasione per ripercorrere una straordinaria vicenda artistica e, insieme, per interrogarsi sul significato che il teatro può assumere nella vita di una comunità. Le scuole, i luoghi della storia, il porto e il palcoscenico saranno le tappe di un dialogo che coinvolgerà generazioni e sensibilità differenti. Dopo una vita trascorsa a cercare nuove forme di incontro tra gli esseri umani,Barbatorna aBrindisicon una compagnia che ha fatto del viaggio e dello scambio culturale la propria ragione di lavoro. E proprio qui, nella città da cui è partito, il suo teatro continuerà a porre domande, a cercare risposte e a ricordare quanto sia necessario, soprattutto oggi, imparare ad ascoltarsi.